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Si racconta che ci sia stata una riunione e Palazzo Grazioli, residenza privata del Capo, per discutere delle nomine Rai. Dalla riunione ne sono usciti i nomi ormai quasi certi di chi saranno i prossimi comandanti in capo dell’azienda televisiva pubblica. Vediamo chi sono i prescelti da sua Emittenza.

RaiUno. Dopo aver discusso per settimane chi sarebbe stato il sostituto di Riotta a capo del Tg Rai di punta, Berlusconi – assieme a Maroni e Calderoli, Cicchitto, Bocchino, Gasparri e Quagliariello, Andrea Ronchi, Paolo Romani e Aldo Brancher, ma è scontato chi ha deciso – ha optato per il ritorno di Mimun dal Tg5 e di Mauro Mazza, che nel frattempo ha lasciato la direzione del Tg2, come direttore di rete. I due non sono i soli nomi “nuovi” a girare per Viale Mazzini, difatti c’è stato un grande scambio di personale tra le reti Rai e la rivale Mediaset.

RaiDue. Qui le novità più rilevanti. Direttore di rete sarà Susanna Petruni coadiuvata da Ida Colucci come condirettore, ma è il posto di Mazza il posto più ambito e difficile da conquistare. Infatti in lizza per fare il direttore del secondo Tg Rai sono in tre più due outsider: Mario Orfeo direttore del Mattino di Napoli, Augusto Minzolini editorialista de La Stampa e Roberto Napoletano direttore del Messaggero. Mentre i personaggi a sorpresa potrebbero essere Maurizio Belpietro direttore di Panorama, e Massimo Liofredi capostruttura di Domenica In. Anche se…

RaiTre. I vertici di RaiTre sono stati gli unici a restare immutati: Paolo Ruffini rimane direttore di rete e molto probabilmente anche Antonio Di Bella al Tg3, che però è insidiato da Antonio Caprarica – attuale direttore del Gr Rai – e Bianca Berlinguer, storica conduttrice del Tg3. Tutto sommato rimarrebbe l’unico canale pubblico dell’opposizione.

Inoltre Antonio Preziosi e Andrea Buonocore si contendono il posto al GiornaleRadio che lascia Caprarica, Piero Vigorelli ritorna ai Tg Regionali con la leghista Faverio come vice e Bruno Soccillo sarà il nuovo direttore di RadioRai. Le nomine in Rai finiscono con i vice di Mauro Masi: Lorenza Lei avrà la delega alle risorse artistiche, Gianfranco Comanducci a quella commerciale, a Carlo Rossella le fiction, Giancarlo Leone sarà capo dei new media e al leghista Marano è andato offerta e prodotto. Inoltre Guido Paglia avrà la direzione delle Risorse umane e il capo dello staff di Masi sarà Sassano.

Ma questo giro di vite nelle reti pubbliche vara anche un piccolo, ma sostanzioso cambiamento, anche in Mediaset e nel gruppo Berlusconi. Se Orfeo avrà la poltrona di direttore del Tg2, Minzolini o Napoletano avranno quella di Panorama mentre al posto di Clemente Mimun al Tg5 arriverà Belpietro.

E’ incredibile quello che può fare un uomo tanto preso dalla mania di potere, è scandaloso che lo stesso uomo possa essere a capo di due aziende televisive concorrenti, è inconcepibile che un corrotto e corruttore possa decidere le sorti dell’informazione nel nostro Paese. A questo punto non sarebbe tanto scandaloso vedere dei giornalisti fare il “salto” da RaiUno a Canale5 e viceversa nello stesso giorno con Tg diversi, ma di fatto tutta la Tv italiana fa parte dello stesso gruppo: il Gruppo Berlusconi. Le reazioni dell’opposizione ci sono state, ma sono il solito fuoco di paglia per puntualizzare che non è democratico fare in questo modo. Ma perché esiste una democrazia informativa in Italia quando il capo del governo è proprietario di TUTTI* gli organi d’informazione?

Questo post è tratto dai maggiori quotidiani ma in particolare da un articolo di Repubblica. La mia domanda è: con la chiarezza di particolari e con la puntualità con cui è stato pubblicato l’articolo, che ci faceva Goffredo De Marchis a Villa Grazioli?

*A parte – forse – Repubblica, è azionista o proprietario della maggior parte delle testate italiane.

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