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Leggo e mi fanno pensare parecchio le esternazioni di Mosley sul futuro della Formula 1. La crisi fa un po’ da scusa, ma la verità è che si sente un bran bisogno di rimescolare un po’ le carte perché, escluso questo inizio di stagione disastroso è da quasi un decennio che le Ferrari dominano e continuano a dominare. Certo, non sono gli stessi livelli di quando al volante della Ferrari c’era Micheal Schumacher, manca una vera guida ora, senza nulla togliere a Massa e Raikkonen, ma la macchina è sempre la migliore, quelli che sbagliano sono ai box o al muretto (Singapore ricorderà qualcosa ai ferraristi).

La FIA, insomma, si è rotta le palle di avere sempre questo cavallino nei primi posti e vedere che la “classifica” delle scuderie rimane sempre quella ogni anno, con pochi cambiamenti. Pochi cambiamenti annoiano tutti, con conseguente crollo degli ascolti.

Questi tentativi di ribaltare tutto sono in corso da anni, con le continue modifiche al regolamento (vedi il cambio dell’assegnazione dei punti di qualche anno fa, fatto apposta per impedire che il campionato finisse a Luglio). Tutti tentativi che anziché favorire le squadre esistenti penalizzavano tutti, in quanto la Ferrari riusciva a mantenere lo stesso gap di vantaggio sugl’altri (a differenza delle Renault, ma questo è durato due anni, neanche).

Ecco un’idea quindi: approffitare di una Mclaren abbastanza forte da tener testa alla Ferrari, senza un campione come pilota, e creare un regolamento totalmente diverso che costringa a due alternative: o cercare di correre fino all’ultimo il mondiale 2008 oppure puntare al 2009. La scelta della Ferrari è ovvia, come d’altro canto è ovvia quella di RedBull, Williams e Toyota. Un po’ meno quella della Renault, ma alla fin fine si è dimostrata la migliore, ovvero puntare al 2009 per fare parecchi punti.

I risultati sono sotto gli occhi di tutti, quattro scuderie improvvisamente competitive (di cui una senza il contestato diffusore). Risultato legittimo, nonostante le assurde lamentale di Briatore, considerato che il famoso diffusore era stato approvato da dicembre, per fare gli appelli c’era tempo.

Quelli della FIA, però, hanno preferito tirarsi avanti con i compiti a casa, ed ecco qui l’idea di un budget. Perché? Perché si sono resi conto che chi ha più soldi vince e mettere un budget può servire a rimescolare parecchio le cose. La nuova idea propone che chi “sfora” il budget avrà una serie di limitazioni molto forti (cioè il regolamento attuale) mentre chi rimarrà entro i limiti potrà usufruire di regolamenti meno stringenti.

Questo cosa vuol dire? Che non conta più chi ha più soldi, ma chi li gestisce meglio. Manna dal cielo per una scuderia come la Brawn o la Force India e per chi vuole entrare nel mondo della Formula 1. Tutto ciò al solo scopo di rendere impossibile, o molto più difficile una situazione di oligopolio come accade nel calcio nostrano dove 3 squadre si giocano tutto, o quasi.

In sostanza l’idea di Mosley non è da buttare, ma affermare che dell’unico team che è sempre stato nella Formula 1 si può fare a meno è un po’ esagerato.

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