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Lo stupro della Caffarella rimane uno dei casi più spinosi e peggio gestiti dalle forze dell’ordine italiane. Prima avevano arrestato e praticamente condannato due romeni – Alexandru Loyos e Karol “faccia da pugile” Racz – con la prova schiacciante della confessione del primo. Fatti i soliti esami investigativi del caso (Dna e impronte digitali), si sono però accorti che non corrispondono nel modo più assoluto con quelli dei due ragazzi. Invece di scagionarli – perché risultano chiaramente innocenti – la Procura si ostina a trovare nuove motivazioni, più o meno legali (da quando per calunnie si va in carcere?) per lasciarli marcire in prigione. Si accusava Karol Racz di essere lo stupratore di Primavalle. Scagionato dalle prime prove biologiche anche per questa violenza, il giudice tira fuori un altra carta dal mazzo per tenere in carcere Alexandru Loyos: calunnia nei confronti della polizia rumena, accusata – “ingiustamente”, sostiene il pm – di averlo picchiato. “Un’ordinanza di custodia cautelare – ha spiegato il magistrato – emessa perché ricorrono i presupposti di gravi indizi di reato e il pericolo di fuga”.

Se per loro sfortuna – della Polizia intendo – non ci fossero nemmeno adesso gli estremi per tenerli in carcere, cosa faranno, li lascieranno finalmente liberi o li incastreranno per reati notevoli tipo non aver pagato l’Ici o la tassa sull’immondizia?

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