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PD, MARINO: SENZA CONFRONTO, PRIMARIE ALL’ITALIANA. FRANCESCHINI RIMANDA, BERSANI TACE
Cesena, 6 settembre 2009 – “Il Partito democratico guarda ad Obama, ma poi se proponi le primarie all’americana, con un confronto diretto sui programmi dei candidati, Franceschini rimanda a dopo i congressi dei circoli e Bersani tace. Queste sono le primarie all’italiana”. Così il candidato alla segreteria del PD Ignazio Marino, a margine di un incontro con i cittadini di Cesena, torna sull’ipotesi di un confronto a tre con Franceschini e Bersani. “Ma che senso ha la proposta di Franceschini di realizzarlo dopo i congressi dei circoli, peraltro a distanza, con tre discorsi distinti? – si chiede Marino – è questo il rispetto che il segretario del più grande partito d’opposizione italiano ha per i suoi iscritti? Io credo che la proposta di Pippo Civati, di realizzare il confronto il 20 settembre a Firenze, ospiti nella città governata da Matteo Renzi, vada accolta senza timori”.

Questo è il testo del comunicato stampa che ha appena diramato Ignazio Marino a fronte della proposta di ieri, all’assemblea dei Mille, di Pippo Civati con cui si chiedeva ai tre candidati di confrontarsi apertamente il 20 settembre a Firenze. Dario Franceschini aveva risposto che ci sarebbe stato un confronto, l’11 ottobre, alla fine della prima fase congressuale, mentre si attende ancora la risposta di Pier Luigi Bersani.

Fare un confronto diretto per una importante carica pubblica, com’è quella di segretario del primo partito d’opposizione italiano, secondo me è il modo migliore per informare i cittadini di cosa stanno facendo e di cosa vogliono fare concretamente nel futuro i candidati. Riempirsi la bocca di proposte di democrazia solo in campagna elettorale, senza poi dar seguito alle vere esigenze democratiche di un paese che si reputa tale, è un modo come un altro per rimanere sempre sulle stesse posizioni senza mai rinnovarsi ed innovarsi.

Quando Franceschini dice che il confronto ci sarà, ma solo l’11 ottobre, cioè dopo che i circoli hanno espresso il loro voto per le mozioni, e a pochi giorni dalle primarie, e soprattutto in un confronto non diretto ma ognuno con un dibattito solitario che sarà solamente un discorso elettorale senza la possibilità di dibattito, ebbene, questo non è un confronto, è solo l’ennesima campagna elettorale assolutamente banale e senza possibilità di riscontro sulle diverse mozioni.

Il Partito Democratico deve crescere, ma devono crescere soprattutto i loro leader. Che dire: auguri!

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