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Esattamente ieri sera ho mandato una email ai quattro candidati alla poltrona di Presidente della provincia di Pordenone, la mia città. Ho fatto tre domande riguardanti la provincia, il lavoro e l’immigrazione, i loro progetti di governo. L’unica cosa che chiedevo era di non parlare in politichese, ma come davanti ad un bicchiere di vino e stessero spiegando il loro programma ad un gruppo di amici.

Oggi mi ha scritto il candidato Gianni Sartor e questa è la sua risposta.

Naturalmente prima le mie domande.

Ai candidati Presidente della provincia di Pordenone Alessandro Ciriani sostenuto da PdL, Udc, Lega e Partito dei Pensionati (Presidente uscente); Giorgio Zanin sostenuto da Pd, Sinistra e Libertà, Liste Civiche per Zanin, Rifondazione Comunista e Idv; Aldo Sam sostenuto da La Destra; Gianni Sartor sostenuto dal Movimento Autonomista Friulano:

1) Pordenone. Dato ormai assodato che in Italia si voti per il centro-destra nella maggior parte dei casi, mentre il centro-sinistra e i centristi hanno tanti voti quanti gli astensionisti, Lei, come candidato a Presidente della provincia sostenuto da […], si proporrà ai suoi elettori come un esempio locale distante anni luce dagli intrighi dei palazzi romani, o farà le direttive dei partiti alleati con qualche possibilità di produrre ciò che il cittadino ha bisogno? Le chiedo questo perché nel nostro Paese la piccola provincia è ancora un piccolo angolo di paradiso, dove le amministrazioni locali possono – e spesso fanno – qualcosa di utile per il cittadino. Va però detto che ormai viviamo in un mondo globalizzato per cui, alla fine, la politica nazionale per forza di cose prevale su quella locale. Quindi, la mia domanda posta ai minimi termini, diventa la seguente: sotto la Sua presidenza, Pordenone diventerà “nazionale” o rimarrà ancora una piccola provincia? e se così, fino a quando secondo Lei potrà durare questo sconfinamento territoriale?

2) Immigrazione e lavoro. Nella nostra provincia c’è un alta percentuale di extracomunitari, per la maggior parte sono in regola e quasi tutti con un lavoro anche in questo periodo di crisi, inoltre nei giornali locali si leggono poche notizie di reati commessi dagli immigrati. Alcuni esponenti del Governo centrale – la Lega e il Presidente del Consiglio Berlusconi – hanno ultimamente dichiarato che l’Italia non diverrà mai un Paese multietnico. La mia domanda è questa: vista la continua ricerca di manodopera straniera – perché spesso a basso costo – da parte delle nostre aziende pordenonesi, Lei, come politico e come cittadino che vive e lavora in una piccola, ma prospera realtà industriale qual è la nostra, se la sente di confermare le parole dette dagli esponenti di Governo di cui Lei è portabandiera nella nostra città? Non crede, numeri alla mano, che comunque entro non molto tempo il nostro Paese diverrà, volente o nolente, una nazione multietnica? Lei crede sia più giusto dare la precedenza agli italiani per quanto riguarda le offerte di lavoro, o è uno che si batte per dare le stesse possibilità a tutti anche a scapito della popolarità politica personale?

3) Governo. Se Lei venisse eletto, quali sono le priorità che porterà a compimento entro i fatidici cento giorni? Ma soprattutto, perché i cittadini dovrebbero votare Lei e non uno degli altri candidati Presidenti? Cosa crede di poter fare che gli altri candidati molto difficilmente riuscirebbero a combinare? Rispetto al precedente governo provinciale, cosa andrebbe – e andrà, se venisse eletto – migliorato e cosa invece sarebbe da eliminare totalmente per fare spazio a nuove proposte della Sua presidenza?

Le risposte di Gianni Sartor

Egr. Sig. Lagona,

rispondo volentieri ai suoi quesiti:

1) Se c’è una persona lontana dagli intrighi di palazzo, quello credo proprio di essere io. Nel 1987, giovane ed entusiasta 25enne, ho avuto un’esperienza di consigliere comunale, nel mio paese, Zoppola ed in quell’occasione ho dimostrato autonomia di pensiero in tutte le occasioni. Pur essendo in maggioranza, quando non mi trovavo d’accordo e pensavo che le decisioni andassero contro la popolazione, non ho mai esitato ad esprimere il mio dissenso votando contro. Autonomismo significa decidere noi nel nostro territorio, ma non significa chiudersi al mondo. Se il federalismo significa passare da “Roma ladrona” a “Milano impicciona”, noi non ci stiamo per nessun motivo. Noi siamo un movimento locale senza riferimenti particolari a livello nazionale (abbiamo rifiutato il simbolo di Lombardo) e ci paghiamo la campagna di tasca nostra proprio per avere il pensiero libero da qualsiasi condizionamento. Certamente sceglieremo per competenza e non per appartenenza e non assumeremo o daremo incarichi ben pagati ad amici, parenti o ex morose.

2) Siamo lontani dagli isterismi di qualche parte politica. Tutti hanno il diritto di “sentirsi Friulani” se condividono valori e principi della nostra gente. Il delinquente rimane delinquente a prescindere dal colore della pelle e dalla nazionalità. Purtroppo l’Italia è ridotta ad una sorta di “paese dei balocchi” dove a tutti è permesso tutto. Siamo convinti che ci voglia maggiore serietà e che le leggi (che ci sono), vengano applicate senza sconti e senza se e senza ma. Le pene non dovrebbero essere “trattabili” ed uguali per tutti.

3) Siamo convinti che l’attuale amministrazione, oltre che a creare disagi ai cittadini, stia buttando milioni di euro nella riqualificazione della Pontebbana. L’autostrada Pordenone, Udine Gorizia, avrebbe alleggerito il carico veicolare sulla Statale 13 ed avrebbe risolto un problema che dura da 40 anni. Ancora una volta, la mancanza di strategie ha penalizzato aziende e cittadini. Nel mio gruppo ci sono solo persone di buon senso e non professionisti della politica, gente che lavora e che non ha fatto della politica una professione. Di questo, sommando il fatto che non siamo condizionabili da nessuno, ne andiamo orgogliosi e per questo riteniamo che la gente possa premiarci.

Non credo di aver parlato il politichese, non ne sono capace.

Cordiali saluti, Gianni Sartor

Appena mi arriveranno le mail degli altri candidati ne scriverò le mie impressioni – sempre che rispondano e sempre che lo facciano prima della chiusura della campagna elettorale -, comunque al massimo venerdì 5 giugno ne riporterò i risultati con le mie conclusioni personali. Voi comunque potete già dirmi cosa ne pensate della prima risposta di oggi, se volete.

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