OpenWorld

Il futuro è libero

Ci siamo trasferiti

Gli articoli, le pagine e le notizie di OpenWorld, adesso le trovate nel nuovo sito openworldblog.org, se invece ci leggete tramite i feed rss, il nuovo indirizzo è openworldblog.org/feed. Se invece venite da una fonte esterna, troverete la stessa notizia cercandola sulla casellina di ricerca in home page.
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The articles, pages and news of OpenWorld, now may find the new site openworldblog.org, if we read through the rss feed, the new address is openworldblog.org/feed.  If, however, come from an external source, you’ll find the same headlines get the search box on the home page.

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Giovedì, 15 Gennaio 2009 22:41 52 Pubblicato da Jack | Notizie | | Ancora nessun commento.

Il business del gratuito

L’economia del “gratuito” è ormai un dato assodato: «Non una scelta ma una necessità a partire dal momento in cui l’esborso primario di un’azienda diventa qualcosa che abbia a che fare con il silicio». A dirlo non è l’uomo qualunque, ma un personaggio che della Freeconomics ne ha fatto un arte. Chris Anderson – direttore di Wired e teorico della “Coda lunga” -, nel suo ultimo libro – “Free” – non ancora pubblicato, ma largamente anticipato da un suo articolo proprio su Wired, inscena l’economia incentrata sul gratuito partendo dal web: il Web cambierà il mondo, e la Freeconomics farà la stessa cosa.

Alcuni esempi ci riguardano da vicino. Mettiamo il caso del computer: hardware e software amalgamati in un unico involucro che ci permettono di fare tutto. Di cambiare il mondo con il web. Il software rappresentato dal sistema operativo, cuore e anima di ogni computer, oggi non è più solo proprietario quindi a pagamento, ma può essere – lo è già – gratuito. Parliamo di Linux: il sistema operativo aperto e concentrato nel gratuito.
Parliamo del software che gira all’interno dei sistemi operativi – sia proprietari che liberi: un grande assortimento di guazzabugli spesso senza oneri se non quello di usarlo e segnalarne le anomalie agli sviluppatori.
Parliamo dei database per i siti web, ma non solo, dove il capo indiscusso è MySql acquisito da Sun per un miliardo di dollari all’inizio dello scorso anno, prevalentemente gratuito a parte qualche clausola per il commerciale, parliamo anche – ma soprattutto – di SQLite: database innovativo, aperto, gratuito e di pubblico dominio, sponsorizzato tra l’altro da Mozilla, Symbian e Adobe, ne fanno – oggi – uno dei più affidabili e usati database al mondo… del web chiaramente.

Ma parliamo anche di telefonia. Android, il sistema operativo nativo per cellulari sviluppato da Google, è l’oggetto dei desideri di qualsiasi geek alle prime e alle ultime armi. Gratuito, aperto, modificabile e infinitamente adattabile ad ogni circostanza. Tanto che il primo G-1 è bruttino esteticamente, ma sin da subito Htc e T-Mobile hanno creduto al progetto. Come crede al progetto Motorola con la prossima generazione di cellulari basati su Android.
Gtatuito dicevamo, lo è anche Android. E lo sono anche le migliaia di applicazioni create appositamente per il G-Phone, raggruppate nello store Android Market sulla falsariga dell’AppStore di Apple e il suo iPhone. La differenza con iPhone è solamente nella conduzione delle applicazioni: tutte gratuite per Android, a pagamento alcune – la maggior parte – per iPhone. E queste applicazioni non sono state disegnate da Google, ma dai vincitori dell’Android Developer Challenge: un concorso ideato dalla stessa azienda di Mountain View, che ha riversato nelle casse dei vincitori la somma di 10milioni di dollari. Quindi un’applicazione per l’utente, creata dall’utente. Tutto scaricabile gratuitamente. Dal web naturalmente.

Tutto per navigare sul web. Il cerchio si stringe attorno ad un unico caos tecnologico vivente: il web a misura d’uomo.

