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Perché chiunque vinca ci sarà subito qualcuno – molti – al lavoro per sostituirlo e prima delegittimarlo, sputtanarlo, indebolirlo. D'altra parte, nessun congresso può costruire una leadership se non c'è la volontà e la disponibilità dei diversi leader ad accettarla. Il male del PD è che, per ora, non è un partito e non ha un leader. Ma questo congresso, per come si annuncia, più che una terapia sembra una diagnosi.
Il PD ha davanti a sé tre mesi e mezzo per rimediare. Dopo, riteniamo, sarà troppo tardi. Anche per tornare indietro.
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11 sabato lug 2009
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