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Quando si hanno dei figli mongoli è meglio restarsene a casa“. Infastidito dal gioco di una bimba down seduta nel tavolo vicino, il cliente di una pizzeria di Treviso ha apostrofato così i suoi genitori. Per non turbare ulteriormente la bambina, lì per lì il padre non ha reagito all’offesa ma, non volendo far passare sotto silenzio questo “atto di inciviltà”, ha scritto una lettera alla Tribuna di Treviso.

L’ho fatto perché simili scene non accadano più – spiega il papà – in un istante quell’uomo è riuscito a rovinare una tranquilla serata, ma non ho voluto che mia figlia assistesse a una scenata che avrebbe trasformato un bel ricordo in un trauma”.

La famiglia – padre, madre e quattro bambine dai tre ai nove anni – aveva appena finito di mangiare la pizza e, in attesa del caffé, una cameriera intratteneva la più grande facendola giocare con dei ritagli di carta. Un foglietto è inavvertitamente volato sul tavolo vicino, dove un signore stava cenando insieme alla famiglia e ad alcuni amici, cadendo vicino ad un piatto: la reazione è stata quella frase brutale e intollerante che ha creato il gelo e di fronte alla quale nessuna delle altre persone sedute al tavolo ha reagito.

“Cose del genere non devono succedere – dice il titolare della pizzeria – se avessi assistito alla scena avrei allontanato quel cliente arrogante e cattivo. Di clienti così facciamo volentieri a meno”.

[Grazie a Gianni Ghiani per la segnalazione]