Ma come ci trasferiamo sul web in caso volessimo scaricare le gratuità della Grande Rete Globale? Ma con browser… anch’esso gratuito: Firefox il più famoso, Opera il più accattivante, e Chrome – il più intelligente – a breve anche per gli utenti del grande Core.
Google quindi. Da Re della ricerca, si trasforma a Re del tutto: “ci sono più di 3 miliardi di cellulari in funzione, e ogni anno il ricambio supera la soglia del miliardo, contro i 200 milioni di computer. Sono di fatto l’unico vero dispositivo tecnologico universale esistente, con il quale ormai più che telefonare si accede alla rete e ai suoi servizi”. Svelato il mistero? Certo, ma non solo. BigG ha fatto del gratuito il suo credo, come Anderson ha fatto de La coda lunga la sua linea di condotta verso tutto ciò che comporta la freeconomics.
Gratis è buono! Se diventa anche business…

Articolo pubblicato originariamente su Citynews.org


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Martedì, 13 Gennaio 2009 10:07 13 Pubblicato da Jack | Articoli | , , , , , , , , , , , | Ancora nessun commento.

links for 2009-01-06

Martedì, 6 Gennaio 2009 20:02 06 Pubblicato da Jack | Links | | Ancora nessun commento.

Neanche fossero il New York Times

Le cose preziose costano. In genere occorre pagarle. Trenta centesimi in più. Grazie. Per come vi trattiamo (senza retoriche stucchevoli) non sembra, ma vi vogliamo bene. E non solo perché concorrete per un terzo ai nostri banalissimi redditi.

Il quotidiano diretto da Ferrara da lunedì prossimo subirà un aumento di 30 centesimi e vedrà la dipartita dell’edizione domenicale.
Carbone per il Foglio.


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Martedì, 6 Gennaio 2009 17:51 45 Pubblicato da Jack | Media | , , , | 6 Commenti

Ci si deve toccare le balle

…io ogni tanto me lo immagino, questo cinquantenne vegetariano, buddista e straricco, che la sera si mette sul divano con il MacBook touch non ancora in commercio e si fa un giro per Internet anziché guardare la tivù. Tutte le volte finisce che si deve toccare le balle, dopo che vede quanta gente commenta sulla sua probabile e imminente dipartita. Per forza poi uno a un certo punto si rompe le scatole e scrive a tutto il mondo che in effetti non sta schiattando. Perlomeno, non subito e non per una recidiva del tumoraccio. Il problema è che se lo scriviamo voi o io, non gliene frega niente a nessuno…

Antonio Dini


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Martedì, 6 Gennaio 2009 17:24 22 Pubblicato da Jack | Links | , , | Ancora nessun commento.

Il garantismo degli amici

Rosa Russo Iervolino, padre-padrone più che sindaco di Napoli, ha fatto il suo rimpasto come richiesto dai vertici e come – in effetti – ha spudoratamente dichiarato lei stessa ai giornali nei giorni scorsi: «Questo è il rinnovamento. Più in là di così non si poteva andare. Non è un rimpasto ma una giunta in cui c’è tutto il rinnovamento possibile. Ho scelto i nomi della nuova giunta liberamente. In questi giorni hanno strumentalizzato la mia visita a Bassolino come se andassi a prendere ordini, ma lui non ha assolutamente influito sui nomi scelti. È un governo di piena innovazione, ci sono sei nuovi assessori, che poi hanno gli incarichi più importanti della giunta, e quattro sono cambiati pochi mesi fa».

