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Di fronte all’8 settembre del Partito democratico, nel pieno della battaglia elettorale, gli aspiranti condottieri di domani hanno elaborato una strategia niente male: mettersi tutti d’accordo nel mandare avanti il vicesegretario di Veltroni, l’intrepido Dario Franceschini, ma soltanto fino alla fine della battaglia medesima – e cioè fino alla fine della campagna elettorale – per poi candidarsi tutti, freschi come una rosa, al congresso di ottobre.
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Botta e risposta tra Pippo e Davide
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Un uomo in fuga. E per questo felice. Così ho visto Walter Veltroni ieri, nel discorso d’addio in piazza di Pietra a Roma. Gianpaolo Pansa su Riformista
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Sono state usate diverse espressioni più o meno metaforiche per descrivere la situazione del Pd all’indomani delle dimissioni di Walter Veltroni. Sostenere che le dimissioni di Walter Veltroni rappresentino il fallimento dell’idea del Partito Democratico è una bugia: le difficoltà incontrate dal partito negli ultimi sei mesi sono strettamente dipendenti dai comportamenti e dalle pigrizie delle persone che lo hanno diretto, piuttosto che dalla mancata riuscita di un progetto che nel corso dei mesi ha raccolto sempre – diciamolo – molti più consensi di quelli che probabilmente avrebbe meritato.
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19 giovedì feb 2009
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