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Andando in giro e parlando con amici e colleghi, la domanda che spesso mi viene posta è: “tu perché sostieni Marino?” La risposta è quasi sempre la stessa: ho più fiducia in Marino che negli altri due candidati. In realtà vorrei dir loro di leggersi tutta la mozione congressuale per capire le differenze tra il Senatore genovese da Franceschini e Bersani. Naturalmente non tutti hanno la voglia di leggersi un malloppone di 26 pagine, specialmente se non si tiene per Marino o più generalmente per il PD, quindi oggi ho messo da parte gli appunti sparsi sulla scrivania per le varie proposte per i membri del gruppo pro-Marino di Pordenone, ed ho deciso di scrivere una piccola sintesi – la chiamerò la Marino in pillole – sulla mozione del Senatore e di spiegarvi i motivi per cui scelgo Ignazio Marino e non gli altri candidati.

Vogliamo un partito che sia partito e democratico. L’Italia ha bisogno di tornare ad avere a cuore la propria Democrazia. Ci presentiamo così: italiani e democratici.

Partito. Democratici. Italiani. Sono queste tre parole che aprono e chiudono la presentazione della mozione del Senatore Ignazio Marino alla segreteria nazionale del Partito Democratico. Ma non basta: dobbiamo tornare ad avere a cuore la democrazia nel nostro Paese. È importante riuscirci perché il nostro Paese sta attraversando un fortissimo indebolimento democratico, ed è questo indebolimento la causa dei molti problemi nella politica italiana.

Il Partito Democratico ha bisogno di libertà.
Che non ci siano correnti al suo interno, che sia aperto trasparente e credibile, che sia il partito di tutti, che sia il partito delle promesse mantenute, che sia responsabile di quello che propone e riformista soprattutto di se stesso, che sia aperto al centrosinistra ma chiaro col proprio profilo.

Un partito che sia ambizioso e progettista, che abbia un forte impatto maggioritario ma sia chiuso alle convenienze elettorali, convinto che si possa aprire un lungo ciclo riformista e riesca a restituire dignità alla politica.
Un partito che sia riconoscibile per la sua credibilità e che sia orientato verso il futuro, che si dia delle regole chiare e comprensibili e faccia in modo che vengano rispettate.

Un partito che che denunci apertamente le ingiustizie e i soprusi, che rispetti le minoranze aprendosi al dialogo senza pregiudizi e sia responsabilmente inclusivo. Un partito che non sia discriminante verso le donne dando le stesse identiche possibilità tra i sessi. Un partito che sia laico.

Un partito che abbia a cuore i diritti di tutti. Un partito che sia Partito e Democratico.

La mozione è divisa in cinque punti salienti:

  • Apertura. Dobbiamo aprire l’Italia al futuro, alla modernità e alla crescita. Eliminare i monopoli, le corporazioni e le oligarchie renderebbero il nostro paese più competitivo. Riuscire ad avere un sistema aperto e trasparente ci farebbe crescere economicamente e socialmente. Modernizzando le reti, i trasporti e i mercati apriremo all’innovazione e al futuro. Rendere la pubblica amministrazione una controparte amica semplificherebbe moltissimo la vita dei cittadini e delle imprese. Superare il Digital Divide significa anche avere un’informazione più libera e pluralista. Diamo le stesse possibilità di crescita a tutti i ceti sociali ed economici, diamo la possibilità alle donne di poter distribuire i diversi carichi nella vita pubblica, familiare e lavorativa senza incidere negativamente nella loro dignità.
  • Coraggio. Dobbiamo avere il coraggio di combattere, e vincere, le sfide del nostro tempo. Un Paese in grado di cambiare in base al cambiamento della società, è un Paese destinato a vincere le battaglie che il futuro ci riserva. Un Paese che riconosca la laicità dello Stato ma che allo stesso modo riconosca la cultura cristiana della sua gente e rispetti in egual misura i credenti e i non credenti. Un paese che offra la possibilità di scelta nel determinare i trattamenti sanitari alla propria cittadinanza. Un Paese in cui vige il principio di autodeterminarsi, in modo che ogni cittadino sia in grado di soddisfare il proprio progetto di vita. Un Paese eticamente attrezzato per attuare delle politiche sostenibili per l’ambiente. Un paese in grado di risolvere il problema edilizio con regole di salvaguardia per gli affitti e il social housing.
  • Merito. Vogliamo un’Italia che metta al primo posto il merito e la responsabilità dei propri cittadini, dando loro la possibilità di esprimersi al meglio. Vogliamo un’Italia che valorizzi la ricerca e produca innovazione. Per farlo abbiamo bisogno di Università organizzate e moderne, valutate e finanziate in modo da competere con i migliori atenei del mondo. Vogliamo un’Italia dove la classe dirigente sia selezionata in base alla capacità, una classe dirigente che venga valutata e premiata in base alla responsabilità che si assume. Vogliamo un’Italia dove i giovani vengano valorizzati e incentivati con la concessione di mezzi per supportare il loro lavoro. Vogliamo un’Italia senza la paura di veder partire i propri talenti, ma pronta ad attrarne altrettanti dall’estero.
  • Protezione. Vogliamo essere una società coesa e forte. Una società dove prevale la legalità e il rispetto delle regole. Una società che garantisca la sicurezza ai cittadini: la sicurezza personale, la sicurezza sul posto di lavoro, la sicurezza sulle strade e nelle città, la sicurezza di una protezione civile in grado di anticipare gli eventi, non soltanto di gestirne le conseguenze. Una società dove la Giustizia funzioni con rapidità, efficienza ed uguaglianza per tutti i cittadini. Una società dove la pena per i condannati sia certa ed applicata, ma sia sempre rispettata la dignità dei detenuti. Una società capace di battere la criminalità, la corruzione e l’evasione fiscale, una società in grado di vincere la battaglia contro l’inquinamento e i rifiuti, e che salvaguardi il territorio e le sue bellezze artistiche e naturali. Una società in grado di prendersi cura della comunità perché si prende cura di tutti i cittadini.
  • Libertà. Vogliamo un Paese che sia Democratico e partecipativo. Vogliamo un Paese dove le istituzioni siano credibili: una politica con strumenti efficaci se si è al governo, e uno strumento di controllo efficace per chi sta all’opposizione, ed entrambe siano sottoposte al vaglio continuo dell’elettorato. Vogliamo un Paese dove i partiti non siano i padroni delle istituzioni e dove al cittadino siano dati validi strumenti per esprimere la propria opinione. Vogliamo un Paese dove l’informazione sia libera e pluralista, e risponda solo all’opinione pubblica e mai al potere. Vogliamo un Paese dove i parlamentari vengano scelti dalla cittadinanza e non dalle oligarchie, dove il potere sia conteso ed espresso chiaramente con trasparenza e lucidità pronto ad essere valutato dall’opinione pubblica.

La mozione non finisce ovviamente così anche se è già parecchio esplicativa e chiarisce benissimo i punti salienti del Marino-pensiero. Tenterò di spiegarla a modo mio e di non essere ripetitivo facendomi capire nel miglior modo possibile.

Il Partito Democratico che vorremmo è un partito non-partito, cioè qualcosa di molto simile alla cognizione che si ha della Rete. Provate ad immaginare Internet senza la cooperazione, la partecipazione e la collaborazione degli utenti: sembra una stanza vuota senza porte ne’ finestre. È così oggi che vedo il Partito Democratico: una stanza senza finestre.

Prima di scegliere Marino come candidato mi sono posto mille domande: aprendo il partito alle basi, cosa comporterebbe in termini di cambiamenti? creando un partito che possa essere partecipativo, riusciremmo ad essere credibili? cercando di promuovere la validità del voto all’interno della dirigenza, che ne sarà della vecchia nomenclatura? come reagirebbero ad un probabile cambio generazionale?  se ci saranno problemi all’interno del partito – e ce ne saranno, garantito – come si comporterà la segreteria con chi non accetta il voto maggioritario? nel caso di “personaggi noti” si useranno due pesi e due misure? saremmo credibili davanti all’opinione pubblica? riusciremmo a sconfiggere il centrodestra? perché non Franceschini se consideri che la Serracchiani sta con lui? e perché non Bersani, visto che lo reputo uno dei migliori ministri che l’Italia abbia mai avuto? e via di questo passo.

