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Lorenzo Masili è di Milano ed è gay. Lorenzo Masili ha 38 anni ed ha una storia con la stessa persona da otto anni. Lorenzo Masili è un soggetto a rischio per il Policlinico di Milano.

Lorenzo Masili alla fine del mese scorso va al Policlinico milanese per donare il sangue; dopo un primo colloquio di routine basato sulle informazioni regolamentari (stato di salute, malattie contratte etc.), la dottoressa gli chiede con chi vive. La risposta di Lorenzo è sincera e senza sotterfugi: vivo col mio compagno con cui ho una storia monogamica da otto anni. Il medico a questo punto gli dice che non potrà donare il sangue perché è un «soggetto a rischio» perché i suoi «rapporti intimi» sono «tipicamente rischiosi». Lorenzo, dopo aver spiegato alla dottoressa le sue ragioni e la faziosità dell’ente ospedaliero, va via e scrive una lettera al Corriere della Sera edizione di Milano.

L’indomani il Corriere ospita la risposta dell’ospedale: “Ma i dati epidemiologici, ad oggi, mostrano che il rapporto omosessuale maschile è un comportamento a rischio. (…) Perciò la nostra struttura esclude dalla donazione i maschi omosessuali che dichiarano di essere sessualmente attivi“. Quindi, secondo il nosocomio milanese, “il rapporto omosessuale” è paragonabile a quello delle categorie a rischio solo perché praticato da persone dello stesso sesso? Un rapporto etero con continui tradimenti è rischioso oppure è normale perché anche lo stato sessuale della coppia è, secondo i loro parametri, considerato normale? A questo punto è lecito pensare che il centro trasfusionale di Milano non crede sia rischioso il comportamento, ma bensì “la categoria”. E del resto si sa che il comportamento è universale – etero e omosessuale -, mentre la categoria è molto più semplice da colpire a prescindere da quale sia

Pertanto prima e dopo di me, molte persone omosessuali, ma anche molte persone eterosessuali dalla vita intima «movimentata», non devono far altro che mentire sulla propria realtà, avendo quindi diretto e sereno accesso alle donazioni del sangue; soggetti quindi forse molto più «rischiosi» di me.

Esatto!

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