mah! probabilmente “un euro” è il prezzo della corsa
[non so a Treviso, non so da te, ma qui è qualcosa in più di un euro]
quindi mi vien da pensare che una delle due fosse sprovvista del biglietto e che il controllore abbia iniziato a multare una delle due, soprassedendo poi, all’intervento monetario di un altro passeggero, dato che si trattava di una bambina.
poi, non so a Treviso, qui la multa – se sei senza biglietto – non è poco e mi pare che dal prossimo gennaio raddoppi.
e non basta scendere per evitarla.
letto l’articolo. è quasi tutto al condizionale, infatti: “avrebbe fatto, avrebbero ricevuto, non avrebbe tollerato” e così via.
poi, sugli autobus son “secoli” – vent’anni e più – che non ci sono i bigliettai, solo autisti e, quando salgono, controllori.
e di solito, questi ultimi non ti fan scendere, ti multano., proprio come sul treno.
sulle “bambine da sole” non saprei. non c’è comunque alcunché di strano che in una città una quattordicenne e la sorella prendano l’autobus “da sole”.. forse però i genitori, più che del “prezzo della corsa” potrebbero munirle in precedenza di biglietto.
sui biglietti venduti a bordo, non so la possibilità, penso dipenda da città a città, dalla singola azienda.
però mi sono ricordata di questo, successo un mesetto fa: http://www.ilfriuli.it/if/top-news/34701/
e che non ha fatto tutto questo clamore.. forse perché è italiano?
quindi, non sarà che il clamore abbia altre connessioni? magari qualche legge in discussione, il neo osservatorio, cose così.
ché, vedi, da parte dell’autista sembra tutt’altra versione: http://www.gazzettino.it/articolo_app.php?id=25021&sez=NORDEST&npl=&desc_sez=
infatti, se vedi il “forum” all’articolo collegato, la fuffa sta montando come la panna, roba che se individuano l’autista – o il controllore?! – son lanci di pomodori.
in realtà è probabile che sia tutto un castello di mezze verità e in fondo un segno di integrazione perché siamo il Paese del “io speriamo che me la cavo”.
mi spiego: ragazzini in “ansia di trasgressione” ce ne sono, anche perché il messaggio che spesso passa dagli adulti è che “il mondo è dei furbi”.
e lo vedi: il centro è chiuso per lo smog e tanti passano lo stesso confidando nella buona stella (che per loro brilla il più delle volte), c’è il ticket per un avvicendamento nei parcheggi ma è scemo chi paga e così via.
così può darsi che le ragazzine lo facessero “di regola” come che l’autista – magari sentendosi preso in giro – abbia minacciato di farle scendere, e il tutto prima di ripartire, alla stessa fermata, non in un campo buio lungo la strada.
e sai com’è, poi.. cavalca, cavalca cowboy.
Sull’articolo di QN c’è scritto “…da un controllore dell’azienda di trasporto pubblico di Treviso, Actt, il quale non avrebbe tollerato la mancanza di un euro per il raggiungimento della somma necessaria all’acquisto dei biglietti“, quindi presumo che i biglietti li stessero facendo in corsa… ma da quanto tempo non ci sono più i bigliettai nei bus? e perché il controllore invece di fargli pagare i biglietti non le ha fatto la multa? e come mai, facendo presumo un opera di bene non appioppandole la multa, le avrebbe fatte scendere senza chiedere alla più grande i documenti? e perché due bambine di 9 e 14 anni erano da sole, di sera, in un autobus senza i genitori?
Se vuoi posso ancora continuare…
Riporto un po’ la mia esperienza a Padova.
I biglietti sull’autobus li può vendere l’autista (a prezzo lievemente maggiorato, giustamente) e lo fai alla partenza.
I controllori NON sono mai da soli (4-5 per controllare tutte le uscite) e appioppano multe da 50€.
Quindi non capisco bene cosa sia successo, l’autista non ha autorità nel mandare giù dall’autobus nessuno.
Le due attinenze a quanto vedo riguardano solo il pagamento del biglietto, a parte le botte naturalmente
Nell’articolo del Gazzettino non c’è scritto però che l’autista abbia fatto scendere le due bambine, del resto mancherebbe la prova assoluta, ovvero la maestra della bambina per capire quale delle due versioni sia vera.
