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Beppe Grillo non si da’ per vinto. Dopo il tesseramento respinto per l’irregolare iscrizione ad Arzachene – località dove si trova in vacanza e non, come indica lo Statuto del Pd, luogo di residenza, di domicilio o vicino al posto di lavoro – il comico genovese dice che si recherà a Nervi, la città dove risiede, per richiedere la tanto agognata tessera del Partito Democratico.
Quello che Grillo non sa, o fa finta di non sapere, è che l’iscrizione nel luogo di residenza non implica automaticamente la candidatura a segretario del Pd, perché l’art. 9 comma 3 dello Statuto approvato lo scorso anno parla chiaramente dei requisiti che devono avere i candidati alle primarie: “Possono essere candidati e sottoscrivere le candidature a Segretario nazionale e componente dell’Assemblea nazionale solo gli iscritti in regola con i requisiti di iscrizione presenti nella relativa Anagrafe alla data nella quale viene deliberata la convocazione delle elezioni.” La data della convocazione per le elezioni è stata deliberata il 26 giugno come indica chiaramente il regolamento congressuale, quindi, anche se Grillo si iscrive regolarmente al Partito Democratico, per quest’anno può tranquillamente ritenersi escluso di concorrere alla carica di segretario. E’ il regolamento che parla, non i dirigenti: che sia chiaro per tutti.
In questi due giorni di letture sui giornali, si notano addirittura delle mere illazioni sulle reali motivazioni all’esclusione della candidatura di Grillo – si parla già di candidatura, si è quindi oltrepassata l’iscrizione: la mano di Di Pietro su tutta la vicenda, la sinistra che vuole scalare il Pd, l’elezione di Grillo con il conseguente scioglimento del Partito Democratico, o la corrente “grillina” che porterebbe lo stesso comico ad essere uno dei potenti all’interno del partito.
Naturalmente sono tutte sciocchezze. Innanzitutto perché non lo vedo un Di Pietro grande manovratore e Grillo come burattino pronto a prendere ordini dall’ex pm, poi la scalata della sinistra più estrema (Rifondazione e Sinistra e Libertà uniti sotto lo stesso programma?) è tutta fuffa: hanno perfino litigato quando erano nell’Ulivo e pensate che se ne stiano calmi e tranquilli a banchettare con Grillo? Su, siamo seri!
Un altra congettura che mi fa tanto ridere è l’elezione di Grillo segretario con pieni poteri, che immediatamente scioglie il Pd per far spazio a chissà quale forza politica dovrebbe prenderne il posto. Chissà chi è stato quel genio che ha tirato fuori questa “profezia”.
L’unica, forse, che potrebbe avere una minima realizzazione è la corrente “grillina” nel Pd. E’ appurato che l’egocentrismo di Grillo fa proseliti in tutto lo stivale, e i tanti creduloni che abboccano spesso alle sue parole sono parecchi, questo potrebbe portare, in caso di una sua discesa in campo vera e propria, ad una valanga di voti solo perché Grillo “è” nel Pd. Ciò partorirebbe anche l’ennesima corrente all’interno del partito per il solo motivo che il “compagno” Grillo ne è membro. Questa corrente potrebbe anche risultare veicolante ad una prossima campagna congressuale da qui in avanti, certo non oggi. Ma il fatto stesso che Grillo faccia parte del Pd – da non sottovalutare – porterebbe anche una valanga di voti sia alle primarie che in ambito amministrativo, cosa che le liste civiche del comico non son riuscite a fare. Da qui potrebbe partire la voglia politica di Beppe Grillo. Quest’ultima ipotesi non è nemmeno confermata da fatti oggettivi ma solo da supposizioni.
