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Avevo una certa impressione su come stavano andando i Tg locali, e questa settimana, nei pochi giorni in cui son rimasto a casa, l’impressione è diventata (quasi) una certezza. Ho ricordi di quando ero “giovane” dei telegiornali locali, soprattutto quelli di Catania – Antenna Sicilia, Telecolor e via discorrendo -, nei quali vedevo notizie esclusivamente cittadine o al massimo della provincia vicina (Messina o Siracusa dipende i casi, ma mai di entrambe nello stesso Tg) e a volte, ma raramente, le notizie sulla giunta regionale: il nuovo piano regolatore approvato dal Comune, la crisi della fragile maggioranza in provincia, l’elezione di un nuovo consigliere di quartiere ben visto dagli uomini di potere, le notizie dei cento e passa morti per mafia dall’inizio dell’anno, la strage di scippati per le strade, i molteplici incidenti causati dalle voragini stradali (per i non utenti chiamasi buche o semplicemente scaffe) ecc.

Oggi i Tg locali sono una succursale di quelli regionali. Faccio un esempio: a casa mia in Friuli, su Telepordenone una buona metà del Tg – che è straordinariamente lungo: parlo di quasi un ora nell’edizione serale – le notizie provengono da Trieste, Udine e Gorizia, mentre la parte di Pordenone è lasciata per lo più ai commenti degli ospiti in studio.

Ritorno al paesello, Catania, e nei quattro telegiornali locali (mio suocero guarda quello di Telecolor delle 13:30) che ho visto finora, della città si parla pochissimo, ma non perché mancano le notizie, bensì perché quelle regionali sono molto più succulenti. E’ vero, in Sicilia succedono cose che voi umani non osereste nemmeno immaginare, figurarsi guardare o ascoltare per il solo ambito locale. Per cui, dato il sovraffollamento di notizie e l’accavallarsi di eventi, i tiggì cittadini si sono trasformati man mano in veri e propri alter ego del Tg Rai Regione. Fondamentalmente non è male, anzi. Però…

La notizia sentita oggi parlava dei cinque extracomunitari sopravvissuti allo sterminio del mare dalle parti di Lampedusa: 73 morti accertati finora senza ancora capire la dinamica degli eventi. Male, malissimo direi. La notizia era che i 5 sopravvissuti hanno lo status di rifugiati politici perché gli spetta, ma nel contempo sono stati accusati di immigrazione clandestina e di presunto omicidio per i morti lasciati in mare.

Io lo trovo un controsenso e una vicenda paradossale.

Lasciamo perdere un attimo l’accusa di omicidio che dovrà essere provata e non centra nulla col resto, quello che mi chiedo è: come può essere riconosciuto lo status di rifugiati politici, e poi venire accusati, nello stesso contesto, di immigrazione clandestina? Cioè, o sono rifugiati politici – e quindi hanno i loro benefit del caso – oppure sono immigrati clandestini per cui, in base alla nuova norma sulla sicurezza, dovranno essere rimpatriati nei paesi d’origine. Non credo sia possibile entrambe, o mi sbaglio? Probabilmente mi sbaglierò pure, ma non sembra un controsenso?

Già questo potrebbe tranquillamente portare al paradosso che dicevo, ma quello a cui mi riferivo è un altro.
I pescatori siciliani, specie di Mazara del Vallo, sono abituati giornalmente a vedersi attorno quando escono in mare, i classici barconi di immigrati che cercano di entrare nella Terra Promessa. E’ un fatto ampiamente assodato, e i locali ne sono consapevoli. Dal canto loro non si creano il minimo problema nell’aiutare questa gente ad attraccare al molo di Lampedusa piuttosto che a Mazara: è nell’indole dei marittimi aiutare le imbarcazioni in difficoltà, inoltre è anche scritto nelle regole principali della legge del mare.

Il paradosso vuole che i pescatori che aiutano le carrette del mare ad attraccare nei porti italiani, vengano accusati di immigrazione clandestina per non aver lasciato morire quei poveri cristi in acqua. Questo perché la legge sulla sicurezza da poco varata dal governo, indica chiaramente come responsabili anche coloro che aiutano i natanti portati sul suolo italiano.

Posso capire molte cose, ma a tutto c’è un limite. La cosa peggiore che si possa fare è non aiutare chi sicuramente morirà se non venisse aiutato. E’ così difficile da capire?

Il governo se ne esce poco dopo avviando una moratoria europea contro Malta per omissione di soccorso. Però nel frattempo dobbiamo lasciar morire dei poveri disgraziati perché un governo razzista di destra non vuole ulteriori grane con altri immigrati sbarcati sulle nostre coste. E guai se delle persone civili cercano di soccorrerli: verrebbero accusate di immigrazione clandestina!

Capisco che l’immigrazione clandestina è un problema gravissimo, ma salvare delle vite umane da morte certa, a mio parere, dovrebbe avere la priorità su tutto, anche se non ci fosse posto nei centri accoglienza. Se poi non facessimo accordi con dei dittatori libici, oltre che pagandoli profumatamente, probabilmente sarebbe l’unica mossa azzeccata da molti anni. Ma le negoziazioni vengono fatte dai geni di politica estera, mica da folletti sprovveduti quali siamo noi…

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