Uno lo segnala Mantellini:  “Mi scrive Raoul:
Le scrivo in quanto anche io sostenitore della necessità di un accorpamento in un’unica data delle elezioni europee e dei referendum elettorali, visto il risparmio quantificato in 400-600 milioni di euro. All’indomani della tragedia abruzzese, mi sarei aspettato che tra i primissimi provvedimenti del governo vi fosse quello di far svolgere le due consultazioni nello stesso giorno al fine di destinare i soldi così riparmiati alle operazioni di soccorso e ricostruzione. Noto con rammarico che ad oggi a nessun politico – né di maggioranza, né di opposizione – è venuto in mente di proporre questo semplicissimo accorgimento.”

L’altro è di Vittorio Zucconi: “Attenzione a quando si sentono personaggi di governo dire compuntamente che “tutti abbiamo responsabilità” in questa o quella tragedia. E’ il solito tentativo, di indimenticabile ideazione craxiana, del “siamo tutti ladri quindi nessuno è ladro”. Non è vero. Responsabilità esistono, per il passato e per il presente e per il futuro, con progetti concepiti ora, come per esempio un ponte previsto a cavallo di due tra le zone sismiche più rischiose d’Italia, la Calabria e la Sicilia. Poi non andate a dire agli italiani che “tutti abbiamo responsabilità” quando un treno finirà in mare.”

Parole sante, ma questa tragedia fa riflettere non solo sugli aspetti umanitari, ma anche politici (sembrerà sadico parlare di politica in questi momenti di difficoltà) e sociali. Quanto è caduto in basso l’italiano medio per subire queste cose senza reagire?

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