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Oggi per Citynews ho scritto un articolo sull’anniversario dell’uomo sulla Luna. Niente di che: solo per ricordare che 40 anni fa un essere umano ha messo piede per la prima volta sul nostro satellite naturale.

Nel mondo, in questo mese, si celebra l’evento con varie rappresentazioni dove partecipano anche i tre astronauti che portarono il Columbia, e il modulo Eagle, sul suolo lunare facendo la storia aerospaziale moderna. Proprio settimana scorsa Buzz Aldrin, il secondo uomo che poggiò la sua scarpa sulla Luna, è stato ospite al Roma Fiction Fest per la proiezione di “Moonshot”, film tv sulla missione dell’Apollo 11.

Come ogni grande evento che si rispetti, anche la missione Apollo 11 è stata negli anni scandita da turbolenze che ne hanno minato la sua stessa verità. Come l’omicidio Kennedy, e come il recente 11 settembre, anche per l’uomo sulla Luna si è creata negli anni la “verità complottistica”. Si racconta che nei soli Stati Uniti, il 20 per cento della popolazione non crede che Neil Armstrong e Buzz Aldrin quel giorno del 21 luglio 1969 toccarono davvero il suolo lunare, tutto, in realtà, era un sogno cinematografico diretto addirittura dal grande Stanley Kubrick.

Di questa gigantesca panzana ne parla oggi anche il Giornale con un articolo firmato da Luigi Mascheroni: “[…] il finto allunaggio fu girato al Norton Air Force Base di San Bernardino dal regista Stanley Kubrick (che l’anno prima aveva realizzato con straordinari effetti speciali 2001: Odissea nello spazio) sotto la minaccia di rendere pubblico il coinvolgimento del fratello Raul col Partito comunista. […] Alla fine, tanti dubbi e una sola certezza. Che la celebre frase «un piccolo passo per me, un grande balzo per l’umanità» – al netto di qualsiasi prova scientifica così come di qualsiasi teoria complottista – non può che essere uscita dalla penna di un mediocre sceneggiatore. Hollywoodiano.”

Negli anni la storia del complotto, che vede realizzato il sogno di JFK – l’uomo sulla Luna entro la fine del decennio -, è stata smontata centinaia di volte, ma ad ogni ricorrenza ne viene fuori una nuova che tenta di fare luce sulla falsa missione Apollo 11. Stavolta è toccato al Giornale, e anche stavolta a smontare la tesi del complotto ci pensa il solito Paolo Attivissimo che se li sbrana pezzo per pezzo, mandando il povero Mascheroni sulla… Luna? E dire che bastava una semplice scorsa su Wikipedia…

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