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«Inciucio», lo definisce spregiativamente il terzo incomodo, ovvero Ignazio Marino. Il senatore-chirurgo, infatti, si è andato convincendo che Franceschini e Bersani sigleranno un patto prima ancora dell’esito congressuale e che, probabilmente, al primo dei due spetterà il posto di capogruppo del Pd a Montecitorio nel caso in cui l’ex ministro del governo Prodi ottenga la vittoria. Aria di «inciucio» o di compromesso che dir si voglia, l’ha sentita anche Walter Veltroni, il quale, non a caso, si è defilato dalla battaglia congressuale: dicono che non sia bastato l’attacco di Franceschini a D’Alema («è uno scorpione») per togliergli il dubbio che nel partito, chiunque vincerà, non cambierà niente. Ed è stata letta in quest’ottica anche l’uscita dell’altro ieri di Fassino, il quale ha dato il via libera a Vasco Errani per il terzo mandato di governatore dell’Emilia. Errani, cioè, uno dei massimi sponsor di Bersani.

[Via Pordenone per Marino]

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