La scoperta dell’acqua calda
Steve Jobs ammette che il nuovissimo ed (in)utilissimo iPhone traccia e spia i propri utilizzatori. Scatta subito la, giusta, ira dei consumatori di cui Adusbef e Federconsumatori fanno da condottieri.
Pesanti accuse insomma, che fanno dalla violazione della privacy all’uso di malware (dov’era scritto nella licenza d’uso che c’era questa monitoraggio?). Mondo dell’informatica sconvolto? Macché! Basta cercare sul sito di Paolo Attivissimo, dove è presente un articolo dell’8 Luglio che parla dell’implementazione del Trusted Computing sull’iPhone.
Il Trusted Computing, in parole povere, è una serie di congegni (hardware e software) che si comportano come dei guardiani, cioè consentono l’uso di software/hardware preventivamente autorizzato. Detto così sembra anche qualcosa di positivo ma, l’autorizzazione non la crea l’utente ma, solo i big del mondo dell’informatica. Tralasciando le varie implicazioni (fine dei software freeware) significa limitare pesantemente l’uso di qualsiasi apparecchio elettronico. Tuttavia, ha anche altre funzioni. Altro possibile scopo è il monitoraggio continuo del computer dell’utente per escludere eventuali manomissioni .
Nel nostro caso si è mostrato in tutta la sua “potenza”. Oltre a limitare l’uso del prodotto, spia anche i singoli utenti per assicurare che non vi siano alterazioni del chip che gestisce il sistema.
Insomma, chi era un poco informato avrebbe fiutato la minaccia ben prima delle ammissioni di Jobs. Questo fa anche riflettere sul fatto che questi apparecchi non vengono minimamente controllati sotto l’aspetto della privacy né tanto meno usati da persone competenti prima dell’immissione sul mercato.
Positivo invece che il tutto non sia rimasto in sordina, anche se da anni si denunciano i rischi inerenti al TC.
In realtà avevo sentito che anche con i cellulari si è monitorabili e rintracciabili… anche da spenti. No?
Sono due cose diverse.
Col cellulare sei tracciabile, cioè se hai i dati dell’azienda telefonica puoi tracciare gli spostamenti di una persona. Questa è una conseguenza del funzionamento del cellulare che dev’essere sempre identificato (apparecchio e cella) altrimenti non funziona.
Qui Jobs dice che qualsiasi cosa tu faccia con l’iPhone (aprire un documento, scrivere, collegarti a owblog) l’azienda ne viene a conoscenza! Col cellulare l’azienda telefonica mica sa che numeri hai in rubrica, con l’iPhone sì!
ciao ciao
Oh porca miseria! Che dramma.. grazie del chiarimento. Che dramma… che dramma…
Jobs si difende dicendo che è da irresponsabili non monitorare i device: io credo sia proprio il contrario e alla lunga andrà a perdere clienti.
Alla fine, come di norma e regola sulla rete, hanno trovato il modo di bloccare il “bloccaggio”.
[...] di successo e questa sfiducia di una compagnia fa pensare a qualche scricchiolio, considerando le rilevazioni di Jobs sul TC integrato [...]