L’eco della nuova giunta ha fatto però una vittima, e che vittima! Il segretario provinciale del Pd nella provincia partenopea era Luigi Nicolais, ex Ministro dell’Innovazione nel Governo Prodi, incaricato da Veltroni di controllare l’andamento nella città della Iervolino, ieri – poco dopo l’annuncio del rimpasto – Nicolais ha dato le dimissioni perché «è mancata una svolta coraggiosa che consentisse di recuperare la fiducia dei cittadini. La città di Napoli in questi giorni ha attraversato una tra le più gravi crisi istituzionale degli ultimi anni. Il Partito Democratico napoletano, interpretando la crisi di fiducia manifestata dai cittadini verso il governo locale, ha adottato una linea politica tesa a sostenere un profondo rinnovamento dell’azione amministrativa della città e degli uomini che sono chiamati a rappresentarla. Purtroppo, non essendo riuscito a concretizzare il mandato ricevuto dal Partito napoletano e a trasferire ai vertici del Pd nazionale la drammaticità del momento e la necessità di una svolta coraggiosa che consentisse di recuperare la fiducia dei cittadini, ritengo che non ci siano più le condizioni per il prosieguo del mio mandato». Amen.

Oggi però ci sono novità molto succulente dalla stessa Iervolino: «mi auguro proprio che non si dimetta; non come sindaco, ma come iscritta al Partito democratico io collaboro per radicare il partito nella città», qualcuno però le fa presente che Nicolais si è dimesso proprio perché ritenuta sconfessata la linea del Pd: «non è stata affatto sconfessata la linea del Pd. Volete sentire la registrazione? Prima non l’ho detto per non essere scortese…». Quindi esisterebbe una registrazione che sconfessa a sua volta Nicolais. Ma che registrazione? Strano a dirsi, ma il sindaco di Napoli ha registrato il colloquio avuto nei giorni scorsi con l’ex segretario provinciale. Saputo delle registrazioni, Nicolais ha subito dichiarato: «non ne sapevo nulla, e non mi è sembrata una cosa bella. Si tratta di una vicenda eticamente originale, ed è anche una delle ragioni per cui ho lasciato». Vorrei capire una cosa: Nicolais ha affermato di non saper nulla della registrazione essendosi dimesso prima dell’intervista della Iervolino, ma allora come mai dice che è anche una delle ragioni per cui ho lasciato? Se non sapeva nulla, non può essere una delle ragioni per cui ha lasciato! Sbaglio qualcosa?

Cosa ci sia in queste registrazioni ancora non ci è dato saperlo. Dalle domande fatte dai medie, il sindaco Iervolino spiega che la cassetta è stata data ad un collaboratore che doveva sbobbinarla, e a sua volta – appena tornato in ufficio – ha immediatamente spento il cellulare quindi risulta irrintracciabile. Probabilmente gli si è rotto pure, visto che è da ieri pomeriggio alle quattro che è spento. Ah la politica!

E i vertici del Pd cosa dicono?

D’Alema a Matrix ha dichiarato: «La composizione di una giunta compete al sindaco e il dovere dei partiti è di rispettare le prerogative istituzionali dei sindaci perché altrimenti diventa un pasticcio che ci riporta al passato» e sulla giunta regionale e comunale «a Napoli e in Campania serve un profondo rinnovamento: c’è una classe dirigente che ha esaurito la sua carica propulsiva. Voglio bene a Bassolino che ha avuto un ruolo importante per 15 anni, ma nella città e alla Regione serve un rinnovamento e lui stesso ne è consapevole. In 15 anni sono state fatte in quella terra cose importanti e non tutto è riducibile alla crisi attuale e quindi è un giudizio molto sommario dire che abbiamo fallito.
È probabile che bisogna fare un appello alla migliore società napoletana che è una risorsa molto importante che può aiutare la politica a rinnovarsi
».

Mentre il Pd ha diramato un comunicato ufficiale: «Il Partito democratico non interferisce con le scelte compiute da sindaci e amministratori eletti. Per di più, nel caso di Napoli, è stata condivisa la strategia di puntare al massimo rinnovamento possibile dell’esecutivo guidato da Rosa Russo Iervolino. Ora, dopo l’annuncio della nuova formazione, si tratta di ricostruire un rapporto di fiducia tra l’amministrazione comunale e i cittadini napoletani».

Quindi non più garantisti, ma amiconi in baffo alla questione morale. E bravi!