Tutto appare scontato, ma nel frattempo Grillo non si è ancora iscritto, ed ho la vaga impressione che non lo farà affatto. Questa lotta col Pd sembra tanto una delle lotte fatte dal comico nella sua vita: le firme depositate fuori tempo con il successivo annullamento della Consulta e i rimbrotti successivi al grido “Congiura!”, gli insulti ai Senatori durante l’udienza in Commissione Giustizia dove ha parlato di “mignottocrazia” dando adito al male comune delle donne parlamentari elette senza merito, al V-Day uno e due contro la Casta del premier e dei giornalisti, le sue battaglie più o meno vere sul Parlamento Pulito e sulle energie rinnovabili con bugie annesse e connesse… e decine di altre cause perse e vinte urlate sul suo blog. Ma il fatto stesso che da anni scrive contro il Pd dovrebbe far riflettere sulle vere intenzioni del comico Beppe Grillo. E che sia un comico non andrebbe nemmeno dimenticato.
A proposito di blog, Grillo ha tanti collaboratori che scrivono assieme a lui. Tra questi il più noto è Marco Travaglio: ex del Giornale ai tempi di Montanelli, ex collaboratore dell’Unità, ex (?) collaboratore dell’Espresso e collaboratore di Santoro su AnnoZero. Travaglio è salito agli albori della cronaca per i ripetuti attacchi a Berlusconi – e questo non sarebbe male -, peccato che la storia giornalistica di Travaglio sia anche costellata di tantissime denunce e querele per diffamazione. Molte anche vinte, ma alcune perse malamente. Il persecutore di Berlusconi ha ultimamente fondato assieme ad Antonio Padellaro, ex collega sull’Unità dove era direttore, un giornale che si chiama “Il Fatto Quotidiano”. Il giornale sarà nelle edicole a settembre, ma già da oggi ne esiste una versione online chiamata “Antefatto”. Se leggete qualche articolo su Antefatto riguardante il Pd, noterete immediatamente che ne parlano sempre e solamente con disprezzo. Questa mi sembra una nota stonata sulla candidatura, pardon, iscrizione di Grillo al Partito Democratico con serietà e attaccamento al partito. Cionondimeno la tessera per Grillo è già pronta, purché si iscriva a Nervi o vicino al posto di lavoro (Svizzera?). Questo perché le regole vanno SEMPRE rispettate, anche se ti chiami Beppe Grillo.
Certo che stona un po’ parlare di rispetto delle regole, e poi dire certe cose. Strano eh? ma non tanto
Noto un paio di errori nel tuo articolo e ne approfitto per dire la mia.
Che la manovra di Grillo sia pura provocazione e’ cosa quanto mai ovvia, per cui tutte le voci “scoglie il PD” o “la fine delle liste civiche” sono tutte cagate e chi dice questo di Grillo non ha capito una cippa (e tu queste cose non le hai scritte, le hai giustamente riportate, cosi’ si fa un articolo, si riportano anche gli sciocchi).
Quello che non hai capito, per me, e’ la provocazione di Grillo che invece Di Pietro ha riportato: Grillo e’ l’unico ad aver presentato un programma completo! L’opposizione si fa presentando un programma, dove sono quelli di Franceschini o Marino? (preciso che non l’avevo capito neanch’io all’inizio sono tutto tranne che un genio).
Per le accuse di diffamazione a travaglio: tranne una le ha vinte tutte. Inoltre quella condanna:
1. Non e’ definitiva
2. Non ha riportato il falso, ma bensi’ non ha riportato un fatto nella sua interezza, cosa che NON dovrebbe fare un giornalista serio, ma allora “Il Giornale” domani dovrebbe chiudere.
Secondo me la condanna e’ giusta, ma CASUALMENTE solo lui e’ stato condannato (con notizia su tutti i tg e giornali).
ciao ciao
@ lufo88:
lufo ti appelli all’obbligo di rettifica?
Per quanto ne so io, Travaglio è stato molte volte assolto in appello e al contro-appello, per cui, da quel che ne deduco, la sua innocenza è prevaricatrice di molti dubbi. Sia chiaro: la legge consente l’appello e la cassazione, ma ciò non significa non potere avere forti dubbi sull’innocenza se si arriva al terzo grado. Cionondimeno Travaglio è, come giustamente fai notare, colpevole solo una volta.
