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Quel gran genio di Mister B. ha avuto ragione ancora una volta. Dopo settimane che si parla di veline e letterine senza spessore morale e politico da candidare alle europee, Lui, il massmediologo della politica, ha fregato tutti imbroccando la strada del basso profilo con Barbara Matera, Lara Comi e Licia Ronzulli.

Ha fregato tutti perché son settimane che si parla di veline e letterine del grande fratello come possibili candidati per il PdL, di colpo, ieri, il Mago Zurlì della politica tira fuori dal cilindro i nomi di tre belle donne in gamba e politically correct. Come mai tutti i giornali (tranne i suoi) davano alcuni nomi quasi per certi, mentre nella realtà qualcuno di indefinibile tramava nell’ombra per il botto finale di ieri? I giornali forse si son dimenticati che Mister B. è un volpone del marketing? un mago dell’inganno mediatico? un uomo nato imprenditore e che ha fatto diventare il Paese una grossa azienda da spennare? No, usa i media come farebbe qualsiasi persona intelligente – quasi geniale – per farsi pubblicità: crea “il caso”.

Mister B. è stato talmente scaltro, talmente furbo e lungimirante, che ha messo in mezzo anche la moglie – consapevolmente o no ci interessa poco – per la ciliegina finale sulla torta da portare a Strasburgo: un genio!

Stamattina guardavo per caso in tv Buongiorno5, il programma d’informazione di Canale5 in onda tutti i giorni dalle sei del mattino. Lo guardavo perché in quel momento (saranno state le 9) il duo Liguori-Brachino era impegnato nel fare una brevissima rassegna stampa su un unico quotidiano italiano: il giornale di casa Agnelli La Stampa. Con la scusa che oggi è stato il giorno dell’insediamento di Mario Calabresi al posto di Giulio Anselmi, i due hanno apertamente criticato la prima del giornale torinese perché, a loro dire, si dava troppo risalto alle beghe familiari di Casa B. piuttosto che fare un cenno importante all’accordo ormai raggiunto tra Fiat e Chrysler relegato in sesta pagina.
Il picco della vera informazione l’hanno raggiunto quando hanno detto, e cito le loro parole, “non si possono mettere notizie di gossip in prima pagina, e nelle successive cinque, e relegare una notizia tanto importante per il Paese – oltre che per la Fiat – della stipula dell’accordo tra Fiat e Chrysler“. A questo punto il mio pensiero va a Studio Aperto, il TG diretto da Liguori per parecchi anni e dove Brachino è stato a lungo vice direttore, che metteva sempre in prima pagina le notizie di gossip più allucinanti e le tragiche storie di poveri cani abbandonati  e di tristissimi gatti affamati senza una casa. Io non vorrei fare le dovute proporzioni o difendere la Stampa, che tra l’altro non ha bisogno della mia difesa, ma vorrei chiedere a Cip e Ciop cosa ci sia di tanto diverso nello scrivere le notizie che vogliono leggere i lettori, e fare un Tg con i retroscena più torbidi dell’italico depravato. Se una critica si deve per forza fare, quando è giusto farla, a questo punto non è alla Stampa che sarebbe diretta, ma al loro entusiasmante lavoro d’informazione: tra Fiat e Chrysler non è stato ancora raggiunto nessun accordo, l’unica certezza finora è stata che l’azienda americana dovrà attraversare il «Chapter 11», ovvero quella specie di bancarotta pilotata tanto amata dai manager americani perché permette loro di non tracollare definitivamente. E questo non significa assolutamente che l’accordo è stato raggiunto: significa solo che è arrivato ad un buon punto. E questa sarebbe la parte “buona” dell’informazione.

Ciarpame senza pudore” sono state le parole della signora che vive ad Arcore, ma il ciarpame bisogna vedere da che parte stava. Stava con le veline o stava con i giornali infinocchiati da Mister B., stava con le miserie piante da donna Veronica o con le vittorie sbandierate dal marito che ci governa. Non sono domande, sono affermazioni fatte dal cittadino comune che legge e prende nota. E la nota in seggio sarà il solito, unico, eterno vincitore.

Rialzati Italia!

Update: adesso, e non stamattina, l’accordo tra Fiat e Chrysler è raggiunto.

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