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Santoro col suo Annozero è fazioso e costantemente di parte. Anche Vespa lo è con Porta a porta. Come lo è anche Emilio Fede e il suo TG. Lo sono anche Studio Aperto di Giorgio Mulè e il TG5 di Clemente Mimun, il TG2 di  Mauro Mazza e il prossimo TG1 di Maurizio Belpietro. Lo è in parte anche Antonello Piroso del TG La7 quando colpiscono gli interessi Telecom. Lo sono anche i giornalisti di Sky Tg24, soprattutto quando gli è stata tolta l’iva agevolata. Tutti i giornali e i giornalisti sono di parte: come esseri umani hanno delle idee proprie e degli ideali che fanno propendere l’ago della bilancia dell’informazione in una parte anziché in un altra. È normale che questo accada. Ma ciò non significa che se un giornalista, un TG o un approfondimento giornalistico sono (anche) spudoratamente di parte devono essere censurati o menomati da chi sta al Governo. Questa non è libertà d’informazione, non è libertà d’espressione e non è diritto all’informazione. Ma soprattutto non è democrazia.

Nella puntata di Annozero di settimana scorsa, Santoro è stato aspramente criticato per “aver attaccato la Protezione civile e più in generale la macchina dei soccorsi, sulla cui efficienza Santoro, e i suoi inviati nelle aree colpite, hanno sollevato dubbi.” Dire “attaccato la Protezione Civile” – quando in realtà Santoro giudicava solamente l’efficienza della macchina dei soccorsi – è completamente sbagliato: al massimo si può “dissentire” da ciò che il giornalista ha riferito, e le persone con un minimo di logica lo fanno senza “attaccare” nessuno. Difatti, tuttora, io dissento da quel servizio di Ruotolo e compari. Ma stavolta si è andato ben oltre. La parte più criticata della puntata di giovedì scorso, come spesso capita, è stata la parte finale con le vignette di Vauro. Una in particolare diceva “Aumento delle cubature. Dei cimiteri” ed è stata quella che ha fatto andare il sangue agli occhi al governo in carica: «sin dalla prossima puntata di Annozero siano attivati i necessari e doverosi riequilibri informativi specificatamente in ordine ai servizi andati in onda dall’Abruzzo […] la Rai in via cautelativa e da subito non intende avvalersi delle prestazioni del vignettista». Voi come la chiamereste questa, censura o democrazia? Da non dimenticare il battibecco Vespa-Santoro dei giorni scorsi: «Se io avessi fatto programmi come i suoi da molto tempo avrei dovuto abbandonare la Rai. Santoro risponde al direttore generale, mentre io rispondo al direttore di rete». Pronta la replica di Santoro: «Comprendiamo le ragioni per le quali al conduttore di Porta a Porta converrebbe che Annozero non esistesse. Ma noi siamo per il libero mercato. Se dovessimo inoltre giudicare la sua qualità giornalistica dalle false notizie e dalle considerazioni infondate che fa sui contratti in vigore nella nostra redazione, dovremmo dedurne che deve rifare l’esame». Dal pulpito dell’untore…

Cionondimeno, la puntata di domani di Annozero sarà ancora sull’Abruzzo, ma si occuperà della ricostruzione, che costerà secondo una prima stima 12 miliardi di euro, e del rischio di infiltrazioni mafiose nella gestione dei fondi. In collegamento dall’Aquila ci sarà Sandro Ruotolo, mentre ospiti in studio saranno Niccolò Ghedini del Popolo della libertà, Antonio Di Pietro dell’Italia dei valori, il giornalista del Sole24Ore Mariano Maugeri e il Capo della Sala Italia della Protezione Civile Titti Postiglione. Ospiti da entrambe la fazioni politiche. Alias “Democrazia e libertà d’espressione”.

Cambiando decisamente argomento, ma rimanendo in “tema caldo”, il vice-direttore di Repubblica Massimo Giannini – uno che di economia dovrebbe capirne perché son tanti anni che se ne occupa – ha scritto oggi un bellissimo editoriale dove annuncia nientepopodimenoche l’arrivo di una nuova “legge ad aziendam“.

Ci eravamo talmente abituati all’idea delle leggi ad personam dell’estate scorsa, che tutto ad un tratto il nostro illustrissimo capo del governo ci re-illumina con la sua splendida aureola dorata fatta di aziende cedute-non cedute, conti in paradisi fiscali fiscalmente deducibili, mani in pasta sul libero mercato all’urlo “chi se ne frega del conflitto d’interesse”, e ci intrufola in una (sua) nuova impareggiabile virtù ostentatoria: la difesa delle aziende italiane. Oh che soave visione della Sua Maestosa Umanità!

