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Quando noi di OpenWorld, abbiamo pensato al tipo di licenza da adottare per il blog, ci è sembrato facile indirizzarci su una Creative Commons. Nel nostro caso abbiamo optato per la 3.0: Attribution  Noncommercial  Share Alike. Attribuzione della paternità dell’opera; riprodurre non per scopo commerciale; condividere allo stesso modo. La CC è il tipo di licenza migliore e funzionale per le opere che girano su internet senza negare a nessuno di poterla usare. Si adatta alla grande per il nostro “spirito libero“.

Quasi tutti i blogger usano la CC e molti siti web d’informazione e non, fanno altrettanto. Allora cosa non va? Nulla, solo che spesso non viene rispettata. L’ultimo caso limite è stato attribuito al corriere.it. Il sito del primo quotidiano d’Italia, non nuovo a “dimenticanze” del genere, stavolta ha fatto le cose un po, come dire, grossolane: pubblicare delle gallerie pittoriche in versione “avanzata“. Peccato che le opere, create da un personaggio conosciuto in rete e su flickr come Paulthewineguy, con la sua Understanding art for geeks abbia creato una serie di immagini che, attraverso un sofisticato gioco tra arte classica e normale vita quotidiana dell’utente Internet, raccontano la sua di “arte” attraverso simboli che l’internauta comune conosce già. L’errore del corriere non è il solo fatto di averle pubblicate, perchè se così fosse non ci sarebbe nulla di anomalo, ma il quotidiano online non ha rispettato tutte e tre le regole della CC:
Attribuition
– ha solo indicato e non linkato la proveninza flickr.com già di per se errata;
Noncommercial – se andate a vedere la galleria fotografica del corriere, si aprono dei fastidiosissimi popup di advertising, pubblicità dunque, e quindi commerciale;
Share Alike – non può condividere allo stesso modo proprio perchè si tratta di un sito d’informazione coperto da copyright dove vendere è il suo scopo primario.

Se nel primo caso non hanno attenuanti (ci voleva poi molto a linkare flickr mettendo il nome dell’autore?), nel secondo, forse ma solo forse, potevano mettersi d’accordo con l’autore per rimediare a questi fastidi pubblicitari. Nel terzo invece non ci sono regole attestanti che, sempre contattando l’autore, si poteva evitare di condividere con la CC le immagini pubblicate su corriere.it. Ma poi scusate, è obbligatorio pubblicare tutte le immagini quando è evitabilissimo con quel bellissimo modo che si chiama ipertesto?

Ma pensavano davvero di farla franca quando le immagini su flickr sono state già visitate da migliaia e migliaia di persone al punto che si è meritato (Paul) commenti entusiasti su Slashdot, Drawn, Laughingsquid, e infine approdando su Corriere.it si deve sentire defraudato? In rete questa notizia circola che è una meraviglia, ne parla Gaspar (alquanto incazzato), lia, Mantellini (bella, presa da Gaspar, la citazione al direttore del corriere.it per la perfetta strada da percorrere sulle attribuzioni legali di opere con copyright su internet), ma la mia preferita resta quella di Elvira Berlingieri (dove ho preso spunto per questo articolo, grazie Elvira). La Berlingieri, avvocato che si occupa, tra le altre cose, di diritti d’autore e copyright, insegna al master e-Medicine dell’Università di Firenze e collabora su questi temi con Apogeonline, si è divertita ad ipotizzare i reati commessi da Via Solferino: Art. 20 comma 1, Art. 13 e Art. 16 comma 1 della Legge sul diritto d’autore. Oltre alle già citate violazioni sulla licenza Creatice Commons 3.0.

Speriamo capiscano che internet è uno spazio libero con le proprie regole da rispettare anche se ti chiami Corriere della Sera.

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