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Berlusconi è in Russia a far visita ai suoi due amiconi Putin e Medvedev e anche lì, come in Italia, non perde tanto tempo nel dire che la colpa è sempre dei media per tutto quello che succede. Qualche giorno fa la moglie lo ha aveva cazziato pubblicamente perché si prende troppe libertà con le “signore”: lui rispose che la colpa è dei giornali. Sono mesi che dice che la crisi non esiste perché “psicologica”, oggi ribatte che la crisi c’è stata ma che ce la siamo lasciata alle spalle e che «tutto è tornato come prima, anzi meglio di prima», ma precisa – ancora una volta – che la colpa di questa disastrosa congiuntura economica è come al solito dei media e dell’opposizione.

Non importa se il Fondo monetario internazionale ha calcolato che il nostro paese nel 2009 stanzierà solo lo 0.2 per cento del Pil a favore della crescita economica, non importa se saremo il paese europeo che stanzierà meno per controbattere la crisi (siamo al penultimo posto dopo la Grecia con lo 0.1%), come non importa se gli altri paesi stanno facendo molto più di noi – la Francia con lo 0.7 per cento, Olanda e Belgio con lo 0.8 per cento, il Portogallo con l’1 per cento, Uk 1.4, Austria 1.5, Germania 1.6, Finlandia 1.7 e Norvegia 1.8 per cento: certo non possiamo essere come la Spagna che mette sul piatto il 2.3 per cento del proprio prodotto interno lordo o addirittura come i suoi amici russi col 4.1 per cento del proprio Pil, per il premier conta solo che «il Governo ha fatto ciò che doveva essere fatto». E di grazia, cosa avrebbe fatto il Governo? La social card e il bonus famiglia per caso? Bene: la carta sociale è stata distribuita solo alla metà degli aventi diritto e il bonus famiglia ha avuto un avanzo – ovvero soldi rimasti in cassa – di oltre 300 milioni di euro per il complicato iter burocratico a cui si doveva sottoporre chi la richiedeva. Sarebbero questi i fatti secondo il Berlusconi-pensiero.

L’Italia, dati del 2008, conta un tasso di disoccupazione pari al 6.7 per cento, e si prospetta un biennio 2009-2010 dove galopperà meglio di Varenne e Ribot messi assieme, perché secondo gli economisti arriveremo al 10.7 per cento a fine 2010. Sono solo congetture naturalmente, ma siamo sulla buona strada. Il Governo è però contento di come siamo messi nel Paese, l’unico neo, come detto, è la stampa d’opposizione che parla troppo degli effetti negativi della crisi. Per il premier non contano nemmeno le parole della Marcegaglia – l’attuale crisi è «profonda, inedita e senza paragoni, la peggiore depressione dal ’29 ad oggi» -, una che fa il vecchio mestiere del premier, ma del resto anche il presidente di Confindustria è sulla stessa linea di pensiero di Berlusconi, salvo metterla in calcio d’angolo all’ultimo momento: «il peggio è alle spalle, ma la strada per uscire dalla crisi sarà lunga, complicata e dolorosa». Se Berlusconi campa d’ottimismo, Franceschini invece si fa lo stuzzichino: «Ieri la crisi era un problema psicologico, oggi il peggio è passato […] Non si mangia ottimismo a cena». Nemmeno a colazione se per questo…

A pagina dieci dell’Unità di oggi Furio Colombo si domanda del “prossimo giorno della memoria”. Due soli appunti: nell’occhiello Colombo dice «Tra vent’anni si ricorderà della caccia ai migranti. Gli studenti delle scuole sapranno di Bossi, Maroni, Cota e dei complici della maggioranza». La colpa grave del Governo è il nuovo pacchetto sicurezza appena varato: un “delitto”, secondo Colombo. A me non è mai stato tanto simpatico Furio Colombo, e che ancora lo fanno scrivere per il giornale fondato da Gramsci non attenua questa sua fobia per il demone oscurantista, anzi espone con più rancore, ai lettori inconsapevoli, questa sua paura del maligno. Ma a parte questo, nemmeno lui si può considerare il paladino degli immigrati, perché se avesse qualche idea migliore – o anche solamente diversa – potrebbe parlarne con i vertici del partito e scriverne assieme, firmandolo di suo pugno ovviamente, un emendamento che faccia in modo di non respingere più in mare questi disgraziati,e che non faccia compiere all’Italia questo ennesimo delitto sconsacrato da tutti, dalla Chiesa come dalla sinistra, e far cessare definitivamente questo eccidio di carne umana. Che ci provi però.
Perché il signor Furio Colombo è un Senatore nelle liste del Pd per sua scelta, per cui, se il partito decide una linea politica, e Colombo si trova in disaccordo, farebbe bene a parlarne con i suoi colleghi di partito, onorevoli, deputati e amici del Partito Democratico, perché scrivere «a causa di inspiegabili errori commessi dal Pd in Parlamento votando a favore del trattato militare con la Libia, che costa la vita a migliaia di migranti […] È un trattato firmato e sottoscritto da Berlusconi e approvato da tutto il Parlamento, con l’inspiegabile approvazione del Pd, che ha offerto un grande aiuto alla Lega» lo fa sembrare un Mantini qualunque attaccando il partito che lo ha fatto eleggere solo per coltivare sue personali ambizioni che, alla lunga, portano solo allo sfaldamento mentale… sempre se non sia già tardi.
Colombo dica la verità, chi è il suo nemico Berlusconi o chi la pensa diversamente da lei? E voi che state leggendo, la pensate come Colombo o come Berlusconi con la crisi già passata?

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