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Sono giorni ormai che si parla dei preservativi del Papa (nel senso del suo discorso in volo sul Camerun, non quelli che usa) e di chi è a favore (a trovarlo!) e chi contrario all’uso smodato del linguaggio papale. Tanto è d’attualità il famosissimo “i preservativi fanno venire l’Aids”, che anche il sito della Santa Sede ha fatto le bizze trascrivendo in modo diverso le parole del Pontefice. Alla domanda di Philippe Visseyrias di France 2: Santità, tra i molti mali che travagliano l’Africa, vi è anche e in particolare quello della diffusione dell’Aids. La posizione della Chiesa cattolica sul modo di lottare contro di esso viene spesso considerata non realistica e non efficace. Lei affronterà questo tema, durante il viaggio? La risposta del Papa è stata: «….Direi che non si può superare questo problema dell’Aids solo con slogan pubblicitari. Se non c’è l’anima, se gli africani non si aiutano, non si può risolvere il flagello con la distribuzione di profilattici: al contrario, il rischio è di aumentare il problema».

Mentre, secondo l’Unità e la maggior parte dei giornalisti che erano sul posto durante l’intervista concessa alla stampa, le parole del Papa sono state tutt’altre: «…direi che non si può superare questo problema dell’Aids solo con i soldi, che sono necessari, ma se non c’è l’anima che sa applicarli, non aiutano; non si può superare con la distribuzione di preservativi che, al contrario, aumentano il problema». Ed il Corsera addirittura tira fuori un “giallodal profilattico! Praticamente un preservativo al limone: ci avete fatto caso? 😉

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