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Perché mentre ascoltavo queste e altre riflessioni mi dicevo che con ogni probabilità tra quei cinquanta era seduto il prossimo leader del Partito democratico. Non è tanto interessante fare oggi qualche nome (se non quello degli assenti, perché nessuno tra i presenti faceva parte dell’attuale segreteria di Franceschini), quanto piuttosto sapere che da qualche parte in questo disastrato Partito democratico c’è qualcuno che ha cominciato a porre la questione di un cambio di timone che nasca dalle idee della politica e non dagli accordi preconfezionati di una famiglia in disarmo.

L’unica parte che trovo interessante su una macchietta demagogica.

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