Il paese di Paperino
In Italia stanno bene tutti, dall’immigrato clandestino all’imprenditore in odore di santità, dal mafioso nei vari cda al mafioso nei vari governi. “L’America” è in l’Italia, altro che a ovest di Paperino! «Ladro in fuga uccide ventenne», «Clandestino in fuga uccide ragazzo» titoli di due giornali di fronte opposta e di cognizioni completamente diverse. Il primo viene da Repubblica e il secondo dal Giornale: il primo di una sinistra che non esiste, il secondo di una destra, e di un governo, che punta alla chiusura delle frontiere. Scusate la franchezza ma è così.
Torniamo alla notizia: un moldavo su un furgone rubato inseguito dalla polizia, in un incrocio in via Nomentana a Roma, travolge e uccide una macchina guidata da un ventenne. La notizia, in sintesi, è questa. Sì, possiamo ricamarci sopra quanto vogliamo, ma le pura e dura verità è che all’incrocio un ragazzo nel pieno della gioventù e con chissà quali speranze dalla vita, è morto perché un altro ragazzo, non è importante se sia moldavo, turco o italiano, ha commesso un furto e inseguito dalle volanti (a sirene spente pare) si è schiantato contro l’auto del ventenne. Il ladro è solo un ragazzo di 23 anni che aveva già ricevuto un decreto di espulsione revocato perché la moglie è incinta al sesto mese. Alemanno ha subito detto la sua: «E’ molto grave che uno straniero espulso circolasse ancora per Roma, faremo in modo che non accada più». La risposta del sindaco romano secondo me doveva essere diversa: «E’ molto grave che un incrocio sia stato centro di diversi incidenti mortali nelle ultime settimane, faremo in modo che non accada più». Forse questa andava meglio.
Il “clandestino” deve pagare con il carcere a farsi le pippe per 20-30 anni, è fuori ogni dubbio, ma la scusante della nazionalità è assurda: sarà anche vero – documenti alla mano – che alcuni paesi sono più propensi a delinquere rispetto ad altri, ma è altrettanto vero che la giustizia italiana (con la “G” minuscola), spesso, è inefficace o impotente di fronte a questi reati.
Altra prospettiva. «Grazie al lodo non sarò perseguitato» dice Silvio Berlusconi l’indomani dell’approvazione del lodo Alfano. «L’Italia è schiava di Roma…’, toh! dico io» Bossi mima il medio. «Basta intercettazioni, ricordatevi della privacy»: destra e sinistra sintonizzati sulla stessa frequenza. I cda delle maggiori aziende italiane sono popolate da mafiosi, faccendieri senza scrupoli e loschi affaristi. Oltre ai capelli finti di Berlusconi, i finanziamenti a pioggia dell’ex sindaco Veltroni, i diversivi del «povero, non ci posso credere» Del Turco, l’Italia è piena di giustizialisti e opportunisti, spesso sbagliando sponda e rincorrendo una corrente politica che non si addice al popolo ma solo alle loro tasche. La Giustizia (quella con la “G” maiuscola) è assolutamente “uguale per tutti” come si può notare.
Ma del resto come possiamo minimamente pensare di arrestare o “spedire via” i mafiosi, correndo il rischio di svuotare le città, i consigli d’amministrazione e i governi. Come possiamo fare questo, se il massimo dell’orgasmo imprenditoriale viene da Tronchetti Provera e le importazioni sono sempre benvenute. Quindi anche i delinquenti vanno bene, quelli importati s’intende.
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