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Barbareschi, Carlucci, Citynews, Commissione cultura, Diritto d'autore, La rete risponde, Opere dell'ingegno, PdL, Pedofilia online, Pirateria online, Proposta di legge
“In Italia la diffamazione a mezzo stampa o a mezzo televisivo viene punita anche molto severamente, tutto questo invece non esiste in Internet. Internet è un territorio assolutamente libero, privo di regole. Io ritengo che questo non sia giusto. Se la politica si vuole interessare di Internet in questo senso dovrebbe invece permettere la tracciabilità di chi dice cosa. Non per evitare che ci sia la libertà o la democrazia partecipativa, tutt’altro, ma semplicemente perché ognuno sia responsabile di quello che dice e di quello che fa.”
- La diffamazione su Internet esiste come in qualsiasi altro posto, non solo via stampa o tv, quindi è soggetta alle stesse leggi e alle stesse regole;
- Internet è sì libero, ma solo come pensiero e libertà espressiva – cosa che tra l’altro è garantita anche dalla nostra Costituzione – e non, come detto prima, resistente alle leggi;
- La tracciabilità non garantisce la responsabilità di ciò che si dice, ma solo l’intercettazione legale dei dati personali senza il consenso volontario dell’utente;
- La proposta dell’Onorevole Carlucci è partita contro la pedofilia online, ma si è praticamente fermata alla pirateria e alla diffamazione via web.
Nei giorni scorsi la rete – per intero e in piena coesione – ha replicato prontamente alla proposta fatta dalla Carlucci, tanto che la stessa deputata si è sentita in dovere di rispondere alle “offese selvagge” a lei rivolte dal popolo della rete ribadendo ancora una volta la sua estraneità ai fatti di cui la si accusa e della sua piena buona fede, attaccando a sua volta i suoi accusatori di scarsa trasparenza: “La vera e reale finalità della mia iniziativa, al contrario di quanto maliziosamente riportato, si evidenzia dal fatto che i due documenti recano titoli inequivocabili: pedo_relazione e pedo_proposta.”
Però, ricontrollando per bene il documento a cui si riferisce l’Onorevole Carlucci, non si nota l’incongruenza che dice, anzi. Facendo un ulteriore disamina del documento, anche Guido Scorza, avvocato ed esperto di questioni di Internet, dice chiaramente: “Se anche nel titolo del file – ad un livello al quale io non sono arrivato – ci dovesse essere effettivamente scritto quanto dichiarato dall’On. Carlucci, ciò non sposterebbe di una virgola i termini della questione: si sarebbe presentata una legge ANTIPIRATERIA (ed al limite contro la libertà di manifestazione del penseiro on-line) come una legge ANTIPEDOFILIA. La circostanza che l’idea di chiedere un suggerimento a Davide Rossi sia sorta a seguito di un suo intervento in un convegno – avendo organizzato l’evento credo di poterlo dire a ragion veduta – nell’ambito del quale si è parlato di molte questioni interessanti ma non certo di PEDOFILIA ON LINE. [...] il riferimento ai reati che attraverso la sua iniziativa ci si proporrebbe di reprimere per riparare alle aporie della disciplina sul commercio elettronico: “la diffamazione, l’ingiuria e la calunnia”. Qualcuno sa dirmi cosa questi reati abbiano a che vedere con la pedofilia on-line?”
La storia ha però dei risvolti poco edificanti per il deputato pidiellino, e abbastanza comici – sdrammatizzando un po il chiasso scaturito – per chi la rete ogni giorno la usa bene. Effettivamente, nel mese di febbraio scorso, la Carlucci presentò davvero una proposta di modifica alla Legge 157 del Codice Penale (in materia di prolungamento dei termini di prescrizione per i reati di maltrattamenti in famiglia o verso fanciulli, riduzione in schiavitù, pornografia e sfruttamento della prostituzione minorile, violenza sessuale, atti sessuali con minorenne e corruzione di minorenne), per cui potrebbe anche essersi leggermente confusa con i documenti dando gli stessi nomi a due proposte completamente diverse tra loro. Difficile da interpretare.
Con tutto ciò, proprio per cercare di capire dove vuole andare a parare la Carlucci – se contro la pedofilia o la pirateria online -, la sua proposta per “assicurare la tutela della legalità nella rete internet” il 12 marzo è stata assegnata alla IX Commissione Trasporti. Il nostro augurio è che i parlamentari della Commissione siano a conoscenza delle dinamiche della rete e votino quindi secondo coscienza.
Un’altra proposta che ha fatto storcere il naso ai puristi della rete, è quella fatta dal deputato Barbareschi sulle “Disposizioni concernenti la diffusione telematica delle opere dell’ingegno“. Il deputato Luca Barbareschi – attore cinematografico e teatrale, nonché conduttore televisivo con varie fortune, nonché vicepresidente della Commissione sulle telecomunicazioni – aveva dichiarato tempo fa che Mediaset aveva fatto bene a citare YouTube per violazione del diritto d’autore perché i contenuti vanno “condivisi a pagamento” e avrebbe proposto alla Commissione di cui è vicepresidente, di emendare di conseguenza. È stato di parola. Anche questa proposta è stata assegnata alla VII Commissione Cultura della Camera. Il 18 febbraio.
Oggi la rete risponde con i vostri commenti: cosa ne pensate?
[Per Citynews]
Allora se ho capito, la Carlucci ha proposto una legge contro la pedofilia che contiene anche il copyright e contro i post anonimi. In sostanza non si possono mettere filmati di atti sessuali tra minori se non si paga il copyright e se non si è chiaramente identificati. Poi sei a posto!
P.S. Mi rendo conto che come humor fa piangere, ma che sono degli idioti l’ho già detto!
Mi ricorda tanto alcuni mesi fa quando il Sen. Guzzanti voleva che i commenti al suo blog fossero vistati con dati anagrafici completi. Mancava solo che chiedesse anche il codice fiscale e sembrava fossimo all’anagrafe…