Sul discorso dei programmi, è vero, nessuno ha ancora presentato un programma, ma è altrettanto vero che lo faranno nel momento in cui ufficializzeranno la candidatura tra pochi giorni. Praticamente si stanno dando tutto il tempo possibile per farne – si spera – uno per come si deve.
Ho risposto bene prof?
“Per quanto ne so io, Travaglio è stato molte volte assolto in appello e al contro-appello, per cui, da quel che ne deduco, la sua innocenza è prevaricatrice di molti dubbi. Sia chiaro: la legge consente l’appello e la cassazione, ma ciò non significa non potere avere forti dubbi sull’innocenza se si arriva al terzo grado. Cionondimeno Travaglio è, come giustamente fai notare, colpevole solo una volta.”
Allora in base al grado di appello dove è finito il processo si può decidere qualcosa? Credo non sia questo il ragionamento giusto. Ci sono molti processi in cui solo la cassazione ha saputo dire ciò che è giusto. Ad esempio ho letto di vari casi di banche contro un consumatore (da altroconsumo), dove solo la massima corte ha sancito cose sacrosante come:
1. Calcolo corretto degli interessi, ovvero solo sul capitale e non come fanno spesso sul capitale più gli interessi
2. Interessi iniqui
3. commissioni inesistenti
4. via di questo passo
In altre parole non ha senso dire “te la sei cavata in appello e quindi…..” sono frasi in totale contrasto con il concetto di condanna definitiva. Ad esempio Enzo Tortora: il primo grado hanno fatto uno schifo di processo, in appello hanno fatto le cose per bene. Quello che conta è l’ultima sentenza le altre non valgono più nulla.
Eventualmente si può questionare sul “perché è stato assolto”. Prescrizione, insufficienza di prove e leggi “modificate al volo” lasciano l’amaro in bocca, ma si può eventualmente dire “che schifo di giustizia”, come faccio con Mr B, ma il grado del processo non vale una cippa.
Considera poi una cosa, in genere il primo grado dei tribunali è meno ligio alle leggi, nel senso che si cerca una soluzione il più possibile pacifica e pratica. La cassazione invece è molto più rigida sotto questi aspetti. In altre parole, per me, può avere più evidenza un assoluzione in cassazione che in primo grado.
Per la presentazione del programma, aspetterò a questo punto, solo che la gente si schiera (da D’alema alla Serracchiani) ancora prima della presentazione del programma e mi domando come faccia!
@ lufo88:
dipende molto anche al tipo di reato. Se ad esempio parliamo di un omicidio sono assolutamente d’accordo con te, ma se parliamo di reati come questi, beh, io avrei dei dubbi se si arrivasse in cassazione, ma non perché non si potrebbe, tutt’altro, proprio perché il caso non è lampante per come potrebbe essere, quindi mi rimangono i dubbi sulla colpevolezza – o sull’innocenza – dell’imputato. Se parliamo poi di Travaglio il discorso si complica esponenzialmente.
Questo comunque è un mio pensiero personale, e fortunatamente non sono in molti a pensarla come me. Fortunatamente…
Ps: un giorno o l’altro mi deciderò a toglierti il diritto di commento, quando mi critichi così
Mah, secondo me travaglio non è molto diverso dalla controparte di “destra” (vedi Facci). L’unica differenza è che lui attinge da fatti, gli altri inventano alla grande.
P.S. Attento che se mi togli il diritto di commento creo http://www.antiopenworldblog.org ^^
@ lufo88:
non ti rischiare più a dire che Travaglio attinge dai fatti perché ti castro, altro che diritto ai commenti. Non sai in che guerra interna mi sono impelagato proprio per un articolo di Travaglio e la sua realtà dei fatti :@
ps: bello il sito, partecipo?