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Martedì, 6 Gennaio 2009 16:45 50 Pubblicato da Jack | Articoli | , , , , , , , | 2 Commenti

Caro capitano

Caro capitano, non è che si aggiungono etichette negative all’Italia, non si inventa nulla è questa la cosa che ci dovrebbe far inc****** di Gomorra.

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Martedì, 6 Gennaio 2009 16:27 57 Pubblicato da Jack | Articoli | , , | 1 Commento

Noi godiamo di ottima salute

Il New york times è in crisi. Crisi nera, ipoteche, licenziamenti, pubblicità in prima pagina (la prassi da noi).  La società tribune co, che possiede il Chicago Tribune e altri giornali famosi anche in Italia, sta fallendo.

I nostri giornali, invece, continuano a godere di ottima salute, con un paio di eccezioni. I nostri che sono giornaletti al confronto del New york times. Ma tanto siamo noi a finanziarli, per cui……..


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Martedì, 6 Gennaio 2009 16:25 41 Pubblicato da Jack | Articoli | , , , | Ancora nessun commento.

Notizie dalle zone di guerra

Per chi fosse interessato alla guerra ebreo-palestinese, ma non si vorrebbe mettere sempre a cercare le pagine dei giornali che trattano le ultime notizie, internet come al solito è il posto ideale per tenersi aggiornato. NetworkingSul web si trovano alcuni strumenti atti a sostenere la vostra fame di sapere sulle notizie in zona di guerra. L’ultimo in ordine di tempo è CrisisWire, sito creato nel novembre dello scorso anno, dove si possono leggere le ultime notizie dai siti e dai blog che scrivono in zona di guerra, vedere i video trasmessi in streaming dai cineoperatori in loco e guardare le immagini tratte da Flickr riguardanti la guerra israele-palestinese e di tutte le zone di guerra nel mondo.

Se invece vorreste farvi da voi una ricerca globale, allora ci sono anche due strumenti per la ricerca sociale. A differenza di Google e il suo algoritmo di ricerca, WhosTalkin e Social Mention, questi i nomi dei due social search, cercano le query richieste solamente in alcuni siti già preimpostati, tutti rigorosamente di social networking e di micro-blogging.

Da non dimenticare naturalmente i metodi classici come GoogleMaps, Flickr, la blogosfera (nelle sue tante facce)  e, ultimi ma non ultimi, YouTube e Google Video. Tuttavia, il maggior esperto di notizie in tempo reale rimane come sempre Twitter e la sua Twitter-search.


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Martedì, 6 Gennaio 2009 13:17 48 Pubblicato da Jack | Tecnologia | , , , , , , | Ancora nessun commento.

Lettera alla comunità

http://www.citynewsonline.org/wp-content/uploads/2008/10/jobsiphone_2.pngDomani inizia il MacWorld di San Francisco, e, come si sa, Steve Jobs non presenterà il keynote d’apertura. Anche se questo è l’ultimo MacWorld cui parteciperà Apple, in questi giorni si facevano illazioni sulla vera natura dell’assenza di Jobs alla presentazione annuale dei prodotti marcati con la mela. Oggi Jobs ha reso pubblica una lettera destinata alla comunità Apple, dove dice, sinteticamente, che la sua assenza non è dovuta al ritorno del cancro come tanti avevamo supposto, ma bensì ad una semplice disfunzione ormonale che gli ha fatto perdere peso negli ultimi mesi.

Sotto ho tradotto – molto liberamente con probabili omissioni ed errori – la lettera che Jobs ha spedito alla comunità, lettera che potrete leggere direttamente in versione originale dal sito di Apple.

Cari amici della comunità di Apple,

Per la prima volta da un decennio, ho deciso di trascorrere le vacanze con la mia famiglia piuttosto che preparare intensamente il Keynote per il Macworld.

Purtroppo, la mia decisione di consegnare a Phil (Schiller ndr) il keynote al MacWorld, ha riattivato un’altra raffica di voci sulla mia salute, anche con la pubblicazione di alcune storie sulla mia morte.

