Giocare con la vita degli altri
I giochi sono salvi. Oggi il via all’edizione numero ventinove dei Giochi Olimpici di Pechino 2008: la cerimonia di apertura ufficiale avverrà alle 20.08 di Pechino quando saranno le 14.08 italiane (quindi tra poco), il torneo di calcio è iniziato due giorni fa ed ha visto l’Italia olimpica battere l’Honduras per 3-0 mentre le altre gare inizieranno ufficialmente domani mattina con 24 specialità di cui 7 sono direttamente delle finali. I Giochi finiranno il 24 c.m. con la cerimonia di chiusura alle ore 20.00 locali e le 14.00 italiane. Bene, ho parlato dei “Giochi”, adesso parlo dei “giochi”. Quelli cinesi.
Per queste Olimpiadi cinesi ci sono due correnti di pensiero: una dice che le Olimpiadi, in quanto sport, non deve essere catalogato come un evento anche politico; l’altra invece, proprio perché la Cina sta strumentalizzando il più importante evento sportivo in assoluto, diventa un fatto assolutamente politico, quindi considerato alla mercè della più tetra esperienza culturale e associata alle campagne informative per la mancanza di diritti civili in quel paese.
Tutto vero, sia la prima che la seconda considerazione. Ma cerchiamo di essere pragmatici. I Giochi Olimpici sono l’evento sportivo per eccellenza, da più di cento anni mostrano al mondo – sfidandosi – gli atleti migliori che esistono. E’ un evento assolutamente sportivo e non politico, solo in pochi casi è diventato parte in causa delle opinioni politiche della gente e degli stati: a Mosca 1980 con il boicottaggio dei paesi del blocco occidentale, a Los Angeles 1984 col boicottaggio dei paesi del patto di Varsavia e a Monaco nel 1972, il più grave, dove non c’è stato nessun boicottaggio, ma il terribile attentato agli atleti israeliani. Qui finisce la politica “vera” alle Olimpiadi.
Se questi giochi si fossero svolti trent’anni fa, i mille e più articoli scritti in questi mesi non ci sarebbero nemmeno stati, ovvero le organizzazioni umanitarie sarebbero andate sempre su tutte le furie, ma l’opinione pubblica ne avrebbe saputo infinitamente meno: colpa della globalizzazione. Oggi, ma fin dalla fine del secolo scorso, siamo tutti iperinformati: riceviamo notizie, informazioni, sequenze di cronaca e filmati video praticamente nello stesso momento che accadono, quindi è assolutamente normale che Bejing 2008 sia sotto i riflettori del mondo intero. E volete che le orribili nefandezze del governo cinese non si sappiano? Storie!
Perché la Cina ha voluto queste Olimpiadi? Per gli affari, per i soldi, perché ha un’economia al vertice e avrà la possibilità di far vedere al mondo la grandeur cinese. Tutto, come sempre, ruota intorno ai soldi. La Cina come maggiore potenza economica mondiale i Giochi li ha comprati come potenziale mercato per le multinazionali, tutti ci sono dentro: dalla Coca-Cola a MacDonald, dalla Wolksvagen a Ups, da Lenovo a Kodak, da Microsoft a China mobile e Samsung, Panasonic, Omega, Haier, Visa, General Electric, Johnson & Johnson, Snickers, TechnoGym, Schenker, Budweiser… passando per le più importanti banche mondiali, le immense tv commerciali e per i grossi sponsor istituzionali e tecnici (l’adidas è l’unico sponsor tecnico dei giochi e il maggior fornitore delle squadre). In tutti i settori, i grossi capitali sono in gioco per l’evento che ha rivoluzionato il marketing mondiale. Quindi cosa importa ai governi e agli sponsor se la Cina commette qualche “peccatuccio” veniale come abolire i diritti civili, incarcerare i dissidenti politici, vietare la libera informazione, creare più smog delle nuvole in cielo o mandare i carri armati a fronteggiare una rivolta pacifica. Nulla, esattamente come interessa nulla ai paesi che partecipano alle Olimpiadi. Questo è materialismo, non comprarsi il telefonino da millemila euro per far i fighi: quella è solo stupidità. Prendiamo esempio da loro se vogliamo fare i materialisti, almeno ci guadagniamo qualcosa!
I (pochi) diritti civili nel paese asiatico esistono solo sulla carta: il governo cinese non farà mai qualcosa per dimostrare che anche loro si avvicinano alla democrazia. Possono cambiare i segretari generali del partito (non siamo ai tempi di Mao fortunatamente), possono diventare la massima potenza mondiale, possono essere il paese che produce e lavora di più, ma non saranno mai un paese democratico. Fin quando ci saranno gli ordini di partito a governare la vita umana, nessun cinese potrà dire di essere un “UOMO LIBERO”. La democrazia, quando arriverà, se arriverà, anche in Cina, porterà un disequilibrio anche a livello mondiale e non tutti sono disposti a volerlo. Da qui si capisce perché tutti gli altri stati sono sordi sotto questo aspetto. E’ normale!
L’ultima protesta in ordine di tempo è arrivata tramite un video del “Partito islamico del Turkestan”, un’organizzazione musulmana di etnia aiguri, che vuole l’indipendenza della provincia dello Xinjiang, dove si nota un uomo incappucciato con turbante nero che manda un messaggio nella lingua degli uiguri, e allo stesso tempo scorrono delle immagini col logo dei Giochi in fiamme e un’esplosione presso uno dei siti olimpici di Pechino. Chiaramente non ci dimentichiamo del Tibet, come non ci dimentichiamo di Gedhun Choekyi Nyima quando nel ‘95, a soli sei anni, venne imprigionato dal governo cinese e messo sotto “custodia preventiva” perché secondo il Dalai Lama è l’undicesimo Panchai Lama. Non ci dimentichiamo di Tienanmen, non ci dimentichiamo dei migliaia di blogger arrestati o esiliati perché “sovversivi”, non ci dimentichiamo della rivolta a Llasa dei monaci buddisti bloccata col sangue dei tibetani, non ci dimentichiamo delle tante esecuzioni annue degli anti-comunisti. E non dimentichiamo che in Cina non esiste la democrazia. Questo non dimentichiamolo mai, tutti.
Ma i Giochi olimpici iniziano oggi, non ci resta che vedere i nostri atleti combattere per una medaglia e pensare che in fin dei conti è solo uno sport. Ed è questo che conta: lo sport come aggregazione dei popoli e la speranza che questa si avveri sul serio.
Ciao, Jack, ho visto questo blog e scrivi delle cose molto interessanti, ma lo stile di wordpress che hai scelto fa decisamente schifo, per favore, potresti cambiarlo?
Ps. Grazie a Google Reader hai un nuovo lettore
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@bohtont
no, a noi piace questo
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cosa intendi come stile? L’organizzazione o l’aspetto grafico? ciao ciao
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