La risposta che mi sono dato alla fine è semplicemente “Marino è quello giusto“. È quello giusto perché crede in un Pd diverso da quello finora visto, diverso perché vuole aprire il partito alla comunità, e diverso perché gli uomini son diversi, migliori… forse.

La libertà di voto, secondo me, è la scelta migliore in tutte le civiltà democratiche. Il voto per esprimere una mozione o per esprimere una maggioranza di idee e convinzioni, già di per sé è l’ideale per garantire un pluralismo e un efficienza di governo veramente democratico. La coesione di una gruppo politico passa necessariamente dalla coerenza intellettuale e ideologica: ed è questo che Marino ha in mente. Un partito che sia partecipativo significa mettere il cittadino nelle condizioni di scegliere cosa va meglio per il suo presente e per il suo futuro. Una politica del merito rende responsabili i cittadini, se poi si contrappone a persone che hanno voglia di far bene perché nella loro vita professionale hanno fatto benissimo, allora la politica del merito sarà la sola strada percorribile per superare la crisi che ci attanaglia.

Rendere la giustizia migliore, efficace e veloce, significa meno sprechi e dare più valore al lavoro della Magistratura. Credere che la certezza della pena è possibile, non solo ci fa sentire più tranquilli – e quindi migliorare la nostra sensazione di sicurezza – ci fa sentire anche più sicuri nelle potenzialità delle forze dell’ordine. Aumentare la vigilanza sul posto di lavoro, porta ad una sicurezza normalizzata e con molti meno incidenti dalle tragiche conseguenze.

Avere degli organi d’informazione liberi e pluralisti, significa avere un’informazione più vera e meno istituzionalizzata. Vivere in un Paese laico significa dare le stesse libertà di scelta e di culto a tutti i cittadini, e non, come dicono in tanti, essere contro la Chiesa: la fede è libera per Costituzione, ma lo Stato deve agire autonomamente dalla religione, con le sue leggi e le sue regole. Credere che un partito aperto sia possibile, non solo ci fa sentire parte di un immenso progetto chiamato “Comunità“, ma ci dà la possibilità di rendere più partecipe il cittadino alla vita politica con l’ovvia possibilità di ridare dignità alla politica italiana.

Abbattere il divario digitale è una scelta obbligata se vogliamo innovarci e rinnovarci. Internet è oggi il miglior sistema per la fluidità dei contenuti e della libertà di opinione, chiuderlo ad una larga parte della popolazione significa non renderli partecipi della vita pubblica. Aprire il sistema pubblicitario comporta una maggiore concorrenza, se attuato in tutti i campi comporta meno rischi e più competitività. Incentivare i giovani con sistemi che valorizzino le idee, tende a responsabilizzarli e farli crescere professionalmente. Innovazione significa soprattutto credere nei giovani pensando al futuro. Rinnovamento significa contendere la politica dei molti a scapito dei pochi oligarchi. Valorizzare la ricerca scientifica significa guardare al presente coscientemente, e al futuro positivamente. Fare una buona legge per l’istruzione significa dare un futuro ai nostri figli.

Questa è la Marino in pillole, spero sia stata abbastanza chiara come sintesi e spiegazione. Per chi invece ha la curiosità di leggersi tutta la mozione (e mi fa piacere che vi abbia incuriosito), la trova qui oppure sul sito di Scelgo Marino a questo indirizzo.

Per concludere, io ci provo, sono convinto di aver fatto la scelta giusta e mi sto attivando per promuovere il Senatore Marino anche al di fuori della cerchia di amici e parenti. Voi siete i miei lettori ed ho una stima particolare nei vostri confronti, non voglio convincervi che Marino è l’unica scelta possibile o il miglior candidato possibile, ognuno di voi ha un cervello che funziona ed in grado di capire autonomamente le differenze. Io voglio solamente mettervi davanti ad una scelta che riguarda anche il vostro futuro. Se il futuro possiamo gestirlo assieme, perché non prendere al volo questa possibilità?

Io voto Ignazio Marino alle Primarie del Partito Democratico del 25 ottobre, valutate voi se fare una scelta uguale alla mia o rimanere con le stesse facce per i prossimi anni. Sta a voi la scelta, io la mia l’ho già fatta.

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