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Sto cercando di far approvare al Consiglio comunale di Cordenons, questo documento per la prevenzione e la lotta all’omo-transfobia in Italia. Sono sempre più convinto che un documento del genere sia basilare per la lotta alle omofobie nel nostro Paese, e se riuscissimo a farlo passare in tutti i consigli comunali e provinciali vicini alle nostre città, molto probabilmente avremo un piano nazionale che tuteli i cittadini dalle discriminazioni omofobiche.

Se credi che la mozione sia importante, e potresti portarla nel tuo Consiglio comunale (o provinciale o regionale), scaricati la versione per word processor e personalizzala in base alle tue esigenze. Più i consigli locali approveranno questa mozione, molte più probabilità di farla accettare dal nostro Governo ci saranno. La lotta alle discriminazioni è un dovere di tutti.

MOZIONE

per la prevenzione e la lotta all’omo-transfobia

Premesso che:

Il Parlamento Europeo il 18 gennaio 2006 ha approvato la risoluzione P6_TA(2006)0018 in cui:

invita con insistenza gli Stati membri a condannare con fermezza i discorsi omofobici carichi di odio o le istigazioni all’odio e alla violenza;

condanna con forza ogni discriminazione fondata sull’orientamento sessuale;

chiede agli Stati membri di adottare qualsiasi misura ritenuta opportuna nella lotta all’omofobia e alla discriminazione basata sull’orientamento sessuale;

sollecita vivamente agli Stati membri a intensificare la lotta all’omofobia mediante un’azione pedagogica e anche per via amministrativa, giudiziaria e legislativa;

Il Parlamento Europeo il 15 giugno 2006 ha approvato la risoluzioneP6_TA(2006)0273 in cui:

invita gli Stati membri a lanciare campagne e progetti in tutti i settori e a tutti i livelli, in particolare nei mezzi d’informazione e nelle scuole, al fine di promuovere la diversità culturale come forma di ricchezza e di dinamismo economico, la parità di genere, la lotta contro la discriminazione, la tolleranza, il dialogo e l’integrazione;

Il Parlamento Europeo il 26 aprile 2007 ha approvato la risoluzione P6_TA(2007)0167 in cui:

indice per il 17 maggio la Giornata internazionale contro l’omofobia;

ribadisce che l’Unione Europea è innanzitutto una comunità di valori, in cui il rispetto
dei diritti umani e delle libertà fondamentali, la democrazia e lo stato di diritto,
l’uguaglianza e la non discriminazione sono fra i valori che più contano;

chiede la depenalizzazione mondiale dell’omosessualità;

La Costituzione della Repubblica Italiana (art. 3) stabilisce che:

tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani all’articolo 2, comma 1 recita: “Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione.”

La Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea (2000/C 364/01) all’articolo 1 recita: “La dignità umana è inviolabile. Essa deve essere rispettata e tutelata”. E all’articolo 21 ribadisce: “È vietata qualsiasi forma di discriminazione fondata, in particolare, sul sesso, la razza, il colore della pelle o l’origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l’appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, gli handicap, l’età o le tendenze sessuali”.

Evidenziato che:

• Il 17 maggio del 1991 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato l’omosessualità una “variante naturale del comportamento umano”.

• Presso l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite è in preparazione la discussione sulla proposta dell’Unione Europea di depenalizzazione universale dell’omosessualità, comprensiva della richiesta di una moratoria delle pene che molte persone nel mondo subiscono a causa della loro omosessualità;

• Presso il Parlamento Europeo è in preparazione una specifica direttiva sulla prevenzione e la lotta all’omofobia;

• Presso la Commissione giustizia della Camera è allo studio un testo unificato per introdurre nel codice penale l’aggravante inerente all’orientamento sessuale della persona offesa dal reato e all’identità di genere (tale norma, se approvata, potrebbe colmare la grave lacuna dell’omissione di qualsiasi forma di protezione contro atti o comportamenti dettati dall’omofobia e dalla transfobia nei delitti motivati dall’odio contro minoranze oggetto di pregiudizi diffusi; alle conseguenze dell’atto delittuoso, si aggiunge infatti un chiaro intento volto a terrorizzare e ad escludere dalla vita sociale un’intera categoria di individui);

• I dati più recenti pubblicati nel rapporto del 2009 dell’Agenzia UE per i diritti fondamentali (ha sostituito l’Osservatorio europeo dei fenomeni di razzismo e xenofobia) dimostrano che l’omofobia e la transfobia sono fenomeni socialmente in piena diffusione nei paesi europei ed in molti casi tollerate se non sostenute apertamente da esponenti politici ed istituzionali. La situazione appare particolarmente preoccupante rispetto ai crimini di odio a sfondo omofobico e transfobico, con un particolare riferimento al bullismo nelle scuole e nelle istituzioni educative, luoghi fondamentali di formazione dell’individuo e della cittadinanza.

