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Tracce su internet del tema di italiano, una bella notizia per molti, soprattutto per i nerd che con internet ci vivono. Il punto è: chi e come correggerà questi temi? Come potranno i professori di italiano correggere adeguatamente queste tracce?

Mi pongo seriamente la domanda, perché in un articolo/saggio breve che parla della rete i termini inglesi non sono solo legittimi, sono necessari. Basti pensare a browser (che non ha un corrispettivo in italiano), computer (“elaboratore elettronico” è in disuso), senza contare le parole chat, forum, social network e tanti altri termini che fanno rivoltare le budella ai puristi. Inoltre, come si potrà controllare se ciò che è scritto è sensato? Se io dico che Twitter è un forum, sto scrivendo una boiata pazzesca, ma il professore di italiano lo saprà? Se parlo di pagerank, come può l’insegnante solo immaginare cosa vuol dire? Eppure tra gli addetti ai lavori si sa benissimo cosa ha comportato!

Sinceramente, tracce del genere per quanto belle, per quanto interessanti, sono fin troppo impegnative, anche perché si parla di fenomeni recentissimi di cui si capisce poco o nulla, facebook in primis. Come si potrà giudicare l’alunno? Si rischia che chi scrive tanto per scrivere avrà lo stesso voto di chi invece fa dei passaggi interessanti, corretti e magari all’avanguardia con tutti gli svantaggi per chi l’impegno ce lo mette.

Un vero disastro, insomma! Se consideriamo, poi, che di storia di internet non si fa nulla a scuola (Arpanet? Chi l’ha sentita alle superiori alzi la mano), che del muro di Berlino si sa perché i genitori ne hanno parlato e che del ’68 si parla poco o nulla, mi domando veramente come la prova di italiano possa essere considerata una prova d’esame.

P.S. Neanche mi esprimo sulla traccia di Svevo. Nella mia scuola non è mai stato fatto, ed è per mia curiosità che so che Italo Svevo è uno pseudonimo. Figuratevi fare una critica o altro su questo tema!

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