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“Neppure Kafka, che in materia era piuttosto esperto, avrebbe potuto immaginare un labirinto mentale così contorto come quello che ci ha condotto qui oggi. Il governo decide che centinaia di migliaia di persone, per il solo fatto di essere nate altrove e di trovarsi a calcare il nostro territorio, sono dei fuorilegge. Ma qual’è la legge che hanno violato? Nessuna, a meno che abbiano commesso delitti già previsti. Allora come fanno ad essere fuori legge, in blocco? Semplice: si vota la legge che non c’è, quella che li dichiara dei fuorilegge. Essere immigrati senza regolare permesso di soggiorno nella nostra penisola è un reato. Ma la nostra penisola contiene già molte centinaia di migliaia di immigrati che non hanno il permesso di soggiorno però l’hanno chiesto lealmente e da tempo, e intanto svolgono un lavoro, hanno depositato presso le questure i loro nomi e cognomi come quelli dei loro datori di lavoro, quasi sempre cittadini italiani.

Ovviamente, il governo si è anche inventato un contagio automatico fra il reato d’immigrazione “irregolare” e il reato complementare di dare lavoro o abitazione o accoglienza ai rei immigrati: e questo fa sì che qualche centinaia di migliaia di cittadini italiani finiscano anche loro nella fascia capricciosa dei fuorilegge, benché non abbiano violato alcuna legge e, anzi, alle leggi vigenti si sono rigorosamente attenuti.

Dopodiché consapevole di averla fatta un pò grossa, appena votata la legge il nostro ineffabile governo si affretta a somministrarle un antidoto, sempre attraverso il voto di fiducia. Una pazzia giuridica e, prima che giuridica, logica e morale. Esiste ancora in noi la memoria e l’orgoglio di ciò che anima le legge e la rende sacra, la sua dirittura, la sua chiarezza e semplicità, la sua universalità? Il suo rispetto per coloro cui dovrà applicarsi, come per coloro cui spetta la responsabilità terribile ed emozionante di promulgarla? Tocca soprattutto ai signori della maggioranza non chinare la testa e dire dei no a questo governo che sta dimostrando ancora una volta di non voler gestire né governare i fenomeni ma di procedere a forza di slogan falsamente rassicuranti. Questo pasticcio “indecente ed inaccettabile”, come lo ha definito la presidente Finocchiaro, non è dovuto ad arroganza solamente ma anche alla sciatteria e alla mancanza di senso dello Stato e della legalità che può solo discendere da decisioni prese in base alla demagogia e all’improvvisazione e che finisce per mortificare tutte le istituzioni, a partire dal Parlamento.”

Emma Bonino, Vice Presidente del Senato, sul decreto Anticrisi oggi in aula per l’approvazione.

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