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Vedo una certa analogia tra i processi per mafia ad Andreotti di quindici anni fa, e le accuse di Gaspare Spatuzza nei confronti di Berlusconi l’altro giorno a Torino. L’analogia è solamente teorica naturalmente, però mi richiama alla mente quel periodo di prima repubblica quando il Divo era capo indiscusso della politica italiana.

Mi ritornano in mente le stragi di Totò u curtu nella Palermo degli anni ’80, quando il politico di riferimento in Sicilia era Salvo Lima, assassinato anche lui perché il boss a Roma stava accantonando Riina dalla vita economica e politica nazionale. È stato il periodo più buio per il nostro Paese quello a cavallo tra gli anni ’80 e gli anni ’90: sotto attacco dalla mafia che sperava di ritornare al potere con le stragi, sotto attacco il Parlamento da una magistratura che tentava di portare alla luce gli inciuci tra corruzione e poteri politici. La storia spesso è ricorsiva.

Spatuzza l’altro giorno diceva che con «quello di Canale 5 abbiamo chiuso tutto e ottenuto quello che volevamo grazie alla serietà delle persone che ci hanno messo il Paese nelle mani»: parole molto simili a quelle usate dai pentiti anni fa contro Andreotti. Ma se per Andreotti c’è voluta una legge del governo (Berlusconi, ndr) per far cadere in prescrizione gli ultimi processi, per il premier non sembra così facile data l’ostilità nei suoi confronti anche dalle frange interne alla sua coalizione di Governo.

Le accuse dell’ex uomo d’onore sono tutte da accertare e da provare, ma se per Andreotti ci sono voluti dieci anni perché si chiarissero gli intrecci tra mafia e politica, per l’attuale capo del Governo sembra prendere una piega ben diversa rispetto agli anni scorsi. Ormai Berlusconi è attaccato da più parti – leggi ad personam, mafia, corruzione – e pare sempre più prossima la sua dipartita dalla vita politica italiana, nello stesso tempo però questi attacchi sembrano fortificarlo perché ci sono i media di sua proprietà a fare campagna denigratoria contro i cosiddetti “comunisti”, e si sa, il potere mediatico è forte in un Paese come il nostro, specie se in regime monopolista. Ma nessuno è capace di reggere sotto i riflettori vita natural durante, nemmeno il miglior capo del Governo degli ultimi 150 anni.

Update: è certamente un caso che i due boss Giovanni Nicchi e Gaetano Fidanzati siano stati arrestati proprio all’indomani delle accuse di Spatuzza. Lo stesso identico caso per cui la destra invoca ai magistrati comunisti ogni qual volta viene aggiunto Berlusconi al registro degli indagati dopo una manifestazione in piazza. Sono sempre analogie.

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