Dallo stesso rapporto emerge anche una preoccupante casistica di molestie a scuola e negli uffici, di aggressioni e licenziamenti ai danni di omosessuali e, più in generale, una difficoltà sempre maggiore per le persone omosessuali o transgender di vivere la propria “quotidianità” senza esser vittima di discriminazioni di vario tipo.

Una cultura diffusa ancora oggi anche in Italia spinge a considerare le persone omosessuali e transgender come perverse o malate, rendendole spesso oggetto di scherno e discriminazione e obbligandole a nascondersi e spesso a rinunciare, per paura di essere scoperti, al diritto di denunciare maltrattamenti, percosse, furti o ricatti.

Tenuto conto che:

• le istituzioni governative non hanno mai definito e promosso specifiche politiche contro le forme di discriminazione contro le persone omosessuali o transgender;

• le difficoltà per le persone omosessuali e transgender hanno spesso inizio sin dalla scuola, dove non sempre vi sono insegnanti “preparati a identificare e affrontare questi problemi” e i programmi scolastici tendono a non affrontare l’argomento;

• la lotta all’omofobia e alla transfobia non riguarda solo le persone omosessuali e transessuali, ma interessa l’autorità pubblica e la volontà collettiva della società;

• esiste una grave mancanza di dati statistici utili al fine di valutare l’efficacia e l’impatto delle politiche legislative, mancanza dovuta in parte al fatto che l’orientamento sessuale è ancora un argomento in emersione, sostanzialmente ignorato dal dibattito pubblico;

• I ripetuti e recenti episodi di violenza e di aggressione omofobica e transfobica dimostrano senza ombra di dubbio e con drammatica evidenza il clima di intolleranza e insicurezza cui è sottoposta l’intera categoria dei cittadini omosessuali o transgender.

Il Consiglio Comunale di Cordenons

Plaude e sostiene

l’iniziativa dell’Italia di aderire alla proposta di decriminalizzazione universale dell’omosessualità presso l’Onu, presentata dalla presidenza di turno francese dell’Unione Europea, e accolta da tutti gli altri Paesi dell’Unione Europea.

Invita il Governo italiano:

• a predisporre una vasta campagna comunicativa e socio-culturale per contrastare il fenomeno dell’omofobia e della transfobia, che preveda iniziative formative nelle scuole, nella pubblica amministrazione, tra le forze dell’ordine nonché nei luoghi di lavoro con specifici programmi di “diversity management”;

• a dotare l’Istat dei fondi necessari per il finanziamento dell’indagine contro le discriminazioni per orientamento sessuale, cancellando il taglio apportato per finanziare l’abolizione dell’Ici;

• a promuovere l’introduzione nei programmi scolastici di ogni ordine e grado di elementi formativi che conferiscano agli studenti autonomia e capacità d’analisi, nonché spirito critico contro ogni forma di violenza e di discriminazione sessuale, ai fini della promozione di una reale autodeterminazione delle persone e a verificare che le istituzioni scolastiche controllino il materiale scolastico adottato dai docenti affinché non contenga stereotipi sessisti o discriminatori.

Impegna la Giunta comunale:

• ad adottare iniziative utili a far si che la giornata mondiale contro l’omofobia abbia nel Comune di Cordenons un’adeguata risonanza e veda il massimo coinvolgimento delle istituzioni comunali

• a promuovere, anche in coordinamento con le associazioni e gli organismi operanti nel settore, iniziative destinate a sensibilizzare l’opinione pubblica verso la cultura delle differenze, la prevenzione e la condanna degli atteggiamenti e dei comportamenti di natura omofobica e transfobica;

• a promuovere, in collaborazione con gli organismi istituzionali di competenza, interventi nella scuola, perché istituzione deputata all’educazione dei futuri cittadini ad una cultura delle diversità e quindi luogo principale per lo sviluppo di iniziative dedicate alla lotta contro le discriminazioni.

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