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Tre giorni fa il Corsera pubblicava una dubbia intervista a Patrizia D’Addario la cui “verità” smonta altre “verità” del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. I dubbi chiaramente sono parecchi e alcune affermazioni della… (come posso chiamarla?) sono – sembrano – molto forzate, anche se, e lo dice la stessa D’Addario, avrebbe le prove di questo incontro col PresdelCons. La Guardia di Finanza ha interrogato la D’Addario e avrebbe secretato le famose prove che la ragazza disporrebbe.
Oggi Repubblica mette – probabilmente – la parola “fine” a tutto questo trambusto facendo un’intervista a quella che la D’Addario indica come “l’amica modella” presente quella sera del 4 novembre 2008 a Palazzo Grazioli: Barbara Montereale.

Barbara dice subito che non è una escort (chissà poi perché lo puntualizza a inizio intervista, mica le avevano chiesto se lo fosse?) ma che la D’Addario quella sera lo è stata: “Mi raccontò di aver avuto un rapporto sessuale con il Presidente. E aggiunse di non essere stata pagata. Aggiunse anche però che non le interessavano tanto i soldi quanto che lui le desse una mano con una questione che riguardava la costruzione di un residence”. Quindi racconta una versione discordante da quella raccontata dalla sua amica al Corsera alcuni giorni prima.

In un altro articolo Rep scrive delle prove con cui la “professionista” vorrebbe far sapere la verità sulla questione, dove si legge come il presidente invita la donna ad aspettarlo nel “letto grande”. La mattina dopo lui la chiama, lei ha la voce rauca: “Strano, questa notte non ho sentito strilli”. Pare che il premier non ci sappia fare…

Il filone si complica anche per gli attori di contorno: Giampaolo Tarantini, l’imprenditore barese a cui sono imputate la raccolta delle squillo per il premier, si difende accusando i media di “maliziosa e falsa rappresentazione della realtà”. Ma l’accusa per me più importante, è rivolta ad una delle cosiddette “candidate-veline“: la manager ospedaliera Licia Ronzulli appena eletta in Europa. Infatti la Montereale dice a Repubblica che «è lei che organizza la logistica dei viaggi delle ragazze. Che decide chi arriva e chi parte. E smista nelle varie stanze». La Ronzulli è una delle tre donne elette nelle file del Pdl all’Europarlamento, ed è sempre lei una delle più fidate collaboratrici di Berlusconi. Nel suo curriculum si legge che è molto attiva nel volontariato (Progetto Sorriso), lavora presso l’Istituto Ortopedico Galeazzi dal 1995 e che avrebbe deciso di scendere in campo (notate come siano le stesse parole usate da Berlusconi nel ’94?) perché “l’esperienza che ho maturato nella vita professionale come manager del settore sanitario e come operatore del terzo settore possa essere messa a disposizione della collettività attraverso un impegno diretto nelle istituzioni.”
Non penso che la sua lunga esperienza l’abbia portata a fare la ruffiana del PresdelCons. Oppure sì?

In un Paese civile se il Primo Ministro avesse a che fare con questo genere di storie la prima cosa che dovrebbe fare è dare spiegazioni in Parlamento, se le spiegazioni risultassero inaccettabili perché prive di fondamento – come lo sono oggi -, lo stesso premier rassegnerebbe le dimissioni seduta stante. In Italia il premier si culla soltanto di essere il più amato degli italiani: stesse storie ma realtà differenti.

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