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Un giornalista, un bravo giornalista, quando vuole smontare qualche idea trova delle motivazioni tale per cui quest’idea è sbagliata, o di questa idea sono stati descritti alcuni aspetti e non altri.

Questo vale per qualunque idea. Il Giornale, invece, con Stefano Zurlo fa giornalismo cattivo. Per criticare la scelta di Di Pietro nel mandare una lettera al “Guardian” dove espone vari problemi di democrazia in Italia ricorre a parole “da bar”.

Non si critica ciò che dice, si fanno frecciatine come “il leader dell’Italia dei valori ha scoperto la lingua inglese, i grandi giornali che un giorno sì e l’altro pure attaccano il Cavaliere”, o affermazioni incredibili. Per Zurlo le classifiche di Fondazione Heritage e di trasparenza (dove siamo a livelli di paesi del terzo mondo) hanno il “valore che può avere il richiamo del Governo iraniano al nostro ambasciatore per la violenza della polizia italiana o l’affidare la Presidenza della Commissione per i diritti umani dell’Onu alla Libia”. Questa è una critica? Liquidare così una faccenda? Se facciamo tutti così allora diamo ragione a Berlusconi dicendo che l’ISTAT, l’OCSE e tanti altri istituti sparano boiate, senza una sola prova oggettiva.

Se voleva/volevano fare un articolo di parte, almeno indaghino sulla composizione di queste società che fanno statistiche, sicuramente qualcosa salta fuori.Tipo che il suocero dell’amico del cugino del fratello della moglie di Murdoch ha un legame di parentela di 27° grado con lo svuota cestini che si occupa dell’ufficio del direttore!

Naturalmente non mancano le solite affermazioni di parte come “il Times che parla di Berlusconi come di un clown, il gemello News of the World dello Squalo Rupert Murdoch che spiava con sobrietà tutta british molti personaggi eccellenti e il Guardian, storico bastione della sinistra inglese”. Già il Financial Times, El Pais, Herald Tribune e tanti altri NON hanno detto una parola. Solo opera di Rubert Murdoch, chiaro no?

Liquida la questione dell’informazione controllata in Italia con “Basta fare zapping, ascoltare una puntata di Annozero, per averne conferma; basta entrare in libreria dove sono ammonticchiati cumuli di tomi antiberlusconiani di Travaglio, leggere la centesima puntata del Noemigate su Repubblica, scrutare i filmati dell’Espresso sulle karaokeggianti feste di Villa Certosa, osservare l’Unità che riesce a trasformare Berlusconi in un mendicante che tenta di stringere la mano di Mister Obama.”

Che Berlusconi abbia tre televisioni sotto il suo controllo va bene. Chi è l’editore de “il Giornale”? Ops, Paolo Berlusconi, toh guarda! Mondadori, Panorama? Tutti del gruppo Fininvest! Siamo già a 3 (tre) televisioni più un gruppo editoriale, più un giornale più un periodico CONTRO tre programmi televisivi, un periodico, un giornale e qualche libro di un piccolo editore. Golia contro Davide? Assolutamente sì, in particolare Davide è senza la fionda. Come possono avere lo stomaco per dire queste cose? Dopo aver scritto una cosa del genere, non avrei più il coraggio di guardarmi allo specchio!

Inoltre, cortesia vuole che si indichi la fonte dell’oggetto di critica, come ho fatto io perché è NORMALE. Nell’articolo de “Il Giornale” non c’è neanche un’indicazione di dove trovare la lettera di Di Pietro tradotta in italiano. Eh sì che bastava guardare nel posto più ovvio, ovvero il blog del leader dell’IDV, qui il link.

Si scopre così che su un intero articolo il giornalista è riuscito ad attaccare poco più di 4-5 righe, dimenticando una pagina intera, forse perché erano cose troppo scottanti solo da riportare, ovvero il fatto che Berlusconi ha in mano troppi media.

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