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Da Avvenire:
“Mai vista tanta puntualità nell’amministrazione della giustizia. Le foto di Eluana Englaro morente sequestrate al fotografo triestino che le aveva scattate sono state restituite a tempo di record allo stesso professionista”

Avrei una gran voglia di insultare questa persona, ma mi limito ad aggiungere la celerità con cui ha risposto il premier al coro di una minoranza (sì, minoranza il 61% degli italiani era con la famiglia Englaro) e al fatto che Beppino ha atteso più di 4 anni, invece, per ottenere qualcosa. Alla faccia di chi pensa a velocità inusuali della macchina della giustizia italiana.

“il suo precipitare verso un esito letale in una clinica­non clinica udinese (e, dunque, non assoggettabile alle regole del Servizio sanitario nazionale)”

COMPLIMENTI! Un po’ di disinformazione non fa mai male. l friuli è uscito dal SSN da tempo, e la Quiete è di proprietà del comune, al di fuori del SSN. Senza poi contare che le irregolarità riscontrate erano di carattere amministrativo e sarei curioso di vedere QUANTE cliniche a livello nazionale hanno le carte in regola alla perfezione.

“Eppure per almeno dieci anni – tanto è durata la battaglia massmediatica e giudiziaria intorno alla vita di una donna in stato vegetativo – tutto era stato volutamente e assolutamente pubblico. All’improvviso la cesura, il cambiamento di corso, i via libera più impensabili, il catenaccio più impenetrabile. Il messaggio è chiaro: su tutto ciò che s’è compiuto non ci sarà un’incrinatura, non sarà sollevata alcuna eccezione. Per fortuna che Dio c’è.”

Un degno finale per una persona che vede solo ciò che vuole e sente solo ciò che vuole. Tutte le volte che il padre ha implorato i media perché se ne stessero un po’ zitti? Un palese tentativo di mantenere una cosa privata pubblica. Ora semplicemente si è stufato ed accusarlo di qualunque cosa è ridicolo.