Ho deciso di condividere qualcosa di molto personale con la comunità di Apple in modo che tutti possiamo rilassarci e goderci lo spettacolo di domani.

Come molti di voi sanno, ho continuato a perdere peso per tutto il 2008. Il motivo è stato un mistero per me e per i miei medici. Qualche settimana fa ho deciso che per capire la causa principale di questo problema, è necessario fare un passo indietro per farla diventare la mia priorità numero 1.

Fortunatamente, dopo ulteriori test, i miei medici pensano di aver trovato la causa in uno squilibrio ormonale che ha “rubato” le proteine che il mio corpo ha bisogno per essere sano. Sofisticati esami del sangue hanno confermato questa diagnosi.

Il rimedio a questo problema nutrizionale è relativamente semplice e diretto, e ho già iniziato il trattamento. Ma, considerando che non ho perso peso e massa corporea nelle ultime settimane di questo mese, i miei medici si aspettano che lo riguadagnerò entro la fine di questa primavera. Vorrei continuare a fare il CEO di Apple anche durante la mia guarigione.

Ho dato tutto me stesso a Apple in questi 11 anni. Sarò il primo a riferire al nostro Consiglio di Amministrazione se non posso più adempiere alle mie funzioni di CEO in Apple. Mi auguro che la comunità di Apple sosterrà il mio recupero, e sappia inoltre che ho sempre messo Apple prima di tutto. Quindi, a tal proposito, quello che ho detto è stato più di quello che avevo intenzione di dire.

Steve


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Lunedì, 5 Gennaio 2009 21:20 19 Pubblicato da Jack | Tecnologia | , , , | Ancora nessun commento.

links for 2009-01-05

Lunedì, 5 Gennaio 2009 20:01 26 Pubblicato da Jack | Links | | 2 Commenti

Una vergogna tutta italiana

Luciano D’Alfonso, ora di nuovo sindaco di Pescara, ha ritirato le dimissioni e ha depositato un certificato (forse) medico, grazie al quale, in base a fantasiosi motivi di salute, il vice sindaco gestirà il comune! Questo per evitare il sacrosanto commissariamento del comune.

Scusate il torpiloquio, ma: VAFFANCULO!

Come è possibile che venga accettato e che sia anche legale una cosa del genere? D’Alfonso gode di una buona salute, considerato poi che non si è fatto un solo giorno in carcere, a differenza di quanto si vocifera, perché è stato a casa sua, ai domiciliari.

Inoltre è tutt’ora indagato, con le stesse motivazioni di prima, e credo sia doveroso che si dimetta. Doveroso verso i suoi concittadini, mica l’intera Italia. Quei concittadini che, in teoria, conosce perché è la sua gente.

Accuse che per altro sono state confermate dal tribunale del riesame. Tribunale che ha solo sospeso gli arresti domiciliari, perché, in quel momento,  non era più sindaco, cioè non poteva inquinare più le prove. Ora che è tornato nel suo bunker può anche essere che vengano ripristinate (ora può inquinare di nuovo le prove) le misure restrittive.

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Lunedì, 5 Gennaio 2009 13:49 44 Pubblicato da Jack | Articoli | , , , , | 6 Commenti

Facebook-mania o ansia da manie?

Sul web (italiano) impazza la Facebook-mania. L’anno scorso, quando in tutti i giornali si parlava di realtà virtuale, la si chiamava Second Life-mania. Sono manie tutte italiane o noi italiani abbiamo bisogno di cicli maniacali per renderci partecipi del web?

Nei giorni scorsi tutti i media – sempre italiani – hanno serrato i ranghi per un gruppo fondato su Facebook il cui nome è “Liberiamo Totò Riina”. Quando i giornali ne hanno parlato erano, occhio e croce, alcune decine di aderenti. L’indomani si erano trasformati in migliaia: come al solito i giornali enfatizzano le notizie rendendole di tutti. Va da se che i successivi aderenti al gruppo probabilmente – anzi sicuramente, visti i risultati – lo hanno fatto esclusivamente per insultare i filo-mafiosi fondatori, ma per i giornali “il” gruppo è formato da migliaia di simpatizzanti di Riina e Provenzano: tutto fa brodo in questo mondo.

