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Tutta la bagarre di Annozero con i successivi riequilibri informativi ha dato il frutto sperato, e la trasmissione di ieri sera è stata – come volevasi dimostrare – molto più pacata e rilassata del solito. Di ciò che dicono i benpensanti di destra e di sinistra sui giornali, io preferisco sempre farmi una mia idea personale e del “giorno dopo”, ovvero prendo atto di cosa dicono a mente calda, aspetto che ci sia il contraddittorio (spesso, appunto, l’indomani) e dopo decido secondo me chi sbaglia di meno o di più. Perché una cosa è certa: tutti sbagliano, nessuno, in questi casi, dice o fa la cosa più giusta o quantomeno sensata.

Prendendo spunto esattamente da questa certezza, mi sono andato a cercare i fatti analoghi accaduti in questi anni attraverso i media e li ho messi a confronto. Il risultato è stato sconfortante: in nessun caso lo stesso soggetto ha ribadito per due volte, in occasioni diverse, lo stesso concetto.

Mettiamo il caso di Calderoli: nel 2006 chiamò “porcata” la legge elettorale scritta da lui, qualche giorno fa la Lega stava per far cadere il governo per colpa dell’accorpamento del referendum alle elezioni europee, anzi, lo stesso Calderoli difende la scelta del carroccio paventando “l’incostituzionalità del procedimento“. Ma il referendum vuole abrogare la legge elettorale, e allora?
E che dire della presunta libertà d’espressione del premier quando, con i ricordi ancora freschi dell’editto bulgaro, denunciò quello che, a suo dire, era stato un uso criminoso della tv pubblica e che sarebbe stato un preciso dovere della nuova dirigenza Rai non permettere più il ripetersi di tali eventi: «L’uso che Biagi, come si chiama quell’altro…? Santoro, ma l’altro… Luttazzi, hanno fatto della televisione pubblica, pagata coi soldi di tutti, è un uso criminoso. E io credo che sia un preciso dovere da parte della nuova dirigenza di non permettere più che questo avvenga.» Difatti l’affermazione venne interpretata da una buona parte dell’opinione pubblica, come un primo approccio all’allontanamento dei “colpevoli” dalla RAI: i tre dopo poco vennero praticamente licenziati, e solo dopo parecchi anni Santoro e Biagi sono tornati in Rai e dopo sentenze giudiziarie a loro favore (Luttazzi è riapparso nella tv pubblica solo per una intervista invitato da Enzo Biagi in uno dei suoi ultimi programmi). E oggi Berlusconi dice come al solito che è stato frainteso. Meno male che non c’entrano gli “sporchi comunisti”!
E che dire del Presidente della Camera Fini? In questi mesi l’ex capo di AN sembrava il vero oppositore al governo Berlusconi: sulla bocciatura delle legge 40 «La sentenza della Consulta che dichiara illegittime alcune norme della legge 40 sulla fecondazione assistita rende giustizia alle donne italiane, specie in relazione alla legislazione di tanti paesi europei»; sul testamento biologico e sulla laicità dello Stato «Siamo sicuri che il testamento biologico approvato al Senato sia per davveo la laicità? Perchè quando si impone per legge un precetto si è più vicini a una concezione da Stato etico che non da Stato laico.»; sulla legge Bossi-Fini «In particolar modo penso al fatto che in molte circostanze sia assurdo chiedere all’immigrato che per rinnovare il permesso di soggiorno ha già la garanzia del posto di lavoro di tonare nel suo Paese di origine e poi rientrare in Italia»; e per concludere il suo pensiero sull’election day «Sarebbe un peccato se per la paura di pochi il Governo rinunciasse a tenere il referendum il 7 giugno, spendendo centinaia di milioni che potrebbero essere risparmiati». Ma Fini è un politico, e Presidente della Camera eletto da questo governo, quindi: “La trasmissione tv Anno Zero sul terremoto e’ stata ‘semplicemente indecente’.” Non che non sia d’accordo – almeno in parte – col Presidente della Camera, ma ci aveva abituati a pensarla diversamente dal suo capo…

Ma la censura ad Annozero ha colpito soprattutto Vauro. Ed ecco che trovo qualcosa anche su di lui: «Anzi, io ogni giorno che passa penso che quelle vignette siano una tragica rappresentazione del cattivo gusto: quel Maometto brutto, barbuto, con la satira non c’entra niente. La satira è gioco, allegria…». Provocazione… «Sì, certo. Ma bisogna saperla fare. Quelle vignette mi ricordano invece solo certe altre caricature, di tanti anni fa, quando qualcuno disegnava gli ebrei con il naso adunco…». Quindi lei non le avrebbe pubblicate. «Esatto, non le avrei mai messe in pagina». Ma sta parlandi di censurare delle vignette?

Alla fine – ma proprio per finire – quello che penso di Annozero di Santoro e di Vauro e le sue vignette, ritornando al discorso iniziale del giorno dopo e delle idee personali e bla bla bla…, l’ha scritto ieri sera  Massimo Gramellini sulla Stampa: “Santoro e i suoi inviati non hanno criticato l’azione dei soccorritori, come sostengono alcuni critici. Hanno denunciato l’assenza di un piano preventivo di soccorsi. Ma il farlo mentre i soccorsi erano in atto e centinaia di persone rischiavano la pelle per salvarne delle altre è parso a molti, compreso a chi scrive, l’ennesima prova del distacco abissale fra certi intellettuali di sinistra e la percezione della realtà. Una mandria di rinoceronti sarebbe stata più sensibile. Eppure, delle due sanzioni assunte dalla Rai, una lascia esterrefatti e l’altra suscita perplessità. [...] Ma in cosa si tradurrà questo riequilibrio in concreto? Il monologo iniziale di Travaglio sarà sostituito da uno di Sgarbi? Santoro girerà per lo studio senz’audio, doppiato da Emilio Fede? [...] L’obiettività è una chimera: la stessa intervista, trasmessa ad AnnoZero e, poniamo, a Porta a Porta, cambia completamente significato con una musica, un montaggio e un «cappello» introduttivo differenti. I fatti non sono mai separabili dalle opinioni, per la semplice ragione che i fatti sono opinioni, a seconda dell’ordine e del modo in cui vengono apparecchiati. Perciò l’unica garanzia di obiettività non è una trasmissione plurale, ma una pluralità di trasmissioni. Poiché siamo in Italia, finirà all’italiana. Santoro ribadirà di non aver voluto offendere, ma solo indagare le cause delle disfunzioni organizzative. I suoi amici diranno che AnnoZero dà voce ai mal di pancia di una minoranza che non si riconosce nel cloroformio dei grandi partiti e non ha altre piazze televisive a disposizione. I suoi avversari ribadiranno che Santoro è fazioso e in malafede. E si andrà avanti così, ciascuno convinto di avere ragione e di essere una vittima. [...] Ecco, in un momento così tragico bisogna difendersi dalla prosopopea e dalla retorica. E quindi difendere anche il diritto alle battute di dubbio gusto, chiunque sia a pronunciarle: un presidente del Consiglio come un vignettista del manifesto.

E sono esattamente le stesse cose che ho scritto l’altra sera in questo blog.