Il Governo, con una mossa che farebbe sopperire anche i più scettici sulla necessità di far fuori gli speculatori stranieri dalle aziende italiane, approva un pacchetto aggiuntivo al decreto incentivi (quelli per le macchine, gli elettrodomestici etc.) fatto di tre punti: il primo prevede l’innalzamento dal 10 al 20% della quota di azioni proprie che ogni società può acquistare e detenere in portafoglio; il secondo prevede l’incremento fino al 5% annuo delle partecipazioni consentite a chi già possiede tra il 30 e il 50% di una Spa; mentre il terzo introduce la possibilità per la Consob di ridurre dal 2 all’1% la soglia valida ai fini dell’obbligo di comunicare alla Vigilanza l’avvenuto acquisto di un pacchetto azionario. In parole povere, e qui correggetemi se sbaglio, viene concesso alle aziende di acquistare le proprie azioni fino ad un tetto massimo del 20% contro il 10 per cento di adesso: ne consegue che le aziende sarebbero più forti in eventuali Opa straniere.
Il secondo punto stabilisce che ogni anno un azionista – o una cordata di azionisti – che detengono dal 30 al 50 per cento delle azioni, possono incrementare il proprio pacchetto titoli fino ad un massimo del 5%. Ogni anno. Ciò significa che chi ha in mano la maggioranza delle azioni potrà ottenere nel breve la maggioranza assoluta, e col tempo anche diventare l’unico azionista della società: finirebbe la società tra persone, ma rimarrebbe quella per azioni. Futili differenze!
Il terzo punto è il più classificabile come legge ad aziendam: chiunque acquisti titoli di un’azienda quotata in borsa è tenuto a comunicare alla Consob l’avvenuta acquisizione se questo è pari o oltre l’un per cento del valore azionario dell’azienda. Praticamente, chiunque cerchi di scalare un’azienda, è costretto sin da subito a comunicarlo all’Organo di vigilanza della Borsa. Per far due numeri: Mediaset vale 3.5 euro ad azione con una capitalizzazione di 4.2 miliardi di euro, oggi è molto appetibile per i capitali stranieri quindi, chi vorrebbe fare un Opa ostile, sarebbe ben presto eliminato per il fatto che 1) gli azionisti possono comprare fino al 20% dei titoli della propria società; 2) agli azionisti con maggioranza oltre il 30% basterebbe acquistare il 5% di azioni, o eventualmente associarsi o creare una cordata più ampia con altri azionisti rilevanti, per diventare automaticamente gli azionisti con maggioranza assoluta nella società, per cui nessun nuovo trader potrà portar loro via l’azienda; 3) se ci fosse un Opa ostile da parte di un’importante cordata di imprenditori, questi saranno costretti a rivelare sin da subito le loro intenzioni perché è certo che non andranno a comprare meno dell’1% di titoli della società.

Ho fatto l’esempio Mediaset a ragion veduta, e Giannini nel suo articolo ne spiega benissimo le motivazioni: “Al 31 dicembre 2007 un’azione Mediaset valeva 9,3 euro. Un anno dopo, a fine 2008, ne valeva 3,9. Attualmente staziona intorno ai 3,5 euro, con una capitalizzazione di circa 4,2 miliardi. Poco più di un terzo di due anni fa. Già a luglio dell’anno scorso Piersilvio Berlusconi denunciava: “Dall’inizio dell’anno abbiamo subito una perdita di valore del 41%”“. Quindi chi ne approfitterebbe di più di una legge del genere? Certo, ci saranno anche altre aziende che ne benificieranno, ma volete mettere il capo di uno dei più grandi gruppi editoriali europei che è anche il capo del Governo? Facciamo i seri su!

Finisco ancora con Giannini: “Salvatore Bragantini, ex commissario Consob, in un commento nelle pagine interne del Corriere della Sera del 3 aprile scorso, critica giustamente il “decreto protezionista” corretto dagli emendamenti del Pdl, e si chiede: “Sarebbe interessante capire quale società potrà essere la vittima destinataria delle proposte“. Ora lo sappiamo. Come temevamo, è la società del capo del governo.” Avete ancora dubbi su chi sia l’untore?

Nel frattempo Berlusconi e la Lega si son messi d’accordo per NON fare l’election day. Signori si nasce, diceva quel tale…

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