Di contro, i filo-mafiosi hanno dichiarato di aver fondato il gruppo per provocazione. Provocazione per cosa, chiedo io. Ad ogni modo i giornali lo hanno descritto come “grave fenomeno sociale degno di ampie riflessioni“. Sono loro i sapienti, mica noi …

L’onda si propaga a vista d’occhio. Nemmeno il tempo di abituarsi all’idea di un gruppo filo-mafioso (sempre per provocazione), che subito nascono come funghi altrettanti gruppi a favore di questo o quel mafioso: il «Gruppo per la santificazione di Provenzano», il «Bernardo Provenzano fan club» (che annota anche l’alter ego «Gruppo per l’abolizione del fan club Provenzano»), e i meno popolari «Matteo Messina Denaro» e «Giovanni Brusca». Per non parlare del mega «Gruppo Corleone» con in bella mostra un’iconografia del Padrino Marlon Brando.

A voi sembra l’ennesima scemenza tutta italiana o davvero esiste la piaga sociale del social network? Certo che se la censura di Facebook fa passare questi gruppi, ma lascia fuori un atto assolutamente naturale come l’allattamento al seno, qualche dubbio a me viene. A chi l’ardua sentenza? Ai giornali? È meglio di no… secondo me. Sono già in ansia per la mania di quest’anno.


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Lunedì, 5 Gennaio 2009 11:56 12 Pubblicato da Jack | Articoli | , , , | 5 Commenti

La strategia del chiedere

La strategia di Cai (adesso Alitalia) deve passare – secondo Letizia Moratti – da Lufthansa: «Le scelte strategiche per il Paese non possono essere lasciate nelle mani degli imprenditori». Il conflitto d’interessi viene aggiogato agli interessi privati: Cai è un’azienda privata, e come tale dovrebbe seguire gli interessi propri. La Moratti, ex imprenditrice trasformatasi in politico, chiede al Governo di trattare per conto di un’azienda privata. AirFrance ha detto sin dall’inizio di ritenere Fiumicino unico punto strategico italiano; Lufthansa, al contrario, ha dichiarato che terrà Malpensa come primo aeroporto italiano.

Il Governo non ha svenduto Alitalia a Colaninno e soci per renderla autonoma? Allora perché si prodigano tutti nel chiedere al Governo di intervenire, facendo in modo che Malpensa diventi l’aeroporto principale quando questo è un abominio di qualità e di scomodità? Allora come mai mi sembra che in tutta questa faccenda ci sia lo zampino della Lega – e quindi di Berlusconi – e la sua malattia nel tenere Malpensa come unico Hub italiano?

Update 6/1/09
Bossi litiga con Berlusca perché vuole Lufthansa, Fini litiga con Berlusca perché vuole AirFrance, Casini litiga con Berlusca perché vuole un giorno AirFrance l’indomani Lufthansa, Veltroni litiga con Berlusca perché è decisamente a favore della questione morale.

Che si sappia: noi della redazione – dopo una riunione fiume – siamo a favore di RyanAir.

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Lunedì, 5 Gennaio 2009 11:04 19 Pubblicato da Jack | Notizie | , , , , , , , | Ancora nessun commento.

Benvenuti in business class

Steve JobsTutti a dire che il MacWorld di quest’anno sarà in sordina perché mancherà Steve Jobs, ma nessuno si cura di sapere i motivi di questa assenza: sarà malato, si è stancato, ha lasciato il posto a qualcun altro? Nessuno – men che meno i media – si chiedono delle condizioni di Jobs. Tutti – soprattutto i media – preoccupati per lo show sottotono. Benvenuti nel business-media.


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Lunedì, 5 Gennaio 2009 10:19 22 Pubblicato da Jack | Media | , , , , | Ancora nessun commento.