Vogliamo fatti, non solo parole
Esistono i pedofili, ed esistono i preti pedofili. Anche il Papa lo sa, allora perché ne parla solamente quando va all’estero? Come ormai abbiamo avuto modo di vedere da tutti i tiggi nostrani, il santo padre ha denunciato pubblicamente i preti accusati di pedofilia durante la messa alla St. Mary’s Cathedral di Sydney, dove si trova per la XXIII Giornata mondiale della gioventù: «Questi misfatti hanno causato grande dolore e hanno danneggiato la testimonianza della Chiesa. [...] Le vittime devono ricevere compassione e cura, e i responsabili devono essere portati davanti alla giustizia».
«È una priorità urgente – ha aggiunto subito dopo – quella di promuovere un ambiente più sicuro e sano, specialmente per i giovani».
Parole dure certo, ma anche un je d’accuse per la santa romana chiesa presieduta da Joseph Ratzinger di Germania. Sole dette in terra straniera rispetto alla santa ROMANA chiesa. Chissà come mai papa Ratzi queste parole in Italia non le pronuncia mai, anzi quando Santoro ha trasmesso il servizio sulla pedofilia nella curia, il sommo pontefice ha mandato il suo cavallo di razza, Mons. Fisichella, smentendo – in parte – il problema dei preti pedofili. Tutti, iniziando da Fisichella e finendo con don Mazzi, hanno espresso pareri inequivocabili: la chiesa non c’entra nulla, la colpa è dei singoli preti che si lasciano forviare dal demonio, ma che non andrebbero comunque condannati perché il loro è un peccato facilmente risolvibile con il pentimento e la meditazione. Quindi vorrei sapere qual è la posizione ufficiale della chiesa e se ci sono due posizioni in base al paese di cui si parla. E non sono il solo a volerlo, e non sono il solo a non credere alle parole del Papa.
«Le scuse non bastano, vogliamo i fatti. Una cosa è quello che dice il Papa, un’altra è ciò che fa»: parole di Chris Mac Isaac, presidente dell’associazione vittime di preti pedofili “Broken Rites Australia”. I fatti, è questo che conta: cosa farà il Papa per portare davanti alla Giustizia i preti pedofili? Aspettiamo con ansia questi “fatti”.
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