• Ma di che stiamo parlando: di migliorare la regolamentazione delle primarie oppure forzare le già assurde regole per far prosperare gli ancor più assurdi apparati?
    Credo che Ignazio Marino abbia fatto bene a non accettare questa proposta, anche e non solo perché noi sostenitori abbiamo lavorato in base a queste regole (congressi dei circoli, assemblea provinciale, regionale, convenzione nazionale, assemblea nazionale…), e avvilire il lavoro di migliaia di democratici solo per il piacere di pochi non è “simpatico”.
    Qualcuno ha già detto che con le attuali regole esiste la concreta possibilità che i due sconfitti si mettano d’accordo per far fuori il vincitore. A parte il fatto che caso mai è vero il contrario (le primarie americane ne sono un esempio), inoltre da che mondo è mondo gli sconfitti in politica si sono sempre alleati per far le scarpe al cavallo vincente
  • Michael Ledeen dichiara che la fonte è "execellent": pare che l'Ayatollah Khamenei sia in coma o addirittura morto.
  • Con questo non voglio dire che finché abbiamo il porcellum un partito grande come il Pd deve azzerare il dissenso interno su qualsiasi cosa e diventare il Pcus. Ci sarebbero degli strumenti fruibili già dalle prossime politiche per aumentare il pluralismo e ridurre il fenomeno della “sindrome da tradimento” – comporre le liste attraverso elezioni primarie, una promessa fatta da tutti e tre i candidati leader – ma il nodo della questione è dove tracci la linea, quale sia il limite: prima o dopo Carlo Giovanardi? Prima o dopo Maurizio Gasparri? Prima o dopo Paola Binetti? Perché se l’unico criterio è una vaga “tutela del pluralismo” allora non vedo perché dobbiamo tenere fuori dal partito le posizioni di Borghezio.
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