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Il futuro è libero

Domande inutili per gente inutile

Sul pezzo di prima su Brunetta e le sue idee sulle energie alternative si potrebbe scrivere un romanzo a puntate: ma noi siamo scienza non fantascienza (lo so, era uno spot :( ) quindi molto più pragmatici del Ministro per l’innovazione. Ieri Sarkò ha invitato i grandi del medio oriente a Parigi per parlare della crisi Israele-Palestina e concordare un piano efficace per ridurre il costo del petrolio alla fonte.

Oggi leggendo il corriere passo sulle parole di Silvio Berlusconi all’uscita dell’incontro in terra d’oltralpe: «I Paesi consumatori si incontrino al più presto, magari a Londra, per mettersi d’accordo su un prezzo massimo e ragionevole che non possa essere superato. Se i Paesi consumatori di petrolio non riusciranno a trovare una soluzione per calmierare il prezzo del petrolio, è necessario andare avanti spediti con un concreto progetto di costruzioni di molte nuove centrali nucleari, senza attendere quelle di quarta generazione, perché la terza generazione è ottima». Aridaje con ’sto nucleare!
Berlusconi parla di “speculazioni” in atto per svalutare le nostre aziende e farle diventare facili prede di conquistatori stranieri.

Adesso mi vengono i dubbi: ma il premier vuole costruire centrali nucleari (sapendo che è praticamente impossibile farlo) per ovviare al problema petrolio, vuole mantenere le nostre aziende “italiane” e non in mano agli stranieri oppure vuole fare concretamente qualcosa per ridurre il nostro handicap energetico portandoci verso le energie davvero alternative? Perché anche il solo pensare che i paesi produttori si siedano tutti assieme in un tavolo e concordare un prezzo equo in base al quale vendere il petrolio, francamente penso sia una vaccata fuori misura. Chi è quel fornitore di materia prima che si accorda coll’acquirente per un prezzo equo, pur sapendo che la domanda è talmente alta che si potrà permettere il lusso di condizionare, non solo il prezzo, ma anche, e soprattutto, la politica dei paesi dove la richiesta è esorbitante. Appena il premier lo trova che lo dica anche a noi, siamo curiosi di conoscerlo, questo petroliere.

Inoltre, se anche dessimo per scontato che i grandi produttori si siedano attorno ad un tavolo ed iniziano a parlarne, con che criteri lo faranno? Meno cari per i paesi poveri e più cari per quelli ricchi? E da che base si parte? 50, 100, 150$ al barile? Va bene questa base? E i paesi che esportano gas, tipo la Russia, come si comporteranno? E quelli che esportano e producono (due su tutti Usa e ancora Russia) come dovranno comportarsi, faranno entrambe le cose o dovranno decidersi su quale tenere? Se davvero si concordasse un prezzo equo, mettiamo 100$, e l’Arabia Saudita un giorno dovesse decidere che non gli bastano, cosa si fa? Le facciamo guerra? Domande inutili per gente inutile.

La Germania è arrivata a produrre il 15% del proprio fabbisogno energetico da fonti alternative. Si può fare quindi. Il piano di Berlusconi prevede centrali nucleari in dieci anni con un fabbisogno sviluppato del 10%. Le fonti alternative richiedono meno tempo e meno gestione degli impianti, a differenza del nucleare che il grosso del problema lo crea nello smaltimento delle scorie. Quel è, a questo punto, il più conveniente, il nucleare o le fonti alternative? Domande inutili per gente inutile.

Lunedì, 14 Luglio 2008 12:08 26 - Pubblicato da Jack | Articoli | , , , , , , , , , , , , , | No Comments Yet

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