A prescindere da tutto, sembra comunque un insolito caso di razzismo alla fuffa: non vedo dove sta la discriminazione sia nell’articolo di QN che in quello del Gazzettino. Chiaramente è un mio punto di vista, e posso benissimo sbagliarmi…
mah! probabilmente “un euro” è il prezzo della corsa
[non so a Treviso, non so da te, ma qui è qualcosa in più di un euro]
quindi mi vien da pensare che una delle due fosse sprovvista del biglietto e che il controllore abbia iniziato a multare una delle due, soprassedendo poi, all’intervento monetario di un altro passeggero, dato che si trattava di una bambina.
poi, non so a Treviso, qui la multa – se sei senza biglietto – non è poco e mi pare che dal prossimo gennaio raddoppi.
e non basta scendere per evitarla.
letto l’articolo. è quasi tutto al condizionale, infatti: “avrebbe fatto, avrebbero ricevuto, non avrebbe tollerato” e così via.
poi, sugli autobus son “secoli” – vent’anni e più – che non ci sono i bigliettai, solo autisti e, quando salgono, controllori.
e di solito, questi ultimi non ti fan scendere, ti multano., proprio come sul treno.
sulle “bambine da sole” non saprei. non c’è comunque alcunché di strano che in una città una quattordicenne e la sorella prendano l’autobus “da sole”.. forse però i genitori, più che del “prezzo della corsa” potrebbero munirle in precedenza di biglietto.
ecco, probabilmente a Treviso è come a Padova con i biglietti vendibili sul bus. Per il resto rimango della stessa opinione di sopra: perché???
sui biglietti venduti a bordo, non so la possibilità, penso dipenda da città a città, dalla singola azienda.
però mi sono ricordata di questo, successo un mesetto fa:
http://www.ilfriuli.it/if/top-news/34701/
e che non ha fatto tutto questo clamore.. forse perché è italiano?
quindi, non sarà che il clamore abbia altre connessioni? magari qualche legge in discussione, il neo osservatorio, cose così.
ché, vedi, da parte dell’autista sembra tutt’altra versione:
http://www.gazzettino.it/articolo_app.php?id=25021&sez=NORDEST&npl=&desc_sez=
infatti, se vedi il “forum” all’articolo collegato, la fuffa sta montando come la panna, roba che se individuano l’autista – o il controllore?! – son lanci di pomodori.
in realtà è probabile che sia tutto un castello di mezze verità e in fondo un segno di integrazione perché siamo il Paese del “io speriamo che me la cavo”.
mi spiego: ragazzini in “ansia di trasgressione” ce ne sono, anche perché il messaggio che spesso passa dagli adulti è che “il mondo è dei furbi”.
e lo vedi: il centro è chiuso per lo smog e tanti passano lo stesso confidando nella buona stella (che per loro brilla il più delle volte), c’è il ticket per un avvicendamento nei parcheggi ma è scemo chi paga e così via.
così può darsi che le ragazzine lo facessero “di regola” come che l’autista – magari sentendosi preso in giro – abbia minacciato di farle scendere, e il tutto prima di ripartire, alla stessa fermata, non in un campo buio lungo la strada.
e sai com’è, poi.. cavalca, cavalca cowboy.
Sull’articolo di QN c’è scritto “…da un controllore dell’azienda di trasporto pubblico di Treviso, Actt, il quale non avrebbe tollerato la mancanza di un euro per il raggiungimento della somma necessaria all’acquisto dei biglietti“, quindi presumo che i biglietti li stessero facendo in corsa… ma da quanto tempo non ci sono più i bigliettai nei bus? e perché il controllore invece di fargli pagare i biglietti non le ha fatto la multa? e come mai, facendo presumo un opera di bene non appioppandole la multa, le avrebbe fatte scendere senza chiedere alla più grande i documenti? e perché due bambine di 9 e 14 anni erano da sole, di sera, in un autobus senza i genitori?
Se vuoi posso ancora continuare…
Riporto un po’ la mia esperienza a Padova.
I biglietti sull’autobus li può vendere l’autista (a prezzo lievemente maggiorato, giustamente) e lo fai alla partenza.
I controllori NON sono mai da soli (4-5 per controllare tutte le uscite) e appioppano multe da 50€.
Quindi non capisco bene cosa sia successo, l’autista non ha autorità nel mandare giù dall’autobus nessuno.
Le due attinenze a quanto vedo riguardano solo il pagamento del biglietto, a parte le botte naturalmente
Nell’articolo del Gazzettino non c’è scritto però che l’autista abbia fatto scendere le due bambine, del resto mancherebbe la prova assoluta, ovvero la maestra della bambina per capire quale delle due versioni sia vera.
A prescindere da tutto, sembra comunque un insolito caso di razzismo alla fuffa: non vedo dove sta la discriminazione sia nell’articolo di QN che in quello del Gazzettino. Chiaramente è un mio punto di vista, e posso benissimo sbagliarmi…
il mio cavallo nitrisce per l’occasione