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Berlusconi sa(peva) fare l’imprenditore benissimo ma non riesce, secondo me, a fare il buon politico. Questo per dire che ognuno di noi, nella nostra vita passata, sapeva fare cose in cui si è stati bravi, bravissimi o addirittura i migliori nel genere. Ma ciò non significa che in tutto quello che faremo nella nostra vita futura saremo comunque i migliori.

Tranquilli, non è il solito attacco al cavaliere: oggi volo basso, molto basso.

Succede che un comico da bagaglino si esibisca per la prima volta nella scrittura. Succede che quel libro, nato probabilmente sotto un’aurea da incertezza editoriale, si dimostri invece un perfetto cavallo da soma e quindi capita di vendere milioni e milioni di copie. Stessa identica cosa per il secondo manoscritto e pure per il terzo. Come nel caso del politicante citato sopra, vendere, o avere vagonate di elettori, non è sinonimo di capacità letteraria – o politica – ma solo di saperci fare col marketing. Ma il marketing lo fanno gli altri, non tu.

Volare bassi: tu che vendi dodici milioni di copie del tuo ultimo libro, non sarai giudicato per le vendite ma solo per come sai scrivere e per come lo scrivi, il tuo libro. Vendere dodici milioni di copie per un solo libro e molti di più se sommati agli altri due (o tre, non ricordo), non ti fa diventare automaticamente un grande scrittore, ma “solo” uno scrittore di successo. E le due cose sono totalmente diverse.

Per cui, quando hai voglia di incazzarti perché ti si critica il tuo lavoro, non fare lo sborone dicendo io vendo dodici milioni di copie e voi siete solo invidiosi. Non lo dire, Faletti, perché non saresti identificabile come “bravo”, ma solo come “spaccone”, e l’invidia certa gente non sa cosa voglia dire, nel tuo caso.

Nota a piè pagina: da tenere a mente casomai vendessi dodici milioni di copie del mio ultimo libro. Casomai lo scrivessi, naturalmente. Oggi volo basso sarebbe un bel titolo. Casomai…

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