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La Lega Nord, unico partito di un’opposizione che ormai non esiste (vedi PD) o che non ha un’idea, ma solo una contro-idea (vedi IDV), a sostenere Berlusconi nella sua ennesima arringa contro la magistratura, proprio non ci sta.

Quello che potrebbe far sentire puzza di crisi (di governo) non è questa posizione della Lega, che ad andare contro Berlusconi non è nuova, ma semmai la posizione di un partito che, in teoria, non dovrebbe esistere più per via della fusione nel PDL, cioè Alleanza Nazionale, che col suo ex-capo, Fini, fa capire di non voler trasformare la Camera dei deputati in una sorta di palcoscenico del nostro attuale premier.

Berlusconi, però, ha guai anche in casa perché persino dei forzisti, cioè quegli appartenenti a Forza Italia, altro partito che non dovrebbe più esistere, gli consigliano di rinviare il tutto a giugno, cioé dopo le elezioni europee. Intanto sempre lo stesso premier ha deciso di riferire non più alla Camera, dove il presidente è più un suo nemico che un amico, ma al Senato dove Schifani gli potrebbe assicurare un soggiorno più piacevole.

Uomo avvisato, mezzo salvato o solo avvisato, perché, a quanto pare, attaccare la magistratura sembra sempre più una vera e propria ossessione per il premier, il quale non vede di buon occhio le indagini dei pm napoletani sulla discarica a Ferrandelle  ed è già pronto a rispolverare la riforma sulla giustizia. Personalmente, minacciare un organo che indaga, come è giusto che sia, con leggi-carogna è un comportamento di un vero dittatore, un altro motivo perché Berlusconi dovrebbe essere allontanato dal parlamento, motivo che si aggiunge ad una già lunga lista

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