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Pierre de Coubertain diceva che l’importante è partecipare, mentre un altro mantra sportivo dice che all’avversario bisogna dare sempre almeno una possibilità per vincere. Probabilmente i democratici americani hanno preso il peggio di entrambe le frasi per le elezioni suppletive in Massachusetts: le quali, come già sapete, dovevano essere una semplice formalità per colmare il posto lasciato vacante al Senato da Ted Kennedy in agosto. E invece la scelta della gente del New England si è trasformata in un vero boomerang per la riforma sanitaria voluta a tutti i costi da Obama.

Il Massachusetts è una roccaforte dei Kennedy da oltre mezzo secolo – JFK e Ted dal ’52 al 2009, quindi nemmeno i bookmaker inglesi avrebbero scommesso un penny sul candidato repubblicano Scott Brown, avvocato e Senatore dello Stato, dando per scontato l’elezione della democratica Martha Coakley, procuratore capo del Massachusetts. Ecco spuntare però il mantra dello sportivo (o legge di Murphy, fate voi): i democratici non fanno campagna elettorale fino a 15 giorni fa, e Brown ne ha approfittato per saldare vecchi rapporti, stringere mani alla gente comune e ai sostenitori ben organizzati. Morale della favola, Brown vince col 52 per cento contro il 47 per cento della Coakley.

Le ripercussioni sulla presidenza Obama non tarderanno a farsi sentire, e se in Senato la maggioranza è ancora saldamente ai democratici con 59 seggi (uno in più rispetto all’elezione di Obama), non si può non notare che tra dieci mesi, a novembre, ci saranno le elezioni di medio termine dove si eleggeranno tutti i deputati e un terzo del Senato.
La riforma sanitaria del piano presidenziale, dunque, passa non solo dalla fine dell’anno, ma soprattutto dalla forza che avrà questa amministrazione nel capovolgere una situazione che – in questo momento – dire disastrata è probabilmente esatto. Ma gli States ci hanno insegnato che gli elettori cambiano idea ogni due per tre, quindi anche Obama, lavorando sodo, potrà arrivare al traguardo che fu di Bill Clinton prima di lui. Clinton naturalmente non aveva perso i governatori in Virginia e New Jersey, però…

Nel 1994 Clinton perse entrambe le Camere alle elezioni di mid-term, ma fu rieletto due anni dopo staccando di quasi dieci punti l’allora candidato repubblicano Bob Dole. E se allora Clinton non riuscì ad avviare la sperata riforma sanitaria tanto voluta dalla first lady Hillary Rodham, oggi la Hillary Clinton è Segretario di Stato del Presidente Obama, quindi due personaggi fortemente votati verso la sanità all’europea. Ce la faranno? Io credo che con molte difficoltà e con alcuni ridimensionamenti al Congresso, questa benedetta legge passerà e sarà effettiva entro l’anno. Certo, siamo in periodo di vacche magre e gli elettori non hanno perdonato a Obama di aver dato più peso ai banchieri che alla povera gente. Ma l’economia sta iniziando a rialzarsi e se si arriva con lo stesso passo alle votazioni finali la legge passerà, non senza patemi e je d’accuse dell’uno e dell’altro partito, ma passerà. Se poi crolla nuovamente l’economia e la disoccupazione tende più al rialzo che al ribasso, beh, a quel punto bisogna cercare soluzioni alternative.

Secondo voi cosa cambierà per Obama con la sconfitta inMassachusetts?