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Ecco qui un altro esempio di leggi ad personan.

In questo caso però nessuno è contrario, nessuna protesta, niente di niente. Perché? Perché è una legge fatta a furor di popolo, ma è anche tremendamente ingiusta per due motivi:
1. Se un limite di altezza c’è, c’è anche un motivo. Non è che questo motivo decade per il desiderio di una ragazza. Ad esempio un carrista non dev’essere molto alto, il motivo si chiama poco spazio all’interno del carro armato (è un esempio, non riguarda la situazione della ragazza).
2. Le altre ragazze tra un metro e 50 e un metro e 60 che non sono parenti dei militari in missione? Quelle no non hanno alcun diritto, rimangono a casa! Consacrazione, insomma, della pratica che chi ha i parenti giusti fa strada.

Io dico, ma quanto siamo ipocriti in Italia? Urliamo contro le leggi ad personam del nostro Silvio nazionale, ma quando si fanno per motivi apparentemente sensati (basti leggere il giornalista che liquida il limite di altezza come “cavillo burocratico”) allora va bene?
MA SCHERZIAMO?

Quella ragazza, mi dispiace per lei, non poteva accedere all’esercito. Se fossi stato al suo posto e avessero modificato la legge solo per me avrei detto un fiero e secco NO, perché non è così che si deve comportare un militare.

Il mio non è sputare addosso ad una famiglia colpita dal dolore, ma bensì il contrario. con una legge del genere si sta sputando addosso a quella persona morta per il nostro paese.

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