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Nella cruciale fase politica odierna, che ci permetterà di capire se la prossima opposizione sarà come finora è stata (fatiscente, o quasi) oppure sarà più combattiva e spregiudicata, alcuni esponenti del Governo si chiedono – e ci chiedono – se sia giusto o meno fare dei test di dialetto per i professori del sud che vanno a lavorare al nord. La Lega, come al solito, non prova nemmeno a controllare se questa proposta è costituzionale, loro – forti del 10 per cento alle recenti amministrative – vogliono terroni nordisti. Se non si possono avere perché naturalmente impossibile, allora che sia fatto un test per verificare se sono abbastanza “gnöc*” da continuare imperterriti per la loro strada, oppure, se sono i soliti “béc”, che se ne tornino a fare i “magücc” con i loro “quadrei”. Fine della storia.

Tornando ad argomenti più interessanti (almeno per me), abbiamo visto come la candidatura di Marino alla segreteria del Partito Democratico inizia a far paura anche a chi sta dalla parte opposta. Settimana scorsa due quotidiani importanti come Il Foglio e Repubblica hanno dato – nei due sensi opposti – ampio spazio alle manovre politiche del Senatore chirurgo. Vi ricorderete come il Foglio abbia pubblicato la lettera dell’UPMC che accusava Marino di gonfiare i conti spesa dell’università americana e della sede palermitana dell’ISMET. Qualche giorno dopo lo stesso Marino sul suo sito, e tramite un’intervista a Repubblica, spiegava come sono andate effettivamente le cose: “Le discrepanze fui io stesso a segnalarle ma in ballo a Palermo c’era ben altro. Un accordo molto redditizio con la Regione, al cui vertice era nel frattempo arrivato Cuffaro. Con una gestione dell’Istituto che da un certo punto in poi non potevo più condividere. E lo dissi chiaramente.” Quindi il problema non erano le spese gonfiate, ma che la Regione Sicilia, tramite il suo presidente Cuffaro, stava mettendo le mani sul centro trapianti palermitano con i soliti inciuci politici, mafiosi e clientelari. La storia dei conti spese doppiati tra Pittsburgh e Palermo, è stata solo una delle tante motivazioni forvianti con cui il Senatore si è dovuto scontrare, ma, dato il suo valore morale, non è cascato nel giogo politico-economico dei due enti. Anzi, Marino ha dato l’incarico all’avvocato Vittorio Angiolini di querelare l’università americana per le false accuse messe in giro in questi giorni. Per rispondere alle accuse del Foglio, e dell’impotenza di Ferrara nel condannare alacremente un candidato solo perché incorruttibile, vi lascio alle parole di Luca scritte ieri che spiegano benissimo il concetto.

Da quando il Senatore è candidato alla convenzione del Pd a ottobre, sembra che il “personaggio Marino” non interessi più a Repubblica. La contraddizione è che ne scrivono parecchio per la vicenda ISMET, ma non dicono una parola sulla mozione del candidato alla segreteria del Pd. Non si capisce la scelta fatta da Rep. perché fino a qualche giorno fa (prima della mozione) ne parlavano come l’unico capace di portare al vero rinnovamento del Partito Democratico, l’unico con cui si poteva sperare in un partito migliore, ed enfatizzando al massimo la famosa “terza via” più volte richiesta da Rep e dai sostenitori. E invece in questi giorni Repubblica non ha pubblicato uno straccio di trafiletto – nemmeno in ultima pagina – che parlasse della mozione presentata da Marino il 23 scorso.

Mettiamo per assurdo che la carta ha dei precisi spazi da rispettare – e che questo importante “spazio” sia irrecuperabile ogni giorno – non si può dire la stessa cosa per la versione online del giornale di Ezio Mauro: in nessuna pagina, dal 24 ad oggi, si parla della mozione presentata da Marino alla Camera del lavoro di Milano settimana scorsa. Dimenticanza oppure è vero che Franceschni si è messo d’accordo con i vertici di Via Solferino per appoggiare la sua candidatura?

A tal proposito, gli amici di scelgomarino.info hanno aperto un gruppo su Facebook (il testo lo trovate anche qui) e hanno fatto cinque domande a Ezio Mauro e Vittorio Zucconi sul perché Rep. si ostina a non pubblicare la mozione Marino. Fateci un salto se potete.

* Dal bergamasco:
gnöc=testardo;
béc=caproni;
magücc=muratori;
quadrei=mattoni.

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