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Si racconta, nel giro buono di Montecitorio, che almeno una quarantina di deputati del PdL starebbero con Fini in vita natural durante. Non è una notiziona da far uscire le edizioni straordinarie, ma è una notizia che andrebbe rivalutata sotto molteplici aspetti.

Tra un mese accadranno due cose importantissime per il proseguo democratico italiano: la Consulta si pronuncerà definitivamente sulla costituzionalità del Lodo Alfano, e il Pd avrà il suo nuovo segretario. Se le cose andranno come stanno adesso, la Consulta boccerà il lodo salva-Berlusconi, e D’Alema, pardon Bersani, sarà il segretario del Partito Democratico. E quindi le oscillazioni politiche muteranno non poco.

Se già da adesso ci sono scintille tra il PresdelCons e il PresdelCam, immaginiamo cosa potrebbe succedere se il famoso Lodo Alfano non venisse approvato dalla massima carica giuridica italiana: Fini si porterebbe dietro quei quaranta deputati a lui fedeli, e il Governo, con 295 voti favorevoli e 315 contrari*, sarà condannato a cadere irrimediabilmente.

E qui entra in ballo il tandem D’Alema-Bersani: credete che dopo l’esperienza del ’95 D’Alema si lasci sfuggire questa ennesima occasione di tornare a governare la Nazione? Ma non se lo lo farà ripetere due volte! Quindi, se siamo capaci di imparare dagli errori passati, dovremmo fare in modo di non permettere a D’Alema di occupare la poltrona di segretario nel Pd – e stavolta non sbaglio -, ma dobbiamo fare in modo che il prossimo segretario del primo partito d’opposizione italiano non sia uno dei soliti vecchiacci della sinistra degli ultimi 15 anni, ma che sia un volto nuovo a cui è ancora impossibile scoprire gli scheletri nell’armadio.

Ci vediamo dopo il 25 ottobre, per entrambi i casi.

* conti fatti su 610 deputati totali, 335 alla maggioranza e 275 all’opposizione, in base ai votanti dell’ultima fiducia del 14 maggio scorso.

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