Tag

, , , ,

Ieri ho inviato una mail al Sen. Francesco Rutelli:
Egregio Senatore Rutelli, apprendo dalla stampa e dal suo sito, che si sarebbe dimesso dal Pd. Mi aspetto naturalmente che si dimetta anche dalla carica di Senatore, carica la quale Lei è stato eletto nelle liste del Partito Democratico capolista in Umbria. Per cui, con coerenza, dovrebbe anche lasciare quella carica perché è sotto il Pd che Lei si è candidato ed è stato eletto, Pd che Lei oggi ha deciso di mollare.

Cordialmente

Jack Lagona

La risposta di Rutelli non si è fatta attendere:

Gentile amico/a,

rispondo alla sua, come alle altre mail che richiedono le mie dimissioni dal Parlamento. Questa richiesta è infondata; cercherò di risponderle con gentilezza e precisione.

Il PD ha eletto circa 340 Parlamentari. Anche lei potrà convenire che nel 2008 io sono stato candidato ed eletto grazie ai consensi, la storia politica e l’integrità delle mie convinzioni ed azioni: rispetto al risultato elettorale del PD, questo patrimonio non è stato pari né a un ventesimo, né a un trecentoquarantesimo! Non trova?

Né potrebbe definirmi un “nominato”: pur non avendo potuto ottenere – come tutti – consensi personali, a causa della pessima legge elettorale, ho piuttosto concorso a “nominare” parecchie decine di deputati e senatori in virtù della forza dei consensi di cui ero portatore, a vantaggio del PD.

Se fosse questo il tema, dunque, sarei largamente “in credito”; considerando il largo numero di militanti, eletti ed elettori che mi seguirono nel 2008 a sostegno del PD e che, purtroppo, non potranno partecipare a quel disegno di un grande Partito Democratico aperto, inclusivo e in crescita che ha rappresentato l’aspirazione di tanta parte della mia vita politica. Per realizzarlo non ho esitato a sciogliere il partito di cui ero il Presidente eletto, la Margherita – DL, un partito che non è mai sceso sotto il 10% dei voti. Spero anch’io che avremo un Parlamento in cui ciascuno possa eleggere direttamente il proprio rappresentante (anche se non mi illudo che la destra lo renderà facilmente possibile).

Le ricordo due ultime cose, che non tutti probabilmente conoscono. Io sono sempre stato eletto con voto popolare: Sindaco di Roma, con i più ampi consensi mai ricevuti in tutte le elezioni tenute nella Capitale in questi 16 anni (ma anche nelle elezioni perdute due anni fa, con oltre centomila voti dati solo alla mia persona e alle liste con il mio nome) e, in tutte le altre elezioni, in base a voti di preferenza o in collegi uninominali. A quanti poi osservano che in trent’anni, prima del PD, io ho aderito a tre partiti (radicali, verdi, Margherita), faccio notare che non si tratta proprio di un’anomalia. E faccio un paio di esemplificazioni. La Bindi – come tutti gli ex democristiani – ha aderito a: DC (dall’inizio, con Andreotti), PPI, Margherita; Pierluigi Bersani, al PCI, al PdS, ai DS. Non è certamente titolo di demerito per loro, né per me.

Mi auguro che il PD possa avere buoni risultati. E spero di contribuire a portare nuove energie e speranze, in un cammino che giudico indispensabile per sconfiggere il populismo di destra, e per rendere migliore il nostro paese.

Grazie, con i migliori saluti,

Francesco Rutelli

Mica potevo star zitto:

Carissimo Senatore,
non sono d’accordo con lei perché si è candidato con il Pd, non come autonomo. Per cui, ancora una volta, le rinnovo le dimissioni.

Rispondendo ad una sua richiesta: non credo sia motivo di vanto perdere a Roma come ha perso lei, del resto si sa che in politica anche perdere malamente è un motivo di vanto, soprattutto se il premio è il COPASIR.

Cordialmente

Jack Lagona

Annunci