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Stella aspetta in macchina la madre, è il dicembre dell’82. La madre è in un supermercato a rubare da mangiare: è una tossica ed una ragazza madre. Vede un forno giocattolo e decide di rubarlo per Stella: scappa dal supermercato mentre il gestore la rincorre, entra in macchina e mette in moto. Scappano guardandosi dietro. Scappano a tutta velocità senza guardare avanti, non guardando non vedono il furgone che gli taglia la strada. Stella è viva, la madre muore.

27 anni dopo una ragazza è a colloquio con una ristoratrice famosa che vorrebbe assumerla (“mio marito non ha mai mangiato una torta al cioccolato così buona“): le parla della sua infanzia difficile, con una madre tossica ed un padre mai conosciuto. Le dice delle cattive compagnie (“si dice sempre così no“), che in carcere c’è stata per favoreggiamento, ma non sapeva che cosa era lui. Le chiede se vuole ancora assumerla. ”Una vita difficile non è una colpa, in effetti non dovrebbe essere nemmeno un alibi“ risponde la ristoratrice.

Guarda un giocattolo arancione e le chiede cos’è. “E’ l’ultimo regalo di mia madre“.

Stella è il contributo di Gabriele Salvatores al progetto “Per fiducia“: dura solo dieci minuti ed è molto bello.

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