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Il futuro è libero

L’enciclopedia diventa semantica

Wikipedia è la più grande e fornita fonte d’informazione esistente nel pianeta. Ricca di 2.5 milioni di voci in lingua inglese, è da considerarsi a pieno titolo l’enciclopedia per eccellenza. Oggi è stata battuta, e di parecchio.

Il pregio di Wikipedia è che va benissimo in funzione del web 2.0. Ma qui stiamo parlando addirittura di Web 3.0. Il futuro di Wikipedia non è Wikipedia stesso ma Freebase: gigantesco database dove si possono trovare, oltre alle classiche informazioni sui personaggi famosi, sui luoghi, di storia e via dicendo, anche, e soprattutto, voci cosiddette di “nicchia”. Tra le varie curiosità che si trovano al suo interno, i più particolari sono la metereologia, la cucina etnica, le voci dallo spazio e così via. La differenza tra il “vecchio” e il “nuovo” è la dinamica nella costruzione delle voci. Se Wikipedia è arricchito solo ed esclusivamente dal contributo degli utenti, Freebase è in gran parte imperniato sull’uso di algoritmi ad hoc, che ne fanno accrescere il valore incentrandolo con la semantica. La semantica, come riferisce la stessa enciclopedia libera: “in informatica e in particolare in programmazione, la semantica di un linguaggio di programmazione (o di un programma) indica il significato (operativo) delle istruzioni e dei costrutti del linguaggio“. Quindi una ricerca “intelligente” sul significato della parola richiesta. In più, grazie alle Api messe a disposizione dal progetto, tutti gli sviluppatori possono costruire applicazioni di ogni genere e attingere ai dati di Freebase utilizzandoli a loro piacimento: tutte le voci infatti sono coperte da licenza Creative Commons.

Gli algoritmi di Freebase. Questi particolari algoritmi non fanno altro che aggregare le notizie prese da milioni di fonti sparse per il globo, inserirle nel database e, tramite gli utenti che approfondiscono e allargano la voce, metterla in condivisione con tutti. Puro stile web 2.0 ma con un tocco di tecnologia in più. Il vero passo avanti del progetto creato da Metaweb, consiste nella varietà delle fonti: sia che si tratti di notizie, che di immagini o di informazioni commerciali, Freebase li cataloga per affinità e pertinenza relazionandoli tra loro come fossero informazioni provenienti da un unica fonte, e questo fa sì che l’utente possa trovare tutto ciò che cerca in un unica grande voce completa di tutto e molto vicina al significato reale e umano. Le moltissime fonti d’informazione aggregate in Freebase, fanno in modo che diventi “il ponte tra la visione bottom-up dell’intelligenza collettiva del web 2.0 e il mondo più strutturato del web semantico”, come dice il guru del web 2.0 Tim O’Reilly. Le fonti sono, oltre ai classici organi d’informazione vari, anche Flickr, il Dipartimento Usa del Commercio, Music Brainz, l’USGS, Chef Moz, Wikipedia, GoogleBase solo per citarne alcuni.

Sicuramente non avrà la praticità di Wikipedia, ma con oltre 4 milioni di voci al suo interno, darà sicuramente nuova linfa al già caotico mondo delle informazioni online. Se non altro ordinando meglio l’enorme mole di informazioni, rendendole più utili e perché no, anche più intelligenti.Vedremo se avrà lo stesso successo di Wikipedia, le basi se non altro ci sono, adesso basta solo credere nel progetto. Del resto ci stiamo sempre più avviando verso il Web 3.0.

Martedì, 8 Luglio 2008 18:36 47 - Pubblicato da Jack | Articoli | , , , , , , , , , , | Ancora nessun commento.

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