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[Autumn by Ebru Sidar]

È dura essere al posto di Bersani e D’Alema in questo brutto momento di post-primarie pugliesi. Lo è soprattutto per i motivi i quali hanno portato il Partito Democratico nazionale a buttare alle ortiche un cavallo vincente come Nichi Vendola, buttando in campo un discreto, ma incolpevole Francesco Boccia, per far sì che l’Udc entrasse nelle alleanze allargate del Bersani-pensiero. Non reputo sbagliato mettere in campo un proprio candidato, ma l’idea di farlo esclusivamente per far comodo ad altri partiti che è sbagliata. Allo stesso modo condivido le alleanze più o meno allargate, ma non le condivido assolutamente quando influiscono con la politica autonoma del Pd.

La batosta di ieri è servita per capire che certe azioni e certe personalità sono belle che morte, superate ed estinte politicamente. Non ci voleva un genio per capire che Vendola avrebbe vinto facilmente le primarie, solo che i nostri erano convinti di aver ragione nel puntare sullo stallone di casa invece che in quello della porta accanto. E fino a quando questa mentalità non verrà riportata a più sani pensieri, il Pd prenderà sempre batoste come quella di ieri sera. C’è poco da fare, l’intelligenza politica è tutt’altra cosa che dire “io non ho mai perso un’elezione”, l’intelligenza politica è quella che ti porta a programmare il futuro sapendo in anticipo cosa cambierà nel tuo partito – e nel paese – prima degli altri. E anche se non sono mai stato d’accordo con la professione di politico, stavolta – e probabilmente anche nelle prossime – concordo con Francesco quando si auspica un politico di professione perché nel contesto attuale è di un professionista che il Pd ha bisogno.

Il 22 marzo ci saranno le elezioni e il Pd candiderà Vendola senza allearsi con l’Udc (che nel frattempo ha candidato la Poli Bortone), il consiglio che mi permetto di dare al mio partito è di sfruttare questa situazione di consenso popolare che il Presidente uscente ha nei pugliesi, e nel frattempo fare in modo che dagli errori si prenda giovamento per il futuro, perché è il futuro che ci stiamo giocando, non il passato e nemmeno il presente. Il futuro può essere produttivo o devastante: bisogna cogliere ciò che abbiamo in giro e sfruttare appieno l’orticello che stiamo coltivando con perizia e passione. Ecco, fatevi un giro tra i circoli di provincia, fatevi vedere dai militanti di montagna o nei circoli con pochi iscritti, perché è lì che si trova la voglia di fare politica e da lì che parte la voglia di rivalsa di un Pd che guarda alla pancia della gente. È quello il futuro, non voi. Fatevene una ragione.

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