Tag

, , , ,

Esiste una questione morale in ogni partito, ma Ignazio Marino parlava specificatamente del Pd, dunque: parliamone!

La storia del problema morale nei partiti è vecchia come il mondo, ma questo non vuol dire che non bisogna parlarne, e quindi, invece di fare il solito discorso “meglio così o meglio cosà”, vorrei si aprisse un dibattito serio e costruttivo sulla questione. Tralasciando le accuse di Marino che lasciano il tempo che trovano (termini, modi e tempi assolutamente sbagliati), le sue parole fondamentalmente aprono una voragine difficile da spiegare in un singolo post, ma superabile con un dibattito aperto. La questione non si ferma solo alla dirigenza, ma va allargata a tutti gli iscritti.

Iniziamo con fondare le basi. Quali reati andrebbero esclusi, e quali, invece, potrebbero essere ammessi. Facciamo delle ipotesi: omicidio? Rapina? Pedofilia? Mafia? Violenze varie (alle donne ad esempio)? Istigazione alla prostituzione? Reati finanziari? Associazione a delinquere?…

Tutti questi sono reati gravi dei quali possiamo farne facilmente a meno, ma bisognerebbe fare dei distingui accurati per ogni reato. Omicidio colposo e omicidio volontario: entrambi sono reati ma completamente diversi tra loro. La bancarotta semplice è diversa dalla bancarotta fraudolenta: entrambi reati finanziari ma nel secondo c’è la premeditazione mentre il primo, spesso, viene fatto per tirare a campare un po’ di più. Esempi ne esistono a centinaia, basta peluccare su ogni condanna e si trova sempre il “lato umano” del crimine. Tutti bocciati? Direi di no.

La questione morale che ci interessa di più – o che se ne parla di più – è quella sui soggetti politici. Quando la connivenza con un ente privato da parte di un dirigente di partito può essere catalogata come “immorale”? Quando un politico può essere considerato estraneo alle lobbies pur appartenendo ad un’organizzazione privata con appalti pubblici al suo attivo? Chi usa le “amicizie” per far carriera politica, può essere considerato soggetto con “gravi” problemi morali?

Sono questi i quesiti che più ci interessano e ci fanno pensare che esiste una questione morale da risanare. La sviolinata di Marino l’altro giorno ha riaperto un dibattito che in realtà non era mai stato chiuso: bisogna trovare l’antidoto giusto per ovviare ad un problema che, se non si pone rimedio, rischia di degenerare – se non lo è già – a livelli cosmici.

La questione morale va’ di pari passo col conflitto d’interesse. Una ditta con appalti pubblici in cui uno degli azionisti è un ministro o un politico di spicco, può essere considerata di parte perché ha cooptazioni politiche. Ma se il politico lascia quella carica può essere accusato di avere un conflitto d’interesse e quindi di problemi morali? se sì, fino a che punto? E se invece non lo è, qual’è il limite in cui si possa dichiarare felicemente “assolto”?
Un Governo che mette nei posti giusti i suoi uomini, è da considerare colpevole di immoralità oppure si può ritenere normale secondo la tesi “chi comanda si sceglie gli uomini”? E se così fosse, chi ci dice che quel Governo non faccia i propri interessi e chi invece può dire di essere obiettivo?

Un politico che spreca le risorse per i propri interessi è condannabile senza problema. Se lo stesso politico usa il potere di cui dispone per guidare certe correnti all’interno del partito è esecrabile per lo stesso motivo. Quindi alcuni politici tuttora al governo in certe regioni andrebbero immediatamente espulsi.
I politici locali campani hanno raccolto impunemente tessere del Pd estorcendole con malafede ai simpatizzanti ignari, questo ha fatto in modo – e lo farà al congresso – che la corrente di un singolo candidato possa prevalere sull’opinione dei delegati in tutta Italia. Ricordiamoci che nella sola Napoli sono state registrate oltre 80mila tessere a fronte delle 100mila e più di tutta la regione Campania; in alcune regioni le porte dei circoli sono chiuse ai nuovi iscritti e quando si riesce a tesserarsi lo si fa con una fatica immane manco fosse a numero chiuso; certe correnti del partito condizionano a tal punto le delegazioni, che spesso non si parla nemmeno del terzo candidato per non farsi sfuggire il voto dell’iscritto dell’ultim’ora. Se non sono problemi morali questi!

Come dovremmo comportarci per fare in modo che ogni connivenza politica venga resa vana agli interessi privati; cosa andrebbe fatto per risolvere la questione morale intrinseca ad ogni partito soprattutto adesso con la nota vicenda romana; quali regole si devono aumentare per non permettere a certe nefandezze di far parte della vita politica; quali sanzioni bisogna dare a chi commette atti non consoni all’etica morale. Ma soprattutto, l’etica esiste?

Creiamo un dibattito che ci permetta di inviare un messaggio chiaro e costruttivo alla dirigenza, facciamo in modo di essere coesi e non equivoci su questo tema, facciamo in modo di porre domande continue e importanti: solo così possiamo sperare di avere risposte e di poter migliorare – nel nostro piccolo – questo partito.

Il 14 luglio questo blog urla contro il ddl Alfano

Questo post è stato inserito anche nel gruppo discussione iMille.

Annunci