Tag

, , , , , , , , ,

Catania aveva un buco in bilancio di 360 milioni dalle dimissioni di Scapagnini, adesso, con i 140 milioni arrivati dal Cipe, forse saranno meno. Anche se erano destinati alle opere urgenti, il Comune ha pensato di usarli per risanare i bilanci, non riuscendoci. Oggi Catania, esattamente come un anno fa, è ancora al buio, le strade son piene di buche, gli autobus viaggiano senza assicurazione da mesi – quando riescono a fare il pieno di gasolio naturalmente -, ci sono oltre 200 aziende che vantano crediti dal Comune, le scuole vengono chiuse perché non vengono pagati gli affitti, le fognature non funzionano. L’anno scorso il sindaco Stancanelli aveva fatto costruire, per la modica cifra di 300mila euro, due stabilimenti balneari in piazza Europa: entrambi sequestrati perché abusivi.

BaciamanoL’allora deputato dei Comunisti Italiani Orazio Licandro, in Commissione Antimafia denunciava la situazione collusiva catanese pregando gli amministratori locali di dimettersi. Licandro sperava che con le sue denunce e i suoi comunicati stampa, la giunta di centro destra presieduta da Scapagnini si dimettesse senza creare ulteriori buchi di bilancio allora quantificati per circa un miliardo di euro. La denuncia di Licandro è riuscita a far indagare oltre 40 funzionari comunali, compreso il sindaco, per il buco creatosi negli otto anni della giunta Scapagnini. Il medico personale di Berlusconi, dimessosi nel frattempo, ottiene a maggio la carica di Senatore acquisendo automaticamente l’immunità parlamentare. Di contro, il deputato Licandro il 14 luglio 2008 riceve una lettera con poche ma importanti parole: “Non rompere più la minchia!”

Poi è arrivato Report ed ha riscoperchiato gli altarini. Stancanelli, nella seduta comunale di qualche giorno dopo, ha ribadito che “La lista di opere pubbliche per Catania che ho presentato al Cipe  è vera” al contrario di quello che aveva detto a Ranucci di Report. In aula gli animi si scaldano e l’opposizione mostra cartelli e slogan invocando le dimissioni del sindaco. Dimissione che, come era prevedibile, non arrivano. Fuori nel frattempo la gente inizia a protestare: radunatasi in Piazza Duomo organizzati da Rifondazione Comunista e dai ragazzi del Centro culturale Experia, iniziano a far tanto rumore da costringere il sindaco a chiudere le finestre dell’aula consiliare. All’interno l’aria non è da meno: “È impossibile che lei, signor sindaco, non conoscesse la gravità della situazione considerando che alcuni membri dell’amministrazione precedente sono stati riconfermati in questa e soprattutto la parte politica è la stessa”, dichiara il capogruppo del PD Francesco Montemagno. Rincara la dose Nello Musumeci, leader di Alleanza Siciliana, attaccando Stancanelli perché “all’epoca a fianco dell’amministrazione Scapagnini”: “Nessuna emozione mi ha dato il suo discorso, lei,  sindaco, non mi da nessuna emozione, anzi credo che questo suo intervento sia solo un tentativo di recuperare a livello di immagine la brutta figura fatta a seguito del programma Report”.
La gente intanto continua a protestare. Ad un pensionato è arrivata la tassa della spazzatura: “Mi è arrivata la tassa della spazzatura: seicento euro! Io 600 euro li prendo di pensione in un mese. Mi devono spiegare come faccio a pagarla adesso, la bolletta“. La gente vuole fatti e li vuole subito. Il resto non ha importanza.

Settimana scorsa la Procura della Repubblica di Catania ha chiesto il rinvio a giudizio per l’ex sindaco Umberto Scapagnini e di altre 18 persone, di cui 16 ex assessori, nell’ambito dell’inchiesta sul buco di bilancio del Comune. Scapagnini è imputato per abuso d’ufficio aggravato e falso in atto pubblico. L’indagine parte dalla costituzione nel 2006 di Catania Risorse Srl, diventata poi Catania Futura SpA per far arrivare finanziatori esterni, operazione impossibile perché Catania Risorse è già in uno stato di illegittimità sancita dalla Corte dei Conti. La scusa degli ex amministratori cittadini è che l’operazione è stata fatta per evitare la dichiarazione dello stato di dissesto. Oltre a Scapagnini i magistrati della Procura hanno rinviato a giudizio Francesco Bruno e Vincenzo Castorina, (responsabili del servizio di ragioneria), gli ex assessori al Bilancio Francesco Caruso, Antonino D’Asero e Gaetano Tafuri, e gli ex assessori comunali Giuseppe Arena, Orazio D’Antoni, Mario De Felice, Filippo Drago, Stefania Gulino, Santo Ligresti, Giuseppe Maimone, Domenico Rotella, Salvatore Santamaria, Giuseppe Siciliano, Nino Strano, Giovanni Vasta e Giuseppe Zappalà.

Intanto i guai non sembrano finire per la città: la scuola media Angelo Musco di Librino viene sequestrata dalla Magistratura perché in serio pericolo crollo. La Preside, accusata dai genitori di non averli informati, si difende che aveva già denunciato la situazione al Comune e alla magistratura nel lontano 2002. Ma con il terremoto abruzzese ancora fresco, la Procura di Catania si decide solo oggi a mettere i sigilli in una scuola a rischio crollo.
Altra storia altro caso. La scuola Andrea Doria di San Cristoforo chiude per sfratto: il Comune non è riuscito a pagare i 140mila euro di arretrati e le Orsoline, proprietarie dell’immobile, a luglio chiuderanno il plesso perché non riescono a mantenere le spese. Dal canto loro gli amministratori si scusano, ma non ci sono soldi quindi i ragazzi possono andare in un altra scuola. Peccato però che non ci siano scuole medie in zona: la Livio Tempesta e la Cesare Battisti lo diventeranno nel 2011. Forse. Le Orsoline hanno già dato quattro deroghe per non lasciare i ragazzi in strada, ma adesso, dopo che il Comune ha preferito dare 553mila euro al Circolo S.Agata per l’ultima festa di febbraio (otto giorni a 69.125 euro al giorno: non male per un’amministrazione sull’orlo della bancarotta!) piuttosto che pagare i debiti e continuare a dare un istruzione ai ragazzi di un quartiere degradato, la scuola chiuderà. Peccato: è stata anche la mia scuola.

C’è un detto a Catania: “A Sant’Aita ci misinu i canceddi dopu ca arubbanu“. E così sarà